
Nella vita abbiamo bisogno di sognare, di avere qualcosa che ci fa battere il cuore, che ci fa emozionare e che non ci fa sentire la fatica per raggiungere i nostri obiettivi.
Questo potere lo ha anche la musica e lo sa bene la nostra Greta Sannino, in arte V!ktoria, che con tanta grinta cerca di raggiungere il suo sogno. Ve la presentiamo in questa intervista.
Presentati alle nostre lettrici e ai nostri lettori.
Ciao a tutti! Io sono V!ktoria e sono una cantautrice torinese. Il mio è un progetto pop dalle influenze rock/punk, attraverso il
quale cerco di raccontare storie reali ma anche e soprattutto emozioni vive. Spesso le mie canzoni nascono da esperienze sincere, ma lasciano sempre spazio
all’immaginazione: sono pagine aperte, in cui ognuno può riconoscersi. La mia musica è per tutte quelle anime ribelli ancora capaci di sognare, osare e credere nel bello della
vita.
Come si svolge una tua giornata tipo?
A dir la verità, le mie giornate sono molