
Con l’arrivo dell’estate, le nostre città si organizzano per accogliere spettacoli di diversi generi per allietare le nostre serate. Il Parco Commerciale Dora prosegue con i suoi appuntamenti del Parco Dora Live 2026 con Barbara Foria, che sarà protagonista il 30 giugno con il suo spettacolo Euforia! Questione di Euforia.
Tornano sul palco, a grande richiesta, la sua simpatia ed energia che trasmetterà al suo amato pubblico, come dice lei: «Senza di loro
non potrei esistere». Domani alle 21.30 ci tufferemo nei migliori sketch che hanno accompagnato gli spettacoli di Barbara in questi anni. Abbiamo avuto
il piacere di farle qualche domanda, ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista.
Come ti sei avvicinata al mondo della recitazione?
Ho sempre avuto la passione per i comici, per la commedia all’italiana con cui sono cresciuta. Sono fortunata perché napoletana, ho avuto la
possibilità di vedere e rivedere i film di Massimo Troisi, di Totò, le commedie di Eduardo. Guardando i miei miti sognavo da sempre di
realizzare il sogno di poter fare di questa mia passione un lavoro vero e proprio e ci sono sono riuscita. All’inizio era lo scherzo tra gli amici, la
barzelletta, il racconto comico, la presa in giro, l’imitazione del professore, dei compagni di classe del liceo o del preside, e poi sono passata a quelle in televisione. Mi
sono sempre piaciute le parodie e le imitazioni, osservare la gente, imparare i dialetti, le varie lingue e ho iniziato a esercitare questa mia capacità comica scrivendo
monologhi e spettacoli comici per il teatro.
Sei tu che hai scelto il settore comico o è il settore comico che ha scelto te?
Credo che il settore comico abbia scelto me, o perlomeno la vis comica mi ha sempre posseduto, o forse è nata con me.
Secondo te, è più difficile far ridere o fare parti drammatiche? Perché?
Secondo me è più difficile far ridere, perché credo che il comico in generale ha un animo molto sensibile e dentro di sé ha sempre una chiave
drammatica da poter utilizzare. Il comico non fa altro che ironizzare sui drammi della vita e quindi è assolutamente capace di poter poi far piangere sui drammi
della vita.
C’è qualcosa che non hai ancora fatto in campo artistico e che ti piacerebbe fare?
Mi piacerebbe proprio interpretare un ruolo drammatico, dopo aver fatto tanti ruoli comici con grandissimi attori comici, sia in teatro e sia in
televisione, vorrei poter far vedere un altro mio aspetto.

Secondo te, in televisione c’è abbastanza spazio per programmi comici?
Penso che in questo momento si sia un po’ orfani di programmi comici in tv, o perlomeno si è fermi a quelli degli anni ‘90 e del 2000, il grande
successo di Zelig ne è proprio un esempio, è come se fossimo rimasti quasi al tipo di comicità di vent’anni fa. Lo stesso Only Fun, di cui sono stata
protagonista su Canale 9, è un altro esempio: è un susseguirsi di artisti, tra l’altro anche non tutti giovanissimi, che si alternano con monologhi, parodie o sketch nella stessa formula che era
quella di Colorado o di Zelig e adesso anche quella di Only Fun. Bisognerebbe osare di più, ma la verità è che in tv spesso non permettono di osare, in
tutti i settori, soprattutto in quello comico, è come se le certezze e le sicurezze fossero sempre rassicuranti. Ci vorrebbero programmi comici, anche meno tradizionali, visto
che si vive in un momento storico così pesante e drammatico, i telegiornali e i social ci riempiono di notizie tristi , credo che la gente voglia sorridere e quindi si ha sempre bisogno di
programmi più leggeri. Fortunatamente un po’ Step, un po’ Comedy Match, che sono un altro tipo di programma comico, permettono di trascorrere una serata
spensierata, quindi ben vengano anche altri esperimenti come questi.

Quando sei sul palco, com’è avere un contatto diretto con il pubblico?
Il mio grande amore, lo dico in tutte le interviste, è il teatro che mi permette di avere un contatto diretto con il
pubblico, che è il mio metro di misura, che mi dice quando posso spingere, se le battute funzionano, è il termometro della risata grazie agli applausi, ma anche
ai silenzi. Il teatro è l’unico luogo in cui mi è possibile dare spazio a tutta la mia arte comica, alla mia mimica, ai miei silenzi, alla mia gestualità. Il pubblico è la spalla
di un mio spettacolo, perché tante volte tantissime mie gag comiche si creano proprio con il pubblico improvvisando e poi diventano dei miei cavalli di battaglia che mi porto in tutte le mie
tournée teatrali. Per me il pubblico è fondamentale, la quarta parete la abbatto dal primo minuto in cui salgo sul palco, sempre con grande rispetto, senza di loro non
potrei esistere.
Cosa porterai sul palco del Parco Dora Live 2026?
Porto la mia Euforia! Questione di Euforia, è il meglio dei miei sketch degli ultimi spettacoli. Ogni sera non so cosa
metterò in scena, perché a volte stabilisco una scaletta e spesso viene cambiata in base al pubblico, a qualcosa che accade: come si dice in gergo, spesso “vado a braccio”. Ogni
volta che porto in scena Euforia è uno spettacolo diverso, ci sono sicuramente dei monologhi a cui sono affezionata e che sono nel copione, ma a volte vengono completamente stravolti,
improvvisati o creati ex novo. La cosa importante è far sorridere il pubblico di Torino tra le zanzare e la grande afa sotto la Mole Antonelliana.
Paola Giannessi