Luca Ferrante è Gianlorenzo Botteri ne “Il Paradiso delle Signore”: da rigido stilista a uomo innamorato

Copyright P. Bruni ©
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Una vita immersa nell’arte quella di Luca Ferrante, che dai primi spot televisivi entra molto giovane a pieno in questo mondo, in cui si occupa di doppiaggio, di gestire un teatro, di formazione e, naturalmente, di recitazione

Dopo Centovetrine, Un posto al Sole e altri successi, arriva alla fiction Il Paradiso delle Signore nel ruolo di Gianlorenzo Botteri, il severo stilista dal cuore d’oro che sta conquistando tutti, personaggio con cui ha in comune un’importante novità sul fronte sentimentale. Appassionato del suo lavoro, di sport, di viaggi e della sua famiglia, Luca Ferrante si racconta in quest’intervista, a partire dai ricordi della sua infanzia.


Sei nato e cresciuto a Roma. Che ricordi hai della tua infanzia nella capitale? 
Oltre che a Roma, devo dire che sono cresciuto molto a Rapallo, in Liguria, perché i miei nonni si trasferirono là e quindi tutta la mia infanzia l’ho passata insieme alla mia famiglia lì, tra Natale, Pasqua e le estati. Eravamo in tanti: ho tre sorelle, tanti nipoti, cugini, mio zio, mia nonna. Per me non erano solo vacanze, ma un modo per stare tutti insieme, lo ricordo sempre con grande affetto e quando posso torno sempre, perché i miei cugini vivono ancora lì. 

Courtesy of Luca Ferrante
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Da piccolo cosa ti piaceva fare? 
Quando ero molto piccolo giocavo con i Playmobil, li adoravo e l’ho trasmesso ai miei due figli. Ho avuto anche l’opportunità di viaggiare, ho viaggiato molto, per questo ringrazio i miei genitori. Poi la passione per il calcio: prima dei Mondiali del ’90, lo Stadio Olimpico di Roma era completamente aperto e dove abitavamo noi c’era una collinetta, Monte Mario, dove dagli alberi, con il binocolo, si riuscivano a vedere le partite. Quindi, la domenica andavo con mio padre in questo giardino, salivo sull’albero, guardavo le partite dal binocolo, mi sono appassionato e sono diventato un grande tifoso della Roma. Ho continuato a giocare a pallone e ho fatto ginnastica attrezzistica per tanti anni. Lo sport è stato ed è molto importate per me.


Sei nella squadra dell’ItalianAttori con gli altri ragazzi de Il Paradiso delle Signore, vero?
Sì, è da tanti anni che gioco nell’ItalianAttori, con delle pause in base ai periodi di lavoro. Sono insieme a Pietro, Danilo, Thomas… siamo una bella Nazionale, ci divertiamo sempre molto.

Courtesy of Luca Ferrante
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Invece per quanto riguarda i tuoi viaggi, qual è quello che hai più nel cuore?
Con la mia famiglia sicuramente il Venezuela, siamo stati un mese, di base eravamo a Caracas e da lì ci spostavamo nelle altre città. Lo ricorderò sempre perché abbiamo visto tante cose, abbiamo dormito in delle capanne, abbiamo visto delle cascate meravigliose. Invece con la mia compagna Eleonora abbiamo fatto un viaggio nel 2009 quando non avevamo ancora i figli, siamo andati in Kenya, è stato molto emozionante perché abbiamo visto delle realtà a cui ogni tanto non ci si pensa, con la vita frenetica che facciamo, con le possibilità e la fortuna che abbiamo noi qui. Lì si vedevano tante cose, torni con un cuoricino più piccolo, ma con tante emozioni che ti porti dentro, con una natura incredibile e delle persone incredibili. Poi adesso siamo andati tre giorni a Londra con i nostri figli, abbiamo visto dei musical, Ritorno al Futuro e Stranger Things, e sono rimasti a bocca aperta. Anche con loro cerchiamo di viaggiare tanto, perché per loro è un’opportunità e un’apertura mentale importante. 

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Quando hai capito, invece, che volevi diventare un attore? 
Mio papà ha 87 anni, fa ancora doppiaggio e mi ha trasmesso lui questa passione perché è un attore di teatro, doppiaggio e cinema. Quando ero piccolo venivano attori a casa, andavo a teatro e questo mi ha spinto tanto alla curiosità, al conoscere questo mondo e poi piano piano, quando mi sono diplomato al liceo classico, mi sono iscritto a Farmacia, ma nel frattempo già lavoravo, facevo tante pubblicità, questa cosa è diventata sempre più importante, ho fatto l’esame per entrare all’accademia Silvio D’Amico, sono riuscito a entrare e da lì mi è cambiata la vita, è partita tutta la mia carriera.


