
Da ragazza timida a donna sicura di sé, Elvira Gallo ne Il Paradiso delle Signore ha affrontato un percorso di grande evoluzione, forse anche grazie al coraggio che non pensava di avere e alle sue doti empatiche. Come Elvira, anche Clara Danese, l’attrice che la interpreta, è empatica, ma anche dolce e accogliente, e non solo.
Clara si definisce una persona avventurosa, e questo l’ha portata a lasciare tutto per inseguire il suo sogno di diventare attrice, che si intreccia con la sua onnipresente passione per la musica, altro punto in comune con Elvira. È anche una ragazza di paese, che ha conservato, dall’esperienza di vita in una piccola realtà, l’umiltà che da sempre la caratterizza. In questa nuova intervista della nostra rubrica Il Paradiso delle Signore – Mi ritorni in mente abbiamo parlato con Clara Danese della sua infanzia circondata dall’arte, del suo personaggio nella fiction e dei suoi sogni per il futuro.
Come si chiama il paese dove sei cresciuta? Cosa ti piace di quella realtà?
Si chiama Santa Maria in Stelle, è veramente minuscolo, è a venti minuti da Verona, ma tanti veronesi non lo conoscono. È verso la
Lessinia, ovvero le montagne veronesi, e questo è proprio quello che mi piace: le montagne, la natura, sono molto legata alla montagna, mi piace
andare a camminare, è una cosa che a Roma non riesco a fare e mi pesa tantissimo. Ogni tanto sento proprio il bisogno di tornare e di svegliarmi con il suono
degli uccellini, mi manca tanto.
Che rapporto hai con la tua famiglia?
Bellissimo, siamo pochi ma buoni. Della famiglia che vive a Verona, ci sono solo i miei genitori, ogni tanto vado
a trovarli, abbiamo un rapporto stupendo, ci sentiamo sempre. Fanno parte anche loro di questo mondo (mio padre è un musicista e mia
madre è una ballerina), quindi ci scambiamo spesso opinioni riguardo a film visti, nuovi lavori, spettacoli. Poi ho un resto di famiglia che vive a Bolzano, in
Spagna, siamo un po’ sparsi.

