
Volte affrescate, grandi finestre, ampi giardini e un’atmosfera che porta indietro nel tempo: così siamo state accolte all’evento Le Perle della Regina, nella cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Un’occasione per scoprire di più sulla Regina Margherita di Savoia e sul suo legame con il cioccolato, il cinema e la vita di corte, nata da una sinergia tra Choco-Story Torino (il Museo del Cioccolato e del Gianduja), la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Museo del Cinema, che conferma l’importanza delle collaborazioni tra le realtà museali e istituzionali del territorio.
Nel salone centrale, Le Perle della Regina hanno preso vita in forma di cioccolatini – noccole IGP ricoperte di fine
cioccolato bianco – presentati da Choco-Story Torino e dalla storica pasticceria Pfatisch. Un’iniziativa che nasce dalla volontà di omaggiare la Regina
Margherita con un prodotto a lei dedicato, nell’anno che marca i 100 anni dalla sua dipartita, e dalla volontà di realizzare un progetto che va al di là dell’attività
strettamente museale, per far sì che «il museo non sia solo un custode di oggetti, ma di Storia e storie», come riferitoci da Beatrice
Cagliero, direttrice del Museo del Cioccolato e del Gianduja. Prosegue la direttrice: «Abbiamo deciso di valorizzare i personaggi storici che hanno
glorificato il nostro passato come la Marchesa Giulia di Barolo (l’anno scorso, NdR) e la Regina Margherita, trovando in loro un nesso per promuovere la
cultura del cioccolato, innanzitutto dedicando loro un proprio cioccolatino».
Margherita, la prima regina dell’Italia unita, è uno dei personaggi storici più amati per via del suo impegno verso gli altri, della sua intraprendenza e della sua modernità, basti pensare che «andava in montagna, aveva la patente, è andata perfino dentro un sottomarino» e che «viaggiava con il nome in incognito di “contessa di Stupinigi”» – ci ha raccontato Alessia Giorda, esperta di storia che ha curato il percorso narrativo dell’evento, insieme a Serena Fumero. La monarca varcava la soglia della Palazzina verso giugno e ci rimaneva quasi fino a Natale, abiterà poi il luogo in via definitiva dopo il regicidio di suo marito.
Foto cinepresa e rievocatori: courtesy of ufficio stampa Choco-Story Torino
A lei sono dedicati gli spazi espositivi dell’evento che si è tenuto all’interno della residenza reale, una rievocazione storica del suo tempo e dei temi che la riguardano da vicino, realizzata dall’associazione Le Vie del Tempo. Nell’angolo dedicato alla cucina e al cioccolato, tra il menù per il compleanno della regina, il menù di un buffet che si è tenuto alla sua presenza e la riproduzione delle forme per fare le tavolette di cioccolata (in dotazione corona), traspare la passione della casa reale per questo prodotto esotico. Secondo Alessia Giorda, infatti: «Il cioccolato c’era sempre, lo vediamo anche in uno dei menù, che ha i pretzel di cioccolato. Abbiamo trovato anche tutta una serie di ricette di cioccolatini, che venivano poi serviti anche qui nella Palazzina, perché erano Provveditori della Real Casa». Le perle sono un altro punto fermo per la regina; infatti, ne possedeva ben seicento e Margherita significa “perla”, ci ha spiegato Giorda. Un altro angolo è riservato al suo contributo nei primi anni del cinema, attraverso il frammento di un filmato in cui la sovrana scende le scale della Villa Reale di Monza e si dirige verso il giardino. Una ripresa realizzata dal primo cineasta italiano, il torinese Vittorio Calcina, per i fratelli Lumière e prestata per l’occasione dalla Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia. Insieme a questa testimonianza storica, una cinepresa a manovella dei primi anni del Novecento, parte degli archivi del Museo Nazionale del Cinema. Completano l’evento, gli appartamenti della Regina destinati al rituale del tè e gli appartamenti del Re dedicati al vermouth, eccellenza del territorio amata anche da Margherita.

Un vero e proprio viaggio nei sapori e nella Storia del Piemonte, in cui la dinastia sabauda è protagonista. I Savoia, infatti – racconta Beatrice Cagliero – sono stati fondamentali nell’introduzione e promozione del cioccolato nel nostro Paese e a loro è anche rivolta una sezione del Museo del Cioccolato e del Gianduja. Proprio per questo, la visita di Emanuele Filiberto di Savoia nel settembre 2025 si è configurata come un importante momento simbolico: «Questo incontro ha rappresentato per noi un’ulteriore occasione per ribadire l’importanza di Torino come capitale italiana del cioccolato, nonché per promuovere la storia e le tradizioni che hanno reso questa città un punto di riferimento a livello internazionale», per usare le parole della direttrice. Una visita in cui il principe ha potuto visitare le stanze del museo, assaggiare Le Perle della Regina e ricordare la rilevanza storica della sua trisnonna: «Una figura capace di incarnare lo spirito del Suo tempo con grazia, intelligenza e straordinaria modernità. Nel centesimo anniversario della Sua scomparsa, questo progetto intende rinnovarne il ricordo attraverso un simbolo delicato e universale come il cioccolato».
Alessandra Picciariello




