“Scarecrow”, gli spaventapasseri che rappresentano il nostro presente, in mostra fino al 27 settembre a Torino

Il direttore artistico Alessandro Bulgini
Il direttore artistico Alessandro Bulgini

Uno spaventapasseri come monito, come simbolo della società in cui stiamo vivendo. Con la mostra Scarecrow (appunto, “spaventapasseri”) artisti a presidio della vita, al Flashback Habitat di Torino fino al 27 settembre 2026, quarantatré artisti e artiste sono stati chiamati a condividere la propria idea di spaventapasseri attraverso differenti tecniche, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle installazioni

I curatori Alessandro Bulgini (direttore artistico) e Christian Caliandro (storico e critico d’arte) hanno dato loro – di proposito – poco preavviso per consegnare le opere, come a dire “siamo in pericolo, fate di corsa”, come risposta alle difficoltà del nostro tempo, in cui il fantoccio che protegge i campi diventa una figura di autodifesa simbolica. 


È in una mattina di marzo che viene presentata la mostra, tra un croissant, un caffè e un’atmosfera distesa. Dopo il saluto delle istituzioni – l’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia, la Camera di commercio di Torino e la Fondazione CRT – che hanno personalmente condiviso la propria idea e i propri ricordi sull’argomento, il direttore artistico Alessandro Bulgini ha spiegato che preferisce definire questo progetto un “dispositivo”, più che una mostra, un dispositivo che si attiva, si spegne o si modifica, un mezzo per navigare nelle inquietudini della contemporaneità e un tentativo di pace. Per usare le sue parole: «Dati i tempi, ho sentito fortissima e inderogabile l'urgenza di adoperare quelle che sono le mie energie, i miei incarichi e anche i miei strumenti personali come artista, per entrare nel dibattito di questo tempo». Allo stesso modo, Christian Caliandro riflette sul tema cardine della mostra: «Lo spaventapasseri è l’opera d’arte, ma è anche l’artista: esso è il Guardiano. Un elemento umile, che si confonde apparentemente con il contesto di riferimento, ma che svolge un ruolo importante contro alcune forze oscure». 

Ecco quindi svelato il legame tra lo spaventapasseri e le inquietudini della nostra epoca. Così come il contadino utilizza il fantoccio con sembianze umane per proteggere il suo raccolto, la cosa più preziosa che ha, così noi possiamo, attraverso l’arte, tentare di proteggerci e di proteggere la nostra pace. Lo spaventapasseri, infatti, non è aggressivo, non reagisce né agisce, ma attua il suo ruolo di protezione rimanendo impassibile, immobile, vegliando sui terreni e idealmente sul mondo intero. Questo il tema indagato dalle artiste e dagli artisti esposti, tra opere maestose, fotografie, dipinti e molto altro. Ogni artista ha condiviso la propria idea personale sul tema, condividendo con il pubblico i mostri interiori dell’animo umano, in un’atmosfera volutamente crepuscolare, in penombra, illuminazione che rappresenta il mistero e l’incertezza. Anche il direttore artistico Alessandro Bulgini ha condiviso la sua idea di spaventapasseri con la sua opera Scarecrow – la maledizione, una maledizione contro gli idioti (come affermato da lui stesso), ma chi sono questi idioti? Dice l’artista: «L’opera non dà soluzioni, ma pone domande». 

Prima foto: l'opera di Alessandro Bulgini

Un dispositivo corale che invita a riflettere e a farsi domande sul proprio tempo, su ciò che accade nel mondo, un percorso espositivo che vuole interrogare l’interlocutore, ma anche dare un briciolo di speranza nel presente e nel futuro. 

 

Alessandra Picciariello