
In una camera d’albergo possono succedere molte cose inaspettate. È proprio quello che accade in Camere con crimini, una commedia divertente in cui il genere del giallo fa da sfondo alla vicenda.
Andato in scena al teatro Erba di Torino dal 17 al 19 aprile 2026, lo spettacolo affronta la storia di un triangolo amoroso che deve rapportarsi con i sentimenti di amore, tradimento e vendetta, tra risate e maldestri tentativi di omicidio.
La protagonista è Arlene (Carlotta Iossetti), una donna divisa tra la noiosa stabilità con il marito
Paul (Andrea Beltramo) – venditore di automobili – e l’eccitante riscoperta della passione con l’amante Mitchell (Elia Tedesco)
– un dentista tanto affascinante quanto arrogante. Mentre con il primo la vita scorre lenta, prevedibile e grigia, con il secondo si riempie di
colori e di vivacità, complice non solo la personalità del dentista, ma anche la sua giovane età. Ma quali sono le dinamiche che si instaurano
tra Arlene e i due uomini? Come fa a gestirli entrambi? Ci ha raccontato Carlotta Iossetti: «Arlene fa fatica, intanto fa dei pasticci,
sicuramente, perché questo è uno spettacolo di pasticci. Vogliamo uccidere, ma non ne siamo in grado e questo ci salva dal titolo Camere con crimini. Arlene si fa
prendere dall’agitazione e poi ovviamente è sopraffatta da questi due uomini che fondamentalmente ama e non sa quale scegliere».

Nella fantomatica “camera” – unica scenografia dello spettacolo – dovrebbero infatti compiersi dei misfatti, in cui nel corso di un anno i protagonisti diventano a turno le vittime di un presunto delitto e della goffaggine degli altri due personaggi, carichi d’amore tramutato in odio e incapaci di uccidere. Centrali nella commedia sono i temi del tradimento e dell’amore, che ci portano a riflettere su quanto siamo disposti a spingerci oltre per sentirci amati e accettati dall’altro così come siamo. Abbiamo quindi chiesto a Elia Tedesco: «Hai mai fatto follie per amore? Se sì, quali?» e così ci ha confessato: «La prima che mi ricordo, che mi è venuta subito in mente, è quando a sedici anni stavo quasi scappando di casa. Ho preso il primo treno per raggiungere la mia ragazza che era in vacanza d’estate, l’ho chiamata piangendo, perché mi mancava, poi mi sono messo d’accordo con i suoi genitori, abbiamo parlato e sono poi sceso da lei a fare le vacanze una settimana. Ho fatto una sorta di fuitina».

Una commedia divertente, che però fa riflettere e tiene il pubblico incollato alla poltrona grazie a un ritmo incalzante, ricco di colpi di scena e situazioni improbabili che si susseguono, culminando in un finale inaspettato con la partecipazione speciale del regista Paolo Carenzo. Al suo secondo anno di repliche, lo spettacolo è stato molto apprezzato dal pubblico torinese e nazionale per la sua contemporaneità, dovuta ai temi che tratta, in cui le spettatrici e gli spettatori si sono potuti immedesimare. Ci ha spiegato Andrea Beltramo: «Piace forse la contemporaneità, il fatto che quando si parla di tradimenti, di amori che scricchiolano, che ritornano, di nuovi amori, di problemi di tutti i giorni che poi si ripercuotono nelle storie d’amore, il pubblico ci si ritrova. Perché, a parte il meccanismo che c’è in questo spettacolo, in questa specie di giallo che c’è di sottofondo, fondamentalmente si parla di problemi di coppia e quindi il pubblico ci si rispecchia parecchio e sentiamo che le risate sono sincere, perché sembrano risate che arrivano da esperienze quasi vissute».
Alessandra Picciariello