“Il Paradiso delle Signore – Mi ritorni in mente”: Alessia Debandi, alias Angela Barbieri, dai primi passi alla sua evoluzione, nella fiction come nella vita

Ph: P. Bruni
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Alessia Debandi, l'interprete di Angela Barbieri, è l'ospite del secondo episodio della nostra rubrica estiva Il Paradiso delle Signore – Mi ritorni in mente… con il suo personaggio al tempo stesso delicato e forte, che nella fiction ha dovuto prendere alcune decisioni importanti. 

Attrice piemontese nata nella provincia di Alessandria e trasferitasi presto nella Capitale, Alessia è una persona creativa, diretta, dinamica, non sa stare ferma e ha mille idee per la testa, diversamente da Angela, dalla quale si sente distante, tranne per la gentilezza che hanno in comune. Dalla sua giovinezza di ragazzina timida, passando per la scoperta della passione per la recitazione, per i suoi progetti cinematografici e teatrali e per il suo libro Come una nuvola nera – scritto in un momento di vita per lei difficile – fino ai suoi ricordi della fiction Il Paradiso delle Signore, ecco cosa ci ha raccontato Alessia in questa intervista.  

 

Che ricordi hai della tua infanzia in provincia di Alessandria?
La mia infanzia è stata quasi solitaria, un po’ per scelta, perché ero molto attaccata ai miei genitori, all’idea di famiglia, di nucleo famigliare ristretto, poi sono figlia unica. Sono cresciuta anche con due cani che sono state le mie sorelle: secondo me è una cosa importantissima quando si è piccoli poter provare anche quel tipo di amore e affetto. Sono stata una bimba felice, ma molto introversa, questo essere introversa si è trasformato più in là in alcune insicurezze (poi tutte passate per fortuna), ero molto chiusa. 


Da adolescente invece com’eri? 
È stata un’evoluzione, perché ero una tredicenne molto timida e chiusa, non volevo addirittura uscire di casa dalla timidezza, ma questa cosa magicamente è cambiata alle superiori, perché volevo solo uscire di casa. Ho comunque sempre mantenuto un velo di timidezza, anche negli anni in cui mi sono più aperta, che poi se n’è andato in anni più recenti stando da sola a Roma. La mia adolescenza è stata serena, poi ero molto concentrata sullo studio, sui doveri e non c’era una parvenza di recitazione, non sapevo di essere creativa e di aver bisogno di sfogare così tanto la mia creatività.

Courtesy of Alessia Debandi

Il lavoro come attrice ti è servito per formare il tuo carattere? 
Tante cose mi hanno fatto cambiare questa prospettiva: il lavoro, in primis, ad esempio il fatto di avere a che fare con tante persone diverse, ma anche la terapia e la mia esperienza di vita personale, di malattia, che mi ha cambiato molto in questo senso (nel 2023 le è stato diagnosticato un tumore, per la precisione un linfoma di Hodgkin, NdR). 


Come stai ora?
Sto bene, sono sempre controllata, sto facendo controlli di routine, sto bene sia fisicamente, sia soprattutto mentalmente.

Courtesy of Alessia Debandi

Come hai affrontato questo periodo difficile della tua vita? 
Volevo stare da sola, perché mi veniva difficile gestire le persone intorno a me, i sentimenti, ho scoperto che mi affaticava molto anche il fatto di dover dare notizie non belle o sconvolgere i piani, però in realtà non sono mai stata sola nemmeno un momento, perché ho sempre sentito tanto amore, anche dai miei colleghi del Paradiso che non sentivo da tempo, perché ovviamente le strade un po’ si dividono, ma rimane l’affetto, il bene che ci si vuole. È stato difficile, ma mentre mi curavo era tutto in prospettiva di qualcosa di bello dopo. Il dopo, però, non è stato così facile da affrontare, perché avevo questa nuvola di Fantozzi in testa, quasi la nuvola nera di cui parlo nel mio libro Come una nuvola nera, che mi assillava e non mi sentivo molto pronta a reagire, però poi ho trovato la forza di farlo. 


Il tuo libro nasce da lì, da questa forza che hai trovato?
In realtà il libro nasce da quello che non volevo dire agli altri e che quindi scrivevo, perché non potevo nemmeno tenermelo dentro. Giorno per giorno scrivevo quello che mi succedeva, forse anche per prendere distanza da quello che mi stava succedendo, e ho scritto talmente tanto che ho pensato di farci qualcosa.


È la prima volta che scrivi un libro?
, in generale non sono molto incline alla scrittura. Mi è sempre piaciuto, ma non avevo mai approfondito.

Courtesy of Alessia Debandi
Courtesy of Alessia Debandi

Quando è arrivata invece la tua passione per la recitazione?
In adolescenza, per superare la mia timidezza, facevo dei concorsi di bellezza e in uno di questi, nel 2016, ho vinto. Vincendo, potevi ottenere una borsa di studio in un’accademia di recitazione a Roma e ho pensato “vediamo”. In tutto ciò, facevo quinta superiore, quindi sono andata dal preside a chiedere se potessi andare una settimana al mese a Roma per studiare recitazione e lui mi ha detto di sì, perché la scuola incentivava gli studenti a fare cose nuove. Non sapevo bene dove stessi andando a parare, quindi ho messo piede a Roma, ho iniziato il primo giorno di accademia e lì mi sono proprio innamorata, ho scoperto un mondo, è stato un colpo di fulmine.


