
È arrivata a Milano una ragazza timida, un po’ fuori dal mondo, stiamo parlando di Agata Puglisi della fiction Il Paradiso delle Signore, interpretata da Silvia Bruno, che definisce quella giovane ragazza un po’ smarrita come Alice nel paese delle meraviglie.
Ci ha messo poco Agata a crescere e a portare avanti le sue idee con forza e determinazione, caratteristiche anche
di Silvia, che con tenacia ha portato avanti la sua passione per la recitazione, arrivando ad avere con Il Paradiso delle
Signore il suo primo ruolo da protagonista. Due giovani donne diverse, ma per certe caratteristiche simili, che vogliamo raccontavi in questa
intervista a Silvia.
Com’eri da bambina?
Da piccolina ero un terremoto, sapevo già quello che volevo, ero molto determinata e sempre in movimento. Ho
sempre fatto sport, ho fatto nuoto, danza e poi ho incontrato la ginnastica artistica, il mio primo grande amore, che ho praticato per molti
anni anche a livello agonistico. È stato lo sport che più mi ha rappresentato nella mia vita. Adesso non lo pratico più, ma sono super fan e
seguo tutte le gare. Crescendo ho anche fatto un po’ di equitazione. Da piccola ero saggia e anche un po’ ribelle, ma non facevo
impazzire i miei genitori fino a diventare un problema.
Coutesy of Silvia Bruno
Ti piaceva andare a scuola?
Andare a scuola no, questa è una cosa molto importante che non ho mai detto. A me è sempre piaciuto studiare, leggere, conoscere le cose, ma non andare a scuola,
per me alzarsi alle sette di mattina per andare a scuola è sempre stato un incubo, e questo non è mai cambiato. Alle elementari ero un po’
più felice, stavo con gli amichetti, ma al liceo ho odiato la scuola, mi pesava stare seduta per cinque ore e dover ascoltare,
nonostante andassi benissimo perché mi piaceva tantissimo studiare, però l’ho proprio sofferta.
Oltre allo sport e a studiare cosa ti piaceva fare?
Mi è sempre piaciuto il cinema, una volta a settimana sono sempre andata, mi piaceva stare con le mie amiche e partire.
Quando hai incontrato la recitazione?
L’ho incontrata per caso, ho accompagnato una mia amica a fare un workshop, avevo quindici anni. Sono andata per lei, ma da
quel momento in poi mi sono innamorata io della recitazione e non l’ho mai più abbandonata. Ho iniziato a studiare e a fare teatro e musical in
Sicilia, poi quando mi sono trasferita a Roma dopo la maturità ho mandato avanti parallelamente la mia passione per la recitazione e la carriera
universitaria, fino a quando mi sono resa conto che se volevo fare l’attrice dovevo metterci più impegno e dedicarci più tempo, quindi ho rallentato
molto con l’università, infatti mi sto per laureare adesso in marketing aziendale, e mi sono buttata a capofitto sulla recitazione.
Coutesy of Silvia Bruno
Sei di Agrigento, come Massimo Cagnina (Ciro). Una cosa a cui non rinunceresti della Sicilia.
Sicuramente non rinuncerei al mare, quando sono in Sicilia io vivo al mare, qualsiasi stagione sia, estate, primavera, autunno, è
la cosa che mi manca di più.
Che amica sei?
Sono un’amica molto presente, che non vuol dire se sono h24 con le mie amiche, però c’è quel filo che è sempre connesso e che ci
connette tutte. Crescendo mi sono resa conto che le mie amiche mi vedono come un punto di riferimento, sono una persona di cui si fidano, a cui chiedono molto
spesso consigli. Ho tanti amici, ma ho anche gli amici del cuore, che sono persone che se mi trovo in una determinata situazione posso chiamare.
Ci racconti un viaggio fatto con le tue amiche che ti è rimasto nel cuore?
Circa un anno e mezzo fa ho regalato un viaggio a Berlino a Claudia, che è la mia amica con cui sono
cresciuta, con cui facevo ginnastica artistica quando eravamo bambine. Gliel’ho regalato io perché avevo preso il lavoro al Paradiso, il mio primo
lavoro importante, e lei si era appena laureata. Dovevamo andare a Berlino prima del covid, avevamo prenotato il viaggio, ma poi ci hanno annullato i
voli, non siamo più potute partire e Berlino ci era rimasta nel cuore, perché volevamo vederla insieme. Appena c’è stata l’occasione, le ho regalato il viaggio e siamo
partite, è stato bellissimo perché era un viaggio che volevo vivere con lei, perché era da tanto che l’avevamo programmato e perché penso che Berlino sia una
delle città che mi è rimasta più dentro il cuore, un luogo in cui vivrei.
Cosa ti piace di Berlino?
Mi piace tantissimo il senso di libertà che si respira nella città, è un senso di libertà che ha un significato profondo data la storia che
racconta ed è una storia che si sente, si respira. È bellissima questa voglia di essere liberi, la senti, è palpabile, nelle strade, nelle persone, questo desiderio di libertà
nonostante tutto, proprio perché forse racconta una storia molto particolare.
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Il primo set importante prima de Il Paradiso delle Signore è stato quello di Viola come il mare.
È stato il primo lavoro effettivamente su un set, avevo un piccolissimo ruolo, ma è stato il mio primo set vero.
