“Ternitti – Storia d’amore e di riscatto” questa domenica 12 aprile 2026 al teatro Erba di Torino

Courtesy of Virsta production
Courtesy of Virsta production

Un racconto tutto al femminile quello di Ternitti – Storia d’amore e di riscatto, uno spettacolo che parla delle battaglie delle donne per il lavoro, per la dignità e per l’emancipazione, tratto dal romanzo Ternitti di Mario Desiati, finalista al premio Strega 2011

Domenica 12 aprile al teatro Erba di Torino vanno in scena la ragione e l’emozione, con una rappresentazione intensa dei sentimenti più intimi delle protagoniste. 


Ternitti: un nome, una garanzia. In dialetto salentino significa “eternit”, materiale composto da cemento e fibre di amianto, tanto dannoso quanto considerato (un tempo) promessa di ricchezza. Così molte famiglie meno fortunate decidevano di lasciare la propria terra per cercare fortuna nelle fabbriche che producevano questo materiale. Questa la sorte di Mimì (interpretata da Giusy Frallonardo), la combattiva protagonista dello spettacolo. Tra luci soffuse, sedie vuote e un’atmosfera che spazia dall’onirico al concreto, lo spettacolo si apre con Mimì – figlia di salentini immigrati in Svizzera per lavorare – un’operaia che rivendica il proprio diritto di tenere il suo posto di lavoro dall’alto del tetto di una fabbrica. Insieme alla donna, l’amica, collega e compagna di lotta Teresa (interpretata da Miriam Lorusso) e la sua amata figlia Arianna (interpretata da Magda Marrone), che tenta di cambiare le sue sorti intraprendendo la carriera medica, scelta dovuta alla storia della sua famiglia, che ha sempre dovuto sacrificare la salute per il lavoro in fabbrica. 

Ph: Mariagrazia Proietto

Due sono le storie che si intrecciano nello spettacolo: quella del rapporto tra Mimì e la figlia Arianna e quella del destino degli operai dell’eternit. Dolce e tormentato è il legame tra le due donne, che si confrontano e si scontrano con toni accesi, talvolta violenti, drammatici, ma intrisi di una generosa dose di dolcezza. Le due hanno un rapporto complesso, che le porta ad avvicinarsi, ad allontanarsi, a scontrarsi e a confrontarsi, appunto, facendo i conti con l’assenza del padre di Arianna. L’altro tema fondante è ancora più intenso, perché Mimì deve fare i conti anche con l’assenza di tutte le persone che ha perso a causa dell’amianto, stesso materiale che fa parte del suo destino. Queste persone, così come Mimì e la sua famiglia, hanno sacrificato la propria vita per il lavoro e per la promessa di nuove radiose possibilità per riscattarsi nella vita. 

Ph: Mariagrazia Proietto
Ph: Mariagrazia Proietto

Sul palco Mimì rivive tutta la sua vita in dialogo con i suoi antenati, a cui racconta la sua storia fatta di sacrifici, ma anche gioie e forti dolori, sempre mettendo al centro la famiglia. Le parole della donna si intrecciano con le musiche dei canti popolari, rappresentanti il lato povero del Sud Italia che faticava a migliorare la propria condizione di miseria attraverso la modernità e le false promesse che questa portava con sé. Una rivisitazione del teatro di narrazione, uno spettacolo intenso, commovente, autentico e in grado di far riflettere su un tema che ha afflitto il nostro Paese per molto tempo. 

 

Alessandra Picciariello