Quando hai iniziato a fare quest’accademia, come l’hanno presa i tuoi genitori? Ti hanno supportata sin da subito?
Sì, erano contenti, non la vedevano come un’opzione di lavoro per me, però mi hanno detto di andare e di non preoccuparmi, bastava che rimanessi sempre in linea con i voti, le verifiche, le interrogazioni con la scuola, quindi andava tutto bene. Finito il liceo, mi ha preso un’agenzia di recitazione e ho detto loro che dovevo andare a Roma. Dopo la maturità, mia mamma mi ha detto che se fossi uscita con più di 80 e se mi fossi iscritta all’università, allora sarei potuta andare a Roma, altrimenti no. Per fortuna ho fatto entrambe le cose e mi sono trasferita subito. Quindi, mi hanno sostenuta, però sempre con l’opzione del piano B. Infatti, mi sono anche laureata in psicologia

 

Con la tua famiglia adesso che rapporto hai? Riesci ad andare spesso su a casa?
Non tanto spesso, è difficile. Alessandria è collegata veramente male, quindi faccio un po’ di difficoltà, però o vado io o vengono loro, siamo sempre vicini ma lontani, è la vita del fuori sede.  

Courtesy of Alessia Debandi

A quali progetti hai lavorato negli ultimi anni?
A una serie inglese, che si chiama The Iris affair, e a Cuori. È uscita anche L’arte della gioia, che avevo girato poco prima della malattia ed è uscita dopo. Poi ho fatto uno spettacolo teatrale, stiamo decidendo adesso come farlo girare, perché è bello, ma impegnativo. È su un argomento che dovrebbe interessare tutti ed è talmente ironico e sarcastico che, secondo me, è molto piacevole da vedere. Si intitola Bambole da collezione e il tema è la prima volta


Nel 2019, invece, vieni scelta per interpretare Angela Barbieri ne Il Paradiso delle Signore. Come sono andati i provini e come ti hanno comunicato che eri stata scelta?
Ho fatto vari callback e nell’ultimo c’eravamo io e Ludovica Coscione che stavamo facendo entrambe i provini sia per Angela Barbieri, sia per Marina Fiore. Alla fine del provino, Daniele Carnacina (l’ex direttore artistico del Paradiso, NdR) mi ha detto che ci saremmo visti sul set, io ho ringraziato e sono andata via, ma non avevo assolutamente recepito l’informazione; quindi, sono rimasta ad aspettare un altro mese, finché mi ha chiamato il mio agente di allora dicendomi che Daniele Carnacina aveva confermato che ero stata scelta e che avrei iniziato a breve: da lì ho collegato i pezzi. Ero molto emozionata, poi guardavo Il Paradiso delle Signore quando era serale con mia nonna, era tutto collegato. Il ruolo mi piaceva tanto, ero contenta, ero super emozionata quando facevo i provini, per me c’era proprio una magia nell’aria. È stato un momento bellissimo

Ph: P. Bruni
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Ti rivedi in Angela?
No, abbiamo in comune forse solo la gentilezza, ma tante altre cose no. Anzi, ho imparato da Angela a non essere così sottona con gli uomini, non ha fatto le scelte migliori del mondo (ride, NdR). Non mi ci rivedo, però il bello di questo lavoro è anche dare vita a cose da me lontane. Anche quando giravo le scene d’amore per il figlio che aveva abbandonato non lo capivo bene, perché avevo solo vent’anni, invece adesso quasi le sono più vicina per le scelte che ha preso in quei momenti. 

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Quali sono i tuoi ricordi più belli della fiction?
Tante scene, ma anche il rapporto tra noi colleghi, che ho sempre vissuto bene, c’era tanto affetto, tanto amore. Ovviamente è un set stressante, perché lavori tanto, tutto il giorno, diventa casa tua, però il rapporto tra di noi è uno dei ricordi più belli e più umani che ho di quei momenti. 


Che rapporto avevi con Pietro Masotti?
L’ho sempre visto come una figura maggiore rispetto a me, perché anche nella vita è più grande. Per me c’era anche un rapporto umano, quasi lo vedevo veramente come un fratellone (anche se non si dovrebbe fare), per me era molto importante il suo lavoro, il suo parere e mi fidavo molto di lui. Avevamo un bellissimo rapporto, poi nella vita fuori dal set ci siamo un po’ persi, ma abbiamo età diverse, viviamo due vite diverse, quindi è difficile. Spero di parlare anche per lui dicendo che rimane sempre un grande affetto, bellissimi ricordi e gli voglio bene come allora. 

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Con le tue ex colleghe Veneri invece?
Siamo ancora tutte in contatto, abbiamo un bellissimo gruppo WhatsApp che va avanti dal 2019 in cui almeno due o tre volte l’anno ci sentiamo. È bello perché siamo cresciute insieme, con tutti i nostri momenti diversi, c’è chi adesso è mamma, chi si è trasferita, chi ha comprato casa, chi ha preso un cane, chi convive, siamo tutte persone diverse, ma ritrovarci è sempre bellissimo, si è creata una sintonia unica.

Copyright © P. Bruni
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Ricordi un aneddoto divertente accaduto sul set? 
Mi ricordo che nelle tazzine del bar, al posto del caffè, mettevano la Coca Cola. Comunque, sia il caffè, sia la Coca Cola sono delle cose acide e quando c’erano delle scene con il caffè mi veniva il reflusso, stavo male. Poi avevamo anche i bambolotti al posto dei figli, una cosa un po’ inquietante. 


Ti chiedo di darmi una parola per alcuni tuoi colleghi e colleghe del Paradiso.
Pietro (Marcello): un grande,
Enrico (Riccardo): sensibile,
Giulia (Ludovica): diretta,
Francesca (Irene): intonata,
Federica (Roberta): dolce,
Ludovica (Marina Fiore): tenera.

 

Alessandra Picciariello