Piazza San Carlo, il salotto di Torino, ha ospitato un evento dedicato alla bellezza e all’eleganza. Questo lunedì 11 maggio 2026, all’interno degli spazi della Galerie de Beauté di Sinatra – storica boutique di fragranze, cosmetici, prodotti per la cura della pelle e dei capelli – con la moderazione della caporedattrice di EsteticaNetwork Laura Castelli, è stato svelato un libro che affronta la tematica dell'hairstyle e degli insegnamenti che ci hanno lasciato i grandi parrucchieri.
Si tratta di Hairitage – Le venti eredità, opera di Roberto Pissimiglia con prefazione di Diego Dalla Palma (studioso di bellezza, scrittore, conduttore televisivo, imprenditore e costumista) e post-fazione di Paola Gribaudo (curatrice di libri d’arte, Presidente dell’Archivio Gribaudo e già Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino). Una collaborazione tra tre persone che da sempre lavorano con la bellezza che nasce da un rapporto consolidato negli anni. Così ci ha raccontato Diego Dalla Palma, a proposito della collaborazione e della conoscenza con l’autore: «Abbiamo iniziato a collaborare per caso, ci siamo incontrati attraverso un parrucchiere vostro (che non è solo un parrucchiere, ma è un uomo straordinario), Franco Curletto, un bravissimo esperto di bellezza di Torino. All’epoca non ho conosciuto solo Roberto Pissimiglia, ma anche l’allora sua moglie, Paola Gallotta, e i giovanissimi figli, che erano bambini, per cui oggi ho avuto anche la prova della mia totale decadenza, confrontandomi con la crescita di uno dei due figli».
Roberto Pissimiglia, direttore della rivista di settore EsteticaHair, negli ultimi cinquant’anni ha scritto di questo mondo, ha girato il globo per eventi organizzati con e per i parrucchieri e ha raccolto le eredità dei più grandi, che condivide con le lettrici e i lettori nel suo libro. A detta dell’autore, «un conto è pubblicare una rivista e un conto è mettere insieme tante storie, dare un senso al tutto e soprattutto raccontare un mestiere che non è così noto e valorizzato come meriterebbe. L’ho fatto attraverso una simbiosi tra personaggi famosi, perché si parla di principesse, Papi, politici, artisti, attori, cantanti, scultori e così via, sempre legati alla storia dell’acconciatura».
Nel libro, infatti, non mancano riferimenti a figure iconiche come Coco Chanel, il cui atelier parigino si trovava accanto al salone di Antoine, il suo parrucchiere, ma anche il suo partner in affari, poiché i due si scambiavano le clienti, ma non solo: Antoine contribuì al mito del profumo Chanel n°5 fornendo a Coco dei flaconi di shampoo squadrati per contenere la fragranza e, tra tutti i contenitori, la stilista scelse proprio il quinto proposto dal parrucchiere, ed è da lì che viene il nome dell’iconico prodotto. Tante altre sono le storie che si narrano nel libro, come quelle dell’hair look di celebrità che hanno fatto la storia con la propria arte e che hanno lasciato il segno con la propria immagine. Secondo Pissimiglia: «Se si pensa a Elvis Presley biondo, non ci sta e se si pensa a Marilyn Monroe castano scuro? Neanche. Chi ha cambiato quei due look sono stati due parrucchieri che, concordi con loro, hanno cambiato il colore, creando un look che è diventato un mito». Anche Michael Jackson, afferma l’autore, ha portato innovazione nello stile dei capelli, se si pensa all’utilizzo del gel e ai suoi riccioli. Per non parlare di Anna Wintour, global editorial director di Vogue, la figura a cui è ispirata la temibile Miranda de Il Diavolo Veste Prada, che è riconoscibile in tutto il mondo per il suo taglio a caschetto, creato dal parrucchiere Leonard negli anni Sessanta e ancora oggi il suo tratto distintivo.
Moda, musica e cinema sono solo alcune delle arti attraverso le quali si muove il libro per parlare di acconciature, perché anche «il grande Leonardo Da Vinci acconciava personalmente i capelli delle sue modelle e dava anche consigli su come depilarsi, su quali essenze scegliere per profumarsi, su come trattare l’epidermide, eppure è un artista, così come altri artisti parrucchieri sono diventati anche famosi pittori, come Lluís Llongueras, ma erano e sono rimasti parrucchieri tutta la vita» – ricorda Pissimiglia. E, così come il libro, anche l’evento torinese ha unito l’hairstyling con l’arte, mostrando al pubblico l’esposizione fotografica Timeless Hair Art Exhibition, visitabile al piano -1 della boutique Sinatra fino a questo lunedì 18 maggio 2026: un viaggio attraverso alcune delle fotografie più iconiche della storia dell’acconciatura a cui guardiamo con ispirazione ancora oggi. Perché il passato, soprattutto in questo settore, può insegnare grandi cose e questi sono gli insegnamenti più importanti nel cuore di Roberto Pissimiglia, che ha imparato dai grandi artisti del capello che ha incontrato nel tempo: «Uno è certamente la passione. Se fai questo mestiere facilmente sei coinvolto, sei emozionato, sei sempre alla ricerca del meglio, per te stesso e per i tuoi collaboratori. Il secondo è il numero di contatti umani che con questo mestiere si possono avere. Se in Italia ventitré milioni di donne vanno dal parrucchiere, sono ventitré milioni di contatti che sistematicamente i parrucchieri hanno con le donne e questo non è banale. Come numero, ci sono più saloni che tabaccai o uffici postali; quindi, è capillare ed è una rete, una rete di comunicazione, di trasmissione del bello».
Alessandra Picciariello







