
Tra gli affreschi dell’Oratorio della Passione, accanto a Sant’Ambrogio, una modella dopo l’altra, un colore, una sensazione, un’idea dopo l’altra, questo mercoledì 25 febbraio si è svelata la collezione autunno/inverno 2026-27 di Daniela Gregis, in occasione della Milano Fashion Week.
Briciole è il nome della collezione, un viaggio, una storia che prosegue passo passo, come nel processo creativo della designer, che «scrive, disegna, scarabocchia e telefona, per ogni idea realizzata, mille altre ancora prendono forma in uno studio, laboratorio che non ha mai dato limiti al concetto di creatività». Nei capi presentati, il filo, la lana, il tessuto sono come briciole che vanno a comporre la creazione nella sua interezza. Un processo, dunque, che parte dai pezzi per comporre l’intero, cruciale in un tempo in cui sembra che la tecnica con cui vengono creati gli abiti non abbia più rilevanza per il grande pubblico.
Nel parterre della sfilata, spicca “una fumettista a fashion week” (citando i suoi post condivisi su Instagram), ovvero Teresa
Cherubini, non solo la figlia di Jovanotti, ma fumettista e illustratrice professionista. In prima fila anche Mario Boselli, ex
presidente e oggi presidente onorario della Camera nazionale della moda italiana.
La collezione si sviluppa in un gioco di sovrapposizioni in cui ogni elemento è necessario a completare l’opera, che si tratti di abiti e gonne sopra ai pantaloni, gonne sopra abiti o strati su strati di gonne, top, giacche sovrapposte. Completano il tutto, cappelli che sembrano turbanti. Un ruolo fondamentale è giocato anche dalle diverse texture dei pezzi proposti: a quelle “pungenti” si accostano quelle più “lisce”, fino ad arrivare allo stropicciato, segno distintivo del brand che si configura come una delle tendenze più forti dell’ultimi periodo, in un tempo in cui l’eleganza va di pari passo con la praticità e l’autenticità, in perfetto stile chic rilassato. Infine, come spiragli di luce in una giornata uggiosa, ecco insinuarsi tocchi di colore tra i neutri capi dei look in passerella. Una collezione in cui i codici del brand si fondono armoniosamente con la contemporaneità e con i bisogni delle donne di oggi.
Anche nel casting della sfilata – com’è consuetudine del brand – la variegata scena contemporanea viene rappresentata attraverso la presenza di alcune modelle BIPOC, un paio di modelli uomini (pur essendo una sfilata donna) e una modella over 70, Benedetta Barzini, top model degli anni ’60, la prima in assoluto a essere stata immortalata sulla copertina di Vogue Italia nel 1965.
Un viaggio, una scoperta nel mondo di una delle designer di questa Milano Fashion Week autunno/inverno 2026-27,
che con la sua sfilata non fa solo sognare, ma riporta all’attualità e alla quotidianità attraverso forme, colori e idee.
Alessandra Picciariello








