
Un contabile con la passione per la musica, un ragazzo dal cuore d’oro che ha avuto e sta avendo non poche difficoltà: da quando è arrivato a Il Paradiso delle Signore, Matteo Portelli si è aperto a nuove possibilità, anche sentimentali.
Ne abbiamo parlato con l’attore che lo interpreta, Danilo D’Agostino, insieme al suo amore per la famiglia, la sua passione per il pianoforte e al suo rapporto con i suoi luoghi del cuore: Torino, Roma e la Calabria.
Sei nato a Torino, che rapporto hai con la tua città?
La amo tantissimo, mi sembra impossibile odiare Torino, è così bella, vivibile, verde, tutto il
contrario di Milano, che invece odio. L’unica cosa è che è una città abbastanza inquinata. Però è elegante, tranquilla, costa la metà di Roma e di Milano e poi ovviamente ho tutti
lì. L’unica città in cui mi sarei trasferito era appunto Roma, che mi ha stregato e mi ha mandato un po’ in panne, perché in realtà ho sempre avuto l’idea di comprare casa a
Torino.
Hai anche origini calabresi. Che rapporto hai invece con questa terra?
La Calabria è il mio angolo di paradiso, ogni estate scendo lì e fosse per me scenderei cinque mesi l’anno, abbiamo una casa
bellissima che ha costruito mio padre in trent’anni. Lì ho tutti i ricordi più belli dei miei nonni (sia materni, sia paterni), delle amicizie, tra cui
il mio coinquilino, che ho conosciuto in Calabria sedici anni fa, lì ho conosciuto anche la mia migliore amica. Poi è in una zona molto bella, Capo Vaticano, che è sotto Tropea. Durante
l’estate non vado da nessuna altra parte se non lì, non chiedo nient’altro dalla vita.

Ti vediamo spesso in compagnia di tua nonna materna. Com’è passare del tempo con lei?
Penso che sia l’essere più puro e innocente che conosca sulla faccia della Terra. Con i miei nonni materni, soprattutto, ci sono
cresciuto perché mia madre era ostetrica, mio padre lavorava in GTT (la rete dei trasporti torinese), facevano i turni di notte, quindi stavo sempre dai nonni, che mi hanno trasmesso dei
valori importantissimi, tanto quanto i miei genitori. La mia nonna materna ha novant’anni e insiste, combatte, ha la sua parlantina. L’altro giorno mi ha detto
che voleva arrivare fino a centouno anni, quindi me lo auguro.
Courtesy of Danilo D'Agostino
Volevi fare l’attore già da piccolo?
Sì, avrei sempre voluto fare quello. Quando ero ragazzo lavoravo come modello e nel frattempo stavo studiando
teatro, è stato un periodo, quello dopo i vent’anni, un po’ grigio e poi ho insistito e insistito. È stato tutto uno step by step, non è mai stato qualcosa che è caduto
dal cielo, ho sempre rincorso a destra e sinistra finché non ho raggiunto grandi traguardi, è stato un bel percorso.
Quando non sei sul set, fai ancora il modello?
Sì, ogni tanto mi capita di farlo, quando più che altro riusciamo a incastrare, perché con nove mesi di riprese è davvero
difficile. È stato un lavoro che mi ha accompagnato per dieci anni nella mia vita, ho iniziato a diciotto anni, è andata molto bene, lavoravo quasi tutti i giorni. È stato
un lavoro che – per quanto non mi piaccia perché è totalmente fine a se stesso – mi ha dato la possibilità di incontrare persone
diverse, scoprire posti, città, ho viaggiato moltissimo e mi ha aperto tanto la mente; quindi, mi ha permesso di crescere in fretta, di essere abbastanza indipendente sin da subito e di
conseguenza poi scegliere anche la mia strada, sempre con il supporto dei miei genitori, perché loro non mi hanno mai frenato, non mi hanno mai impedito di fare nulla, anzi.

Come sei arrivato a Il Paradiso delle Signore? Come te lo hanno annunciato?
Sono andato a Napoli a fare un workshop con Adriana Ciampi (casting director de Il Paradiso delle Signore, NdR), lei mi ha visto e
mi ha mandato il provino. Ho fatto il provino, con tutti i callback che ne sono seguiti, e poi il giorno dopo l’ultimo provino mi è arrivata una chiamata. Stavo
andando al mercato a comprare i piselli, mi arriva questa chiamata da un numero che non avevo salvato ed essendo che ho lavorato tanto nella moda e quindi sono sempre stato in mezzo ai classici
agenti cinquantenni che ci provano, pensavo fosse uno di loro. La persona in chiamata mi saluta e mi dice “so che preferisci Torino a Milano, ma allora quando vieni a
Roma?” e io gli faccio “ascolta, a Roma a fare che cosa?”, proprio con un brutto tono, e lui mi fa “come a fare che cosa? A fare Matteo Portelli”: era Daniele
Carnacina (ex direttore artistico de Il Paradiso delle Signore, NdR), mi sono scusato e ho cercato di recuperare, lui si è messo a ridere, anche perché lui si divertiva
tanto a fare la chiamata per confermare i nuovi e in cinquant’anni non gli è mai successo che qualcuno gli rispondesse così.