Da piccola cosa ti piaceva fare? Sei sempre stata convinta sul teatro o avevi altri hobby?
È iniziato tutto dal canto in realtà, facevo parte di A.LI.VE, che è il coro di voci bianche dell’Arena di Verona,
quindi da lì è iniziato tutto. Il teatro è arrivato dopo, nei primi anni di università, non avevo assolutamente idea di cosa fosse questo settore, ma ho iniziato
a frequentare un corso di recitazione al Teatro Verdi di Pisa e da lì mi si è aperto un mondo. Ho provato poi nelle varie accademie e sono
entrata a Bologna. È come se dentro di me ci fosse sempre stata questa luce, questa spinta, questa tensione verso il palcoscenico, però ci vuole tanto
coraggio per decidere di fare questo mestiere, perché ha degli alti e bassi importanti e quindi ci ho messo un po’. Infatti, prima dell’accademia ho fatto
l’università (un ramo di Farmacia), non era quello che volevo fare, però era difficile mollare tutto per fare un lavoro più incerto. Finora è andata bene, quindi
bisogna crederci.
La tua passione per la musica è nata con l’esperienza sul palco dell’Arena di Verona?
È nata direttamente in famiglia, non c’è stato un evento in particolare che me lo ha fatto capire, perché ho sempre respirato quest’aria
artistica in casa, non solo per i miei genitori: mia nonna è stata un’attrice in Brasile, mio zio direttore della fotografia, non si
parlava d’altro in casa.
Invece, quando è stata la prima volta che sei salita su un palco per recitare? Che emozioni hai provato in quel momento?
È stato per uno spettacolo che ho fatto con un collettivo che si era formato durante l’accademia, uno spettacolo
scritto da noi, si chiamava Notti in bianco. Lo ricordo con tanta gioia, è stato bellissimo. Lo condividevo con una persona che per me è stata molto
importante e poi abbiamo creato tutto noi da zero. L’emozione che si prova tutte le volte sul palco è una cosa incredibile, è una magia che dura
quell’attimo ed è quasi inspiegabile a parole, la sai solo tu e il pubblico.
Courtesy of Clara Danese
Hai delle attrici di riferimento a cui ti ispiri per la recitazione?
Cercando nel passato, direi Monica Vitti, a lei mi ispiro totalmente, è fortissima, una donna e una voce
interessante, uno sguardo intenso con questi occhi strani, però pieni di tutto, con un’ironia spaventosa, ma anche un’intensità importante.
Dopodiché, ci sono tutte le star di oggi, che assolutamente sono un buon punto di parenza per studiare o ispirarsi, Penélope Cruz è una che mi viene in mente e che mi piace
tanto.
Quando arriva Il Paradiso delle Signore?
Erano gli ultimi giorni di accademia, già nell’ultimo anno ero in agenzia perché avevo voglia di lavorare e ho fatto tanti provini.
Quando mi hanno chiamata per il provino del Paradiso ero a lezione, ho avuto tempo una settimana o due e poi sono volata a Roma.
Com’è andato il provino?
È stato strano, perché in realtà dovevo fare Clara, il personaggio che poi ha interpretato Elvira Camarrone, ed è stato divertente
perché in uno dei primi callback ho incontrato Elvira e ci siamo dette: «Tu che ruolo fai? Clara. Io Elvira. Ma in che senso?». Quindi, facevo Clara e poi mi hanno detto
che volevano vedere per me anche il personaggio di Elvira. È stato bello, ero agitatissima, perché era il primo provino in presenza (dopo quelli
delle accademie, ma è un’altra cosa), però è stato divertente. In uno degli ultimi callback c’era Emanuel (Salvatore), perché volevano vedere la coppia,
e prima ne avevo anche fatto uno con Gabriele (Alfredo), che mi hanno messo subito a mio agio.

Elvira è stata un personaggio sempre più presente e apprezzato. Come hai vissuto la sua evoluzione?
L’ho vissuta con grande impegno, perché se i personaggi si evolvono all’interno della storia è anche un po’ grazie a
noi, perché fortunatamente abbiamo molto spazio come attori e, spesso e volentieri, se proponiamo delle cose, chi scrive le porta avanti con piacere, si
ispirano un po’ anche a quello che vedono che tiriamo fuori noi, una storia può prendere una via differente in base anche a come tu ti poni. Quindi,
sono fiera del percorso che ha fatto Elvira, perché un po’ ci ho messo del mio, anche perché era partita totalmente con un’altra linea, una
linea forse un po’ drammatica (magari mi sbaglio), percepivo un personaggio sempre un po’ nascosto, insicuro per il suo fisico e ogni volta che avevo battute che
andavano su questo tema, un po’ viravo. Poi, sicuramente doveva andare così, avevano visto che non funzionava, che non reggeva troppo, perché avevo anche
delle imbottiture e si vedeva, era un po’ strano, oltre che complicato da mettere tutti i giorni; quindi, per snellire un po’ la storia del personaggio, siamo andati su una linea
più comica. Da lì, anche con Emanuel, ci abbiamo messo tanto di nostro nello sviluppo che ha avuto la storia, ci siamo davvero
impegnati a cercare di capire in ogni scena cosa si volesse dire e questo non è scontato in un prodotto del genere in cui si
gira tante ore al giorno, ogni tanto capitava di fare una scena con meno voglia, sicuramente, però poi ogni volta cercavamo di metterci quel qualcosa in più e
questo, secondo me, è stato importante per lo sviluppo dei nostri personaggi.
Per sposarsi con Salvatore, Elvira deve affrontare suo padre, che si oppone al matrimonio. Come riesce ad affrontare quest’ostacolo?
Con coraggio. Quello che vuole raccontare il Paradiso è anche che l’unione fa la forza: Elvira viene supportata dalle altre
Veneri, che sono amiche, colleghe, donne negli anni Sessanta, quindi fanno rete, si sostengono l’una con l’altra e nelle varie storie singole di ognuna sono importanti.
Riesce ad affrontare la situazione anche grazie alle amicizie, ai consigli delle amiche. Anche la nonna è un personaggio che è stato importante,
Elvira si è confidata parecchio con lei.