Nella tua carriera, arrivi sul set di Centovetrine e incontri una persona speciale, ovvero la tua compagna Eleonora Di Miele. Com’è stato il vostro primo incontro?
Sorrido e rido perché l’avevo già conosciuta altre due volte prima, però non avevo sortito nessun effetto, non mi aveva proprio calcolato. Invece per Centovetrine, mi era giunta voce che avrebbe fatto il provino e allora avevo chiesto al casting di poter assistere, perché di solito gli altri attori non andavano a vedere i provini dei personaggi nuovi. Lui mi aveva fatto entrare e ci siamo visti, lei si è sempre domandata cosa ci facessi lì. Poi l’hanno presa ed è arrivata a San Giusto Canavese, vicino a Torino, dove giravamo la fiction, e da lì è nato l’innamoramento, il corteggiamento, tutta la nostra bellissima storia.


Come sei riuscito a conquistarla?
È stata dura, lei dice sempre che l’ho conquistata cucinando, perché io so cucinare e mi piace. Una sera eravamo insieme a Carlotta Lo Greco e Luca Capuano, li avevo invitati a cena e feci una pasta con le vongole e un polpettone con le patate. Era rimasta colpita da questa mia organizzazione casalinga del cucinare e gestire la casa, poi c’è stato tanto corteggiamento, tanti momenti belli che terremo sempre nel cuore. 


So che a luglio vi sposerete.
Credo che slitteremo, ma la data ancora non l’abbiamo decisa, ti spiego perché. Avendo tante cose di cui occuparci, tra cui le scuole, i bimbi e il lavoro, fino ai primi di luglio abbiamo tantissimi saggi e giustamente Eleonora vuole stare un po’ serena per organizzare tutto, quindi slitteremo la data a settembre, per non arrivare stressati e goderci questo momento meraviglioso. 

Courtesy of Luca Ferrante
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Insieme, tu ed Eleonora gestite l’Accademia TAB (Teatro Arte Balletto) di Pistoia, come sta andando questa esperienza?
Eleonora già nel 2004 aveva fondato la sua ASD (Arte Spettacolo Danza) Accademia a Monsummano Terme e dieci anni fa, nel 2015, ci siamo allargati, abbiamo aperto quest’altra accademia a Pistoia, facciamo le stesse discipline, quindi teatro, danza, musical, canto, doppiaggio e va molto bene perché la nostra “missione” è quella di poter dare ai ragazzi delle opportunità serie e vere, perché non tutti possono permettersi di andare a Roma, poter vivere lì e magari fare un corso, quindi spesso noi facciamo degli stage con registi, coreografi, proprio per poter dare loro queste possibilità. Molti sono riusciti anche a fare dei provini, spesso infatti i casting ci chiamano perché sanno che abbiamo dei ragazzi molto validi. Va molto bene, siamo contenti e felici perché è una grande famiglia, i ragazzi sono fondamentali per noi, anche del fatto di avere il teatro, di poterlo gestire, abbiamo creato una compagnia e giriamo con questi ragazzi che ormai abbiamo formato, sono degli attori a tutti gli effetti.

 

Oltre al tuo impegno nel teatro e nella formazione dei ragazzi, attualmente fai parte del cast della fiction Il Paradiso delle Signore. Come si sono svolti i casting e come ti hanno annunciato che saresti stato tu Gianlorenzo Botteri?
Mi arrivò il casting perché cercavano questo nuovo stilista, che sarebbe dovuto rimanere poco, ma in realtà è ancora lì. Come si fa adesso per la maggior parte dei provini, feci un self-tape e poi dopo qualche giorno mi chiamò il direttore artistico dicendomi che ero entrato nel cast e che era molto contento. La prima persona che ho incontrato – a parte che avevo la fortuna di conoscere già tutti i registi, la troupe e molti ragazzi – è stato Alessandro Tersigni, che è stato un po’ il mio Cicerone, mi ha fatto vedere tutti gli studi, un ragazzo veramente fantastico con il quale ho lavorato un anno, perché poi è andato via. Mi sono trovato subito a mio agio, come se fossi lì da sempre, un po’ perché conoscevo tante persone, ma anche perché siamo una grande famiglia, ci vogliamo tutti bene: questo è il segreto del perché la fiction sta andando avanti da così tanti anni e ha così tanto successo, perché ci crediamo tutti quanti, andiamo a lavoro con il sorriso.

