
Un cammino per portare un messaggio: con Orme d'ombra, l’artivista viandante Rosalba Castelli si impegna e si è impegnata a sensibilizzare sulla violenza di genere percorrendo a piedi la Sardegna e lasciando lungo il percorso nastri rossi realizzati dalle donne detenute nel carcere femminile di Torino e da volontarie sarde, ricamati con i nomi delle donne che non possono più proseguire nel proprio cammino di vita perché vittime di femminicidio.
Durante il cammino, di cruciale importanza sono state la sensibilizzazione e la partecipazione delle e dei giovani, attraverso incontri che Castelli ha tenuto nelle scuole e nelle piazze, un tassello fondamentale per completare il progetto.
Dal 7 al 9 marzo 2026 la sua testimonianza sarà per la prima volta a Torino e verrà ospitata dal Parco Commerciale Dora, in tre
giorni di incontri che fanno parte del percorso Rosso Indelebile 2.6 – Orme d’ombra Comunità attive 2026, promosso da Artemixia APS ETS. Negli ultimi anni, molti sono stati gli eventi
ospitati al Parco Commerciale Dora, che si impegna e si è sempre impegnato nel fornire attività di vario tipo, come eventi legati all’intrattenimento, al
mondo dello spettacolo e non solo. Accanto all’intrattenimento, è interessante e importante vedere come una realtà commerciale come questa proponga temi rilevanti e urgenti come quello
della violenza di genere. Abbiamo chiesto a Rosalba come nasce la sua collaborazione con il Parco Commerciale Dora: «La collaborazione nasce molto presto, praticamente
nel 2019 all’inizio di Rosso Indelebile, il progetto che raccoglie e connette tutte queste azioni di prevenzione e sensibilizzazione. Nel tempo, Parco Dora è diventato
non solo uno spazio ospitante, ma un interlocutore attivo: un luogo attraversato da talk, eventi, laboratori e incontri pubblici. A un certo punto è arrivata una richiesta molto
chiara: realizzare un’installazione permanente contro la violenza. Insieme all'artista Anna Olmo e al fabbro Denis Valarin abbiamo creato
Insieme, contro la violenza, la prima installazione permanente su questo tema in uno spazio di puro attraversamento quotidiano, come quello di un centro
commerciale».
Courtesy of ufficio stampa evento
Le tre giornate si apriranno sabato 7 marzo dalle 11.00 alle 18.00 con un gesto insieme artistico e sociale, che coinvolgerà direttamente il pubblico nella pittura di una panchina rossa con l’artivista. L’opera verrà donata alla scuola professionale EnAIP Torino. Domenica 8 marzo alle 18.00, in dialogo con la conduttrice Tessa Gelisio, Rosalba Castelli condividerà la testimonianza del suo progetto e svilupperà i temi della memoria, della prevenzione della violenza di genere e del ruolo delle comunità nel cambiamento culturale. Per concludere il ciclo di eventi, lunedì 9 marzo alle 10.30 si terrà un incontro con diverse scuole del territorio, intitolato Raccontare per prevenire.
La sensibilizzazione è il tema che accompagna le tre giornate, ma «come si può sensibilizzare sul tema della violenza di genere chi non vuole capire che si tratta di un problema sistemico?» – abbiamo chiesto a Castelli. Risponde lei: «Credo che la chiave non sia convincere, ma spostare lo sguardo. La violenza di genere non è un’emergenza improvvisa né una somma di episodi isolati: è il risultato di un sistema culturale che normalizza disuguaglianze, stereotipi, linguaggi e comportamenti. Per questo è fondamentale lavorare sui livelli “invisibili” della violenza: il linguaggio sessista, il victim blaming, il catcalling, il gender pay gap, la misoginia quotidiana».
Per Rosalba Castelli, il cammino rappresenta sia una pratica esistenziale, sia una metafora di
vita. È infatti un viaggio affrontato con amore, desiderio di vita e curiosità e che «nasce da qualcosa che fa parte della mia natura. Sono una
viandante da oltre vent’anni e un'artista e un’attivista da dieci, impegnata in particolare in azioni di sensibilizzazione e prevenzione
della violenza di genere. A un certo punto mi sono resa conto che queste due parti di me non erano separate: quando cammino in solitaria, non smetto mai di essere un’attivista.
Incontro persone, ascolto, porto questi temi con me. Da qui nasce la figura dell’artivista viandante: un’azione itinerante che unisce il corpo in movimento
all’impegno politico e culturale» – come lei stessa ci ha raccontato.
Alessandra Picciariello