Elvira diventa mamma. In futuro, desideri anche tu la maternità?
Sì, tantissimo. Non è un futuro così lontano, in realtà lo sogno da sempre. Lo spero, mi piacerebbe tanto, infatti anche
girare con dei bimbi è stato bellissimo e la scena del parto è stata talmente vera che mi chiedevo cosa stesse succedendo, mi
immaginavo io in futuro.
Quindi, è un punto in comune con Elvira. In cos’altro siete simili e in cosa siete diverse?
Siamo simili nella dolcezza, Elvira è un personaggio dolce, tondo, accogliente, empatico, mi trovo abbastanza simile in questo.
Differiamo sul lato della libertà caratteriale (Elvira non è Sagittario come me), io cambio aria, prendo e parto, se vedo che una cosa mi
sta stretta, cambio. Invece Elvira, ad esempio, ci ha messo un po’ con Tullio a cambiare la situazione.

Ti chiedo di darmi una parola per alcuni tuoi ex colleghi ed ex colleghe del Paradiso.
Emanuel (Salvatore): un compagno di avventura, ovviamente, però lunatico da morire, mi odierà per
questo,
Francesca (Irene): scoppiettante,
Ilaria (Delia): è tanto ironica, fa molto ridere,
Nicoletta (Rosa): paziente, quanta pazienza ha avuto Nicoletta a stare con le Veneri,
Danilo (Matteo): mistico.
Al Paradiso, oltre alle varie amicizie, è nata anche una band. Come sta andando?
In questo momento siamo un po’ fermi perché c’è stata la pausa dal set e, anche se io ho finito un anno fa, comunque loro
continuano a girare; quindi, giustamente ognuno nel periodo di pausa si è riposato, ma avremo un concerto il 25 luglio. È troppo divertente, è
bello. Ho sempre tenuto la musica a fianco di qualsiasi altro lavoro, di qualsiasi altra cosa, c’è sempre stata, così è iniziata e così
continua, è sempre lì, è un tassello importante.
Courtesy of Clara Danese
Dopo il Paradiso e fino ad oggi, in quali progetti sei stata impegnata?
Ci sono stati un po’ di mesi vuoti e non è stato facile, perché dopo tanti anni in cui sei impegnata tutti i giorni, trovarsi nel vuoto non
è una cosa semplice, sono un po’ sprofondata in un down emotivo in cui pensi di non essere in grado, perché magari fai i provini e non li passi. Quindi, ho
aspettato un bel po’ e poi ho fatto un piccolo ruolo per una serie che uscirà l’anno prossimo, poi ho fatto uno spettacolo a teatro, con la regia di
Lorenzo Lavia, siamo stati due settimane in scena al Teatro Greco di Roma con Peccato che fosse una sgualdrina di John Ford, un testo
impegnativo, uno spettacolo che durava tre ore. Tornare a teatro per me è stato un sogno, mi mancava tanto, quindi sono contenta. Adesso sto facendo
provini, però essendo estate è tutto un po’ fermo.

Cosa speri per il tuo futuro?
Lavorativamente, il sogno è quello di fare un film, magari anche all’estero, sarebbe interessante. Per quanto
riguarda la vita personale, vorrei fare tanti viaggi, quest’anno faccio trent’anni; quindi, per i miei trent’anni vorrei regalarmi un bel
viaggio lungo e raggiungere una vetta, vorrei arrivare in cima a qualcosa, conquistare qualcosa, un traguardo.
Alessandra Picciariello



