Asian Food Fest: un evento che segna il successo della cucina asiatica in Italia

In Italia non siamo estranei ad appassionarci alle altre culture e spesso queste si insinuano nelle nostre abitudini, dalla musica, al cinema o all’animazione, e alla gastronomia. Prima fra tutte la vasta cultura asiatica, che tra kpop, anime, labubu e buonissimi ristoranti, è riuscita davvero a conquistarci

Giovedì 26 marzo a Torino questa cultura ha pervaso gli spazi di The Place al Green Pea con Asian Food Fest, un evento organizzato da To Be Experience che ha celebrato l’arte culinaria del vicino continente all’interno di un luogo diventato un nuovo simbolo della città.  


In un’unica serata, il pubblico ha potuto degustare un tripudio di sapori provenienti da tutta l’Asia, «dalla cucina cinese, a quella giapponese, da quella thailandese, a quella indiana. La cucina indiana proporrà un samosa (fatto a mano), poi abbiamo una proposta di giapponese con un piatto americano, che è il burger, ma con la carne di Wagyu, una famosissima carne giapponese molto pregiata. Abbiamo sushi, uramaki, tantissime specialità un po’ da tutta l’Asia» – ci ha raccontato Edoardo Gatti, CEO di To Be Experience. Un’occasione in cui, nello stesso luogo, la cucina giapponese (Ramen Bar Akira, Hideo Iwamato, Donburi, Akaiito, Gari e Taiyo) si è incontrata con quella cinese (Tuttofabrodo, Tan Street e Panda ristorante cinese), ma anche con quella thailandese (Curry & Co), con quella indiana (Dawat) e con quella malesiana (Lo Straniero). Ma non finisce qui: la situazione si è fatta più interessante attraverso l’istituzione dell’Asian Food Fest Contest, una vera e propria sfida (amichevole) tra ristoranti, un’esperienza condivisa nella quale il pubblico e una giuria – che ha potuto “confermare o ribaltare il risultato” – hanno decretato il miglior ristorante asiatico di Torino, ovvero Lo Straniero, che con la sua cucina malesiana è riuscito a stupire e a conquistare i palati degli ospiti. 

Quello della cultura e della cucina orientale in Italia è un successo iniziato qualche anno fa e che sta crescendo sempre di più. Dai primi ristoranti cinesi, a quelli giapponesi con il rullo, fino ai moderni hot pot, il settore ha avuto un grande sviluppo negli ultimi anni, in particolare a Torino, location dell’evento. Abbiamo quindi chiesto a Edoardo Gatti: «A Torino la cucina orientale è sempre più presente e apprezzata. Perché secondo lei?» e lui ci ha detto che «Torino ha la fortuna di essere una delle città italiane con il maggior numero di ristoranti di cucina asiatica ed è da sempre un grandissimo melting pot culturale, il che si riflette anche nella gastronomia. Quindi, abbiamo la fortuna di avere tantissimi ristoranti di cucina orientale, che non vuol dire solo ristoranti cinesi, che sono quelli un po’ più diffusi, ma anche cucina thailandese, vietnamita, malesiana. Ce n’è per tutti i gusti». 

Un percorso tra i sapori di terre lontane, un viaggio metaforico all’interno di una tradizione vasta, millenaria e fatta di Paesi molto diversi tra loro, che hanno tutti molto da raccontare: narrano della qualità, dell’identità e della creatività della propria offerta culinaria, e di conseguenza culturale. Ma, dopo questo approfondimento sulla cucina asiatica, cosa dovrà aspettarsi il pubblico torinese? Questo è quello che ci ha anticipato Edoardo Gatti: «Il 23 di aprile proporremo lo stesso format, ma con i ristoranti dell’America Latina, quindi con il ceviche peruviano, i tacos e i burritos messicani, passando per la feijoada brasiliana, fino ad arrivare alle empanadas argentine». Insomma: “pronti, partenza, via” verso la prossima destinazione.

 

Alessandra Picciariello