Come Matteo Portelli, anche tu sei appassionato di musica, in particolare suoni il pianoforte. Com’è nata questa passione e come la porti
avanti?
Da piccolo mio padre mi aveva portato alla scuola di musica ed è andata bene praticamente da subito; quindi, ho iniziato il
Conservatorio molto giovane, avevo nove anni. Poi ho smesso e ho ripreso dopo un bel po’ di anni per conto mio non più con la classica, ma ho iniziato con il blues e la
contemporanea, finché poi non abbiamo suonato insieme con gli altri della band che abbiamo tirato su sul set del Paradiso, non solo con degli attori (la cantante
è Clara Danese, che era Elvira), ma anche con le maestranze. Adesso facciamo tanto funky e poi nel privato continuo con il mio genere, che è sempre
molto orchestrato, contemporaneo, minimal.
Courtesy of Danilo D'Agostino
È un caso che anche Matteo Portelli suoni il pianoforte?
Durante l’ultimo provino per Matteo Portelli eravamo rimasti in due, io e l’attore che poi ha fatto Leonardo Crespi, Daniele
Carnacina è venuto, mi ha chiesto cosa facessi e io gli ho detto che ero un pianista. Gli si sono illuminati gli occhi e da lì ha poi inserito nella storia questa linea
del pianoforte. Per me è stato un sogno, perché già è bello entrare in una serie così, portare dentro anche una mia passione è stato bellissimo.
Cos’altro avete in comune tu e Matteo, oltre alla musica?
Sicuramente la perseveranza e poi l’amore per la famiglia e per i propri cari, perché Matteo è una persona che ha fatto di tutto per salvare la
madre, si è messo contro tutti, anzi ha tradito addirittura il fratello.

Matteo prima era più chiuso, adesso si apre molto di più. Come ti sei trovato e ti stai trovando a interpretare questo personaggio?
All’inizio dovevo interpretare un musone scontroso, apatico, che tradiva, totalmente l’opposto di quello che sono io, quindi
è stato bellissimo. Capire e costruire un personaggio che è lontano dalle tue corde, è molto affascinante, perché se dovessi interpretare me stesso, sarebbe
davvero tanto noioso, non è quello il lavoro che a me piace fare. Poi Matteo è cambiato, si è avvicinato molto di più a me, ha avuto un’evoluzione molto
graduale, voluta ed è anche più carino perché riesco a giocare in maniera un po’ più comica, perché comunque essere per nove mesi un personaggio musone e scontroso è molto
pesante; quindi, un po’ di gioco ci sta.
Com’è stato per Matteo ritrovare il fratello e vivere il rapporto con lui?
È stato un percorso molto difficile e travagliato sin dall’inizio, però poi vedendo come il fratello si è posto nei suoi confronti e l’amore
incondizionato che gli ha dato, Matteo si è svegliato, ha capito che davanti aveva una persona su cui fare affidamento e poi successivamente anche da proteggere.
Il rapporto si è costruito anche parallelamente al nostro rapporto che abbiamo avuto nella vita reale, io e Pietro siamo molto uniti, si è creato un legame bellissimo, ci
confrontiamo tanto, anche a livello professionale, e ci divertiamo tanto, tra l’altro, a recitare insieme.

Come vedi invece il legame con Odile?
Odile è entrata nella serie che ci ha provato con Matteo per un anno intero e lui non era interessato, perché aveva la testa su Maria. Piano piano si è
costruito questo rapporto con Odile e, secondo me, vedendola poi anche sotto le braccia di qualcun altro, è iniziato a scattare qualcosa, come succede nella realtà, insieme ovviamente a
tutta la linea musicale che abbiamo fatto insieme. Quindi c’è un qualcosa, ma bisogna capire se si riesce a evolvere.

Matteo si sta scontrando molto con Ettore e sta cercando di capire cosa nasconde, forse i sentimenti che prova per Odile lo portano a proteggerla in modo
eccessivo?
Sì, però Matteo quando ha delle sensazioni non sbaglia mai, è molto sensibile e abbastanza lungimirante. A prescindere dal fatto che voglia o meno
qualcosa con Odile, è proprio una cosa del suo carattere, tanto che anche quando Marcello è in pericolo, insiste tanto per fargli capire le cose, poi c’è magari anche questo lato
un po’ d’attrazione nei suoi confronti, quindi insiste ancora di più, ma insisterà ancora tanto in più, forse sarà l’unico.

Come speri che si evolva in futuro il personaggio di Matteo?
Essendo un periodo soprattutto adesso nella realtà, molto vivo di scontri, mi piacerebbe, soprattutto il prossimo anno, possa esserci magari l’occasione di
riappacificare le due concorrenti, quindi Il Paradiso delle Signore e la Galleria Milano Moda, magari, se ci deve essere un antagonista, contro qualcuno
di “più grosso” o esterno; quindi, che ci sia un’alleanza tra le due e mi piacerebbe essere il ponte in questa alleanza. Sarebbe molto interessante.
Ti chiedo di darmi una parola per i tuoi colleghi e le tue colleghe con cui interagisci di più.
Arianna (Odile): dolce,
Elia (Ettore): uomo, lui saprà,
Roberto (Umberto): ragazzone,
Pietro (Marcello): fratello,
Irene (Marina): sorrisona.
Alessandra Picciariello



