
Esiste un luogo, a Torino, in cui tutto ruota intorno al cioccolato, dalla sua storia alla sua lavorazione e confezione. Si tratta di Choco-Story – il Museo del Cioccolato e del Gianduja, che nell’estate del 2024 è stato inaugurato nel capoluogo sabaudo all’interno dei locali della storica pasticceria Pfatisch.
È significativo che a ospitare un museo di questo tipo sia proprio Torino, perché è proprio qui che, nel XVI secolo, il cioccolato fa il suo ingresso in Italia, grazie ai Savoia. Infatti, in occasione dell’evento Le Perle della Regina tenutosi quest’inverno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (ve ne abbiamo parlato qui), lo stesso Emanuele Filiberto ha ricordato Torino come «città culla di Casa Savoia, riconosciuta come capitale italiana del cioccolato» e Beatrice Cagliero, la direttrice del Museo del Cioccolato e del Gianduja, ci ha raccontato come «fu proprio grazie ai Savoia che il cioccolato venne introdotto in Italia. Leggenda vuole che nel 1560 il Duca di Savoia Emanuele Filiberto, spostando la capitale del ducato da Chambéry a Torino, celebrò l’evento offrendo tazze di cioccolata calda». Oltrepassando la facciata del museo, stampata con il disegno di una tavoletta di cioccolato (che è già tutto un programma), inizia il viaggio nel magico mondo di questo prezioso ingrediente, una vera e propria immersione nella sua storia, nei suoi sapori e nelle curiosità che lo riguardano, un percorso coinvolgente in cui giocano un ruolo fondamentale gli allestimenti e gli elementi interattivi.
Dalle origini del cioccolato al suo arrivo in Europa, passando per la sua produzione
Com’è risaputo, il cioccolato ha origini molto antiche: il museo parte con il racconto delle credenze delle antiche civiltà mesoamericane sul cacao, materia prima da loro lavorata grazie ad appositi strumenti, che si possono osservare in esposizione, proseguendo con una sezione dedicata alla coltivazione del cacao, svelando al pubblico visitante non solo i luoghi da cui proviene, ma anche com’è fatto il suo frutto, come avviene la sua lavorazione e quali sono le pratiche di commercio equo attuate nella sua commercializzazione. Per l’arrivo del cacao in Europa, bisogna aspettare le spedizioni di Hernán Cortés che, tra il 1520 e il 1528, lo importa nel nostro continente, precisamente alla corte spagnola, ed è così che questo ingrediente inizia a fare i primi passi alla conquista dei nostri palati.
L’arrivo del cioccolato in Italia
Una seconda parte del museo è dedicata all’arrivo del cioccolato in Italia, conteso tra la corte dei Savoia a Torino e quella dei Medici a Firenze. In entrambe le città, il cioccolato era servito sotto forma di bevanda, ma presentava delle differenze in fatto di ingredienti annessi al cacao, che è possibile scoprire durante la visita attraverso la vista e l’olfatto. Sarà poi a Torino, però, che verranno prodotte le prime tavolette di cioccolata, così come verranno aperte molte cioccolaterie, confermando la città come una delle capitali del cioccolato in Europa. Torino è anche la casa del Gianduja, una miscela ottenuta dalla combinazione di cacao e nocciole (per la precisione, la varietà Tonda Gentile Trilobata), perle del Piemonte, il cui nome deriva dalla famosa maschera di carnevale tradizionale.
Gli antichi macchinari per la lavorazione del cioccolato
La visita prosegue con alcune delle prime tecniche industriali utilizzate per la lavorazione del cioccolato, comparse nel 1800 con l’industrializzazione, e con le confezioni delle più grandi cioccolaterie di Torino, segno di un periodo in cui il cioccolato ha lasciato la sua realtà artigianale di nicchia per diventare un prodotto molto apprezzato dalla popolazione. Scendendo una rampa di scale, si accede al punto nevralgico della visita attraverso la scoperta degli antichi, imponenti macchinari utilizzati un tempo da Pfatisch per lavorare il cioccolato, oltre che degli stampini una volta utilizzati dalla pasticceria per confezionare uova di Pasqua, cioccolatini di San Valentino e così via. Prima di lasciare il museo, però, non possono mancare l’assaggio di tre varietà di cioccolatini (fondente, al latte e bianco), la proiezione di un corto animato dedicato e la scoperta dei benefici del cioccolato.
Choco-Story – il Museo del Cioccolato e del Gianduja: un’immersione a 360° in un mondo spesso citato, ma che spesso non si conosce
davvero.
Alessandra Picciariello