Con Il Paradiso delle Signore ho avuto il mio primo ruolo da protagonista e sono cresciuta tantissimo, se guardi una
puntata della prima stagione in cui sono entrata e una delle ultime vedi che sono un’altra persona, un’altra attrice.
Come sei entrata nella grande famiglia de Il Paradiso delle Signore?
Era già da un po’ di anni che attraverso la mia agenzia facevo provini per il Paradiso, fino a quando è arrivato il provino
di Agata. Dopo il self tape sono stata chiamata a Roma per un provino in presenza con Chiara Russo che doveva fare mia sorella, è stato
un provino che ricordo con estremo piacere. Dopo circa due settimane, mi ha chiamata Daniele Carnacina, il direttore artistico, e mi ha detto che gli dispiaceva
che quell’estate non sarei potuta andare in vacanza, perché dovevo andare con loro al Paradiso. Quando me lo hanno comunicato ero a casa
qui a Roma e ho iniziato a urlare come una pazza. In quel periodo vivevo ancora con Alessia, una delle mie migliori amiche, che è
venuta subito da me. Lei ha vissuto tutto il mio percorso, i provini che non vincevo, in quel momento era un po’ come lo avesse vinto anche lei.
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Agata arriva a Milano da una realtà completamente diversa.
Quando arriva è un pesciolino fuor d’acqua, è innocente, molto ingenua, ha una mentalità molto arretrata, era un'Alice nel paese delle
meraviglie. Quello ha caratterizzato Agata, fin dalla sua prima stagione, è quel forte desiderio di fare, di mangiarsi la vita, quindi la crescita che ha
avuto è stata del tutto normale, le è bastato ambientarsi un po’ a Milano, fare amicizia, essere supportata, ad esempio da Roberto Landi e dai genitori,
che anche loro man mano si stavano ambientando.
Con determinazione, cerca sempre di fare valere le sue opinioni con suo padre Ciro, cosa inusuale in quegli anni.
Per questo è reale, sono stata onoratissima di aver interpretato un personaggio come Agata perché è molto
concreta, racconta la verità, la realtà dell’essere umano, racconta la storia di una ragazza che deve conquistare la propria libertà per
raggiungere i propri obbiettivi negli anni Sessanta.
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Mentre Agata è innamorata di Roberto, nella sua vita arriva Mimmo, che pian piano riesce a conquistare il suo cuore.
All’inizio non lo sopporta, perché in quel momento Agata ha raggiunto un grado di consapevolezza maggiore, si è ambientata a
Milano, ha un altro tipo di ideologia, anche i suoi genitori si stanno adeguando alla situazione e arriva un ragazzo totalmente diverso (Mimmo), che è messo peggio di come stava
lei all’inizio, che poi si innamora di lei e le fa la corte.
Cos’è che fa smettere ad Agata di amare Roberto e iniziare ad amare Mimmo?
Di base Agata non ha mai amato Roberto, era l’infatuazione dell’uomo più grande e rassicurante che comunque l’ha
accompagnata e l’ha spronata a impegnarsi dal punto di vista artistico, a fare la scuola di disegno, Roberto l’ha messa sotto la sua ala e lei si è sentita capita, vista e
protetta, era un’infatuazione, non era amore. Da Mimmo è invece stata conquistata, lui ha iniziato a fare lo stesso percorso che lei aveva
fatto quando era arrivata a Milano, ma in maniera molto più veloce perché era spinto dall’amore verso di lei. Per conquistarla ha fatto dei
notevoli passi in avanti e anche grandi cose per lei, ricordiamo che sono partiti insieme per Firenze (erano tra “gli angeli del fango”), lì lui
le ha dimostrato di tenerci e soprattutto di essere una persona anche capace di cambiare idea e di impegnarsi nel sociale, che era la cosa più
importante per Agata, da lì lei inizia a guardarlo con occhi diversi.
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Nelle ultime puntate Agata tradisce Mimmo. Lo ama veramente?
Qui ritorna il discorso della verità del personaggio di Agata, è inutile raccontare una storia patinata. Questa
ragazza che prima non era mai uscita da Partanna, poi non era mai uscita da Milano, il primo bacio e il primo amore sono stati con Mimmo, poi parte, arriva la
prima esperienza di vita, finalmente vede qualcosa di diverso, può succedere quello che le è successo. Capita nella vita che ci si invaghisca anche di
un’altra persona, che si resti colpiti, che non si sappia che fare, per questo Agata è un personaggio molto reale, quindi commette questo, errore o non errore, vita. Ama Mimmo?
Secondo me sì.
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Mimmo la perdona. Nella vita reale, se capitasse a te la stessa cosa che è capitata a Mimmo, perdoneresti così facilmente il tuo
ragazzo?
Se capita una cosa del genere è perché qualcosa inizia a incrinarsi nella storia, sarebbe banale dire “perdono o non perdono”, inizierei a
farmi domande su cosa funziona o cosa non funziona nel rapporto, se vale la pena stare con quella persona, se forse merito di essere amata da una persona che mi ama
veramente, o se lui merita di essere amato di più perché probabilmente non ci troviamo più. Mi farei tante domande.
Descrivi con una parola questi tuoi colleghi del Paradiso.
Vito (Mimmo): fiducia
Massimo (Ciro): esempio
Gioia (Concetta): la mia guida
Francesca (Irene): frizzante
Ilaria (Delia): gemella siamese
Nicoletta (Rosa): riflessiva
Paola Giannessi


