Vedrai che questo non è niente! Mi raccomando fai questo, mi raccomando fai quell’altro... molti sono i consigli (non richiesti) che una donna incinta deve sentirsi ripetere all’infinito durante e dopo il periodo di gravidanza.
Una situazione comune a molte donne, che viene rappresentata in chiave comica dallo spettacolo Mammamiabella!, andato in scena sabato 21 e domenica 22 marzo al teatro Erba di Torino. Uno spettacolo scritto da Sabrina Pellegrino, Valentina Olla, Stefano Mainetti ed Elena Sofia Ricci, che ha curato anche la regia.
Per entrare nel vivo della storia, condividiamo le parole di una delle autrici e attrici dello spettacolo, Sabrina Pellegrino: «Lo spettacolo parla di una gravidanza, con delle note vere perché parla della gravidanza di Valentina e del papà Federico. Valentina mi ha raccontato episodi successi nella sua vita, mischiati ai miei, a quelli della regista e di altre amiche mamme che hanno vissuto come tante donne questa esperienza bellissima e terrificante. Abbiamo messo su questo spettacolo con tutti i consigli assurdi che ti danno gli amici, i vari cambi di dottori... che dicono delle cose anche un po’ fuori di testa. Ci siamo divertiti molto ad allestire una storia comune, ma che ha anche tante cose grottesche da raccontare».

In questo spettacolo, una coppia innamorata, sul palco e nella realtà (interpretata da Valentina Olla e Federico Perrotta), scopre che presto avrà una nuova vita di cui occuparsi e, tra le preoccupazioni e le emozioni del momento, ci si mettono anche le “preziose” raccomandazioni dei genitori di lei, della suocera, dell’amico gay, della migliore amica, dei ginecologi e di altri personaggi tanto curiosi quanto invadenti, tutti interpretati da Sabrina Pellegrino e Federico Perrotta, in un’escalation di assurdità e comicità. Come ci ha raccontato la protagonista, Valentina Olla, la dinamica più divertente si crea: «Sicuramente con il papà, con quello che deve essere il complice in questa meravigliosa situazione, con chi deve fare uno sforzo ulteriore per accettare, comprendere e aiutare il cambiamento che noi donne affrontiamo dal punto di vista ormonale e fisico durante una gravidanza. Il personaggio con cui invece ho più difficoltà a interagire è la suocera abruzzese (che non è mia suocera nella realtà, ma è un personaggio grottesco ed estremizzato), che rappresenta quell’ingerenza che le donne mature fanno nei confronti delle giovani donne che stanno affrontando per la prima volta una gravidanza».
La suocera e gli altri singolari personaggi non sono gli unici a mettere i bastoni tra le ruote alla coppia e soprattutto alla donna in dolce
attesa, perché ci si mette anche la burocrazia italiana. La protagonista, infatti, nel ribattezzato “sketch dell’INPS”, ha dovuto avere a che fare con un
impiegato addetto all’assegno di maternità che non l’ha voluta aiutare inizialmente e le ha negato completamente il suo aiuto una volta scoperto
che aveva bisogno di un assegno di maternità in partita IVA, nonostante ci fosse una legge per farlo. Tratto da una storia vera, andata poi a buon fine quando Valentina ha
cambiato sede dell’INPS successivamente al suo trasferimento.

Ma quale clima si respirerà dietro le quinte, tra una coppia nella vita reale e un gruppo che sembra molto affiatato? Federico Perrotta ci ha confessato che: «Da una parte c’è un’amica da sempre, una grandissima professionista con la quale condividiamo il palco da tantissimi anni e che quindi per me era normalissimo coinvolgere. Quando abbiamo deciso con Valentina di realizzare questo spettacolo, abbiamo pensato che l’unica persona che potesse seguirci e rispettarci nei tempi e nelle nostre modalità era Sabrina. Dall’altra parte, il lavoro me lo porto a casa spesso, il che è un piacere ma anche un grandissimo problema, perché spesso litighiamo con Valentina, però poi dopo a casa di solito i problemi si risolvono».
Un racconto che condensa nove mesi di gravidanza in due ore di follia, anzi, di ordinaria realtà portata all’estremo. Sul palco, le situazioni sono
enfatizzate ancora di più da un trio di “musicattori” che, oltre ed esibirsi con i fiati (Vincenzo Meloccaro), le percussioni (Alessio
Renzopaoli) e la fisarmonica (Riccardo Taddei), recitano una vera e propria parte sul palco, interagendo con gli interpreti, e fungono anche da
colonna sonora, dando un ritmo alla narrazione, scandendo le scene.
Dopo le due date di Torino, lo spettacolo farà tappa a Sant’Arcangelo di Romagna e proseguirà la tournée nella stagione teatrale del prossimo anno.
Alessandra Picciariello