Anche quest'anno, alla sua quattordicesima edizione, dal 25 aprile al 2 maggio – con un'anteprima dal 22 al 24 aprile in diversi jazz club torinesi – si terrà il Torino Jazz Festival, con un'offerta musicale molto nutrita e non solo: ci saranno proiezioni a tema, serate di danza e talk.
Ma andiamo con ordine. The sound of surprise (titolo di un libro del critico musicale e scrittore Whitney Balliett e definizione della musica jazz secondo lui) diventa lo slogan scelto dagli organizzatori per trasmettere lo spirito del festival, che vuole stupire il pubblico con tante novità e con una filosofia artistica volta a dare un impatto non solo a livello jazzistico, ma anche a livello sociale e territoriale.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Rosanna Purchia (Assessora alla Cultura della Città di Torino), Stefano Zenni (Direttore
Artistico Torino Jazz Festival) e Alessandro Isaia (Segretario Generale della Fondazione per la Cultura Torino), i quali hanno rivelato come quest'anno tra gli “attori” del
festival si sia sentita una forte volontà di collaborare in modo sinergico, armonico e gioioso, con l'obiettivo comune di portare questo evento al centro della scena jazz
europea e inoltre supportare realtà presenti nel territorio come Torino Jazz Festival Piemonte, ma anche Seeyousound, Jazz Is Dead! e Flowers
Festival, con le quali sono state avviate delle coproduzioni.
Con i suoi 101 eventi gratuiti e a pagamento, di cui 81 concerti, in 72 spazi culturali torinesi tra iconici, insoliti e underground, dal 27 marzo i
biglietti saranno reperibili online, nelle sedi dei concerti quarantacinque minuti prima dell'inizio (in caso di disponibilità) oppure all’info point in Piazza Palazzo di Città 5/a. Da
ricordare che pagando €1 in più, il ricavato verrà donato alla Fondazione Ricerca Molinette.
Musicisti internazionali e Made in Italy
Stefano Zenni ci ha tenuto a sottolineare la presenza di due chitarristi statunitensi di altissimo livello come Marc Ribot e John
Scofield: il primo presenterà in esclusiva Hurry Red Telephone, insieme ad altri musicisti con il Marc Ribot Quartet, e il secondo si esibirà
in un duetto stellare con il grande pianista Gerald Clayton.
Altri nomi importanti della scena jazz mondiale sono Norma Winstone in concerto con Glauco Venier e infine gli Irreversible
Entanglements. Un evento unico nel suo genere verrà rappresentato dal gigante Bill Frisel con Eyvind Kang, che si esibiranno dal vivo durante la
proiezione del film documentario The Great Flood – dedicato alla tragica inondazione del 1927 in Mississippi – del regista candidato premio Oscar Bill
Morrison.
Tra i nostri connazionali non si può non citare la sorprendente collaborazione tra la band Funkoff (fiori all'occhiello dell’Umbria Jazz) e
Voz Artificiosa, ci saranno anche Fabrizio Bosso, Ilaria Pilar Patassini (che con il suo trio rivisita al femminile alcune canzoni di Paolo
Conte), il torinese doc Emanuele Cisi e dulcis in fundo l'attesissimo ritorno dell’Italian Instabile Orchestra (che esplorerà l'universo del mostro sacro Duke
Ellington) e molti altri.
Oltre ai grandi nomi, si darà spazio anche alle new entry tra le quali Sliders, Federico Calcagno Octet e Morgenbarn.
Photo Credit Roberto Cifarelli e Callum MacGregor
Spazio ai giovani
A parte lo spazio che è stato dato alle nuove generazioni per quanto riguarda la selezione artistica dei concerti, Pasquale Innarella ha selezionato cinquanta artisti tra i 16 e i 25 anni, studenti e studentesse delle scuole private e pubbliche di Torino e dintorni, per formare la Giovane Orchestra di Liberi Suoni, che si esibirà venerdì 1° maggio alle 15:30 al Museo Nazionale dell’Automobile. Un altro progetto molto interessante che riguarda i giovani è il Giacomo Serino & Saverio Zura Quintet, il cui concerto è stato organizzato, prodotto e concepito in totale indipendenza da tre vincitori del Premio Ramella e giovanissimi direttori artistici: Mattia Basilico, Sonia Infriccioli e Fabrizio Leoni.
Ricorrenze importanti e inclusione sociale
Il festival inizia proprio il giorno della Liberazione, il 25 aprile, e per questa importante data Moni Ovadia & Kassiber Ensemble hanno voluto raccontare una storia singolare e dimenticata nel tempo di resistenza legata alla musica, in questo caso allo swing: l'orchestra del ghetto di Terezín. Era un'orchestra che suonava nei campi di prigionia tedeschi, la cui storia verrà raccontata sia tramite gli strumenti, sia tramite la narrazione con lo spettacolo Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti. Si festeggeranno anche i centenari di Miles Davis – per l'occasione verrà proiettato il film di Don Cheadle Miles Ahead – e di John Coltrane per il quale il direttore artistico Stefano Zenni farà un intervento parlando dell'album A love Supreme. Nella sfera dell'inclusione sociale, il pubblico avrà occasione di scatenarsi insieme a educatori sociali e pazienti dei Centri di Salute Mentale con la DanzaMovimentoTerapia grazie agli arrangiamenti di Glenn Miller e CFM Big Band. La band Liberidentro composta da persone con disabilità suonerà accompagnata dalle voci dei CFM Singing Students.
Andrea Danieli