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Al Paradiso arriva questo stilista un po’ sulle sue che poi però cambia atteggiamento, cosa ti piace e cosa non ti piace di questo personaggio?
Del mio personaggio mi piace veramente tutto: la sua eleganza, il suo modo di porsi, di ascoltare, di guardare, di osservare, ma anche di essere ecco rigido e duro su alcune cose. È arrivato che era antipatico da morire, non lo potevo vedere neanche io, però per noi attori il bello è anche quello, interpretare anche personaggi molto lontani da quello che è il nostro essere. La bellezza e la peculiarità di Gianlorenzo è che è un personaggio a 360°, a tutto tondo, perché ha la sua severità, le sue fisse sul lavoro, la sua rigidità, ma nello stesso momento, con il tempo, si è addolcito molto, ha anche dei lati molto comici. Con Ilaria abbiamo trovato anche un po’ una freschezza nel mio personaggio, essendo Delia più giovane e Gianlorenzo più grande, riscopre quella gioventù che credo che il mio personaggio abbia un po’ messo da parte per il lavoro. Con Concetta ci sono poi dei confronti molto belli, materni, veri e sinceri. È un personaggio che mi permette di esplorare tanti sentimenti e sfaccettature

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Sul fronte sentimentale, finalmente Gianlorenzo si è lanciato e ha chiesto a Delia di sposarlo. Come vive il rapporto con lei e cosa l’ha fatto innamorare?
Si è premuto un po’ il tasto sul fatto della differenza d’età, però questa differenza Delia non l’ha mai fatta pesare a Gianlorenzo, anche sul rapporto con il figlio, lo ha sempre sostenuto e lo sostiene molto. Questa cosa, secondo me, ha aiutato molto il mio personaggio e devo dire che l’andamento della storia tra Gianlorenzo e Delia è stato molto lineare, magari con dei piccoli momenti di preoccupazione da parte di lui, proprio perché per il fatto dell’età poteva pensare che Delia avesse delle richieste o che volesse divertirsi e uscire un po’ di più, però devo dire che i due personaggi hanno gestito benissimo questa cosa. Con Delia, Gianlorenzo ha una leggerezza molto fresca, giovane, dolce, una dolcezza che esce fuori nel rapporto con lei, sempre con grande rispetto. Dico sempre che mi sarebbe piaciuto vivere quell’epoca perché c’era un rispetto non solo verso la donna, ma proprio verso il genere umano, dal modo di porsi, al modo di vestirsi, che ora stiamo perdendo. Gianlorenzo secondo me rappresenta perfettamente questa gentilezza d’animo degli uomini di quel tempo. 


Gianlorenzo si è spinto verso l’innovazione. Se tu, Luca, fossi in quell’epoca, cosa ne penseresti della camicetta trasparente che ha proposto? Era il momento giusto?
Forse sì, avrei osato come ha fatto Gianlorenzo, perché è vero che è tradizionalista, però è al passo con i tempi e intravede quel pizzico di novità che può aiutare il Paradiso ad andare avanti, a guardare oltre. Avrei fatto le sue stesse scelte.

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Sul set reciti davvero con tuo figlio, Lorenzo, che interpreta Teo. Com’è recitare con lui?
Rido perché lui con me è tremendo. No, sto scherzando: è una grande emozione recitare con lui, io ho recitato con mio papà a Centovetrine, lui interpretava mio padre, e quindi per me recitare con Lorenzo che fa mio figlio è incredibile. Sono anche super sereno quando giro con lui perché ha iniziato a lavorare a cinque anni, quindi lavora abitualmente e costantemente, lui sul set c’è nato, è molto sereno e questa sua tranquillità la trasmette anche a me. Non faccio neanche il papà, non mi preoccupo del fatto che potrebbe non ricordare le battute o altro, è come se fosse un altro piccolo attore che lavora lì e lo lascio fare, lo lascio sbagliare, lo lascio ascoltare, i registi gli parlano tranquillamente, spesso vengono da me e io dico di andare da lui, perché si autogestisce. Questa cosa è molto bella e devo dire che non gliel’ho neanche insegnata troppo io, forse il fatto di aver iniziato da piccolo lo ha aiutato tanto, tutte queste esperienze lo hanno formato, lo formano. È un’esperienza molto bella e divertente sul set, condividere il camerino, studiare insieme, entrare nei personaggi, ci sono state poi delle scene molto emozionanti perché il mio personaggio, soprattutto quest’anno, recupera il rapporto con il figlio. 

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Ti chiedo di darmi una parola per i tuoi colleghi e le tue colleghe con cui lavori di più a Il Paradiso delle Signore.
Ilaria (Delia): frizzante,
Gioia (Concetta): generosa,
Massimo (Ciro): fuoco d’artificio,
Pietro (Marcello): con i piedi per terra,
Gloria (Marta): astuta,
Filippo (Roberto): un grande amico.

Alessandra Picciariello

 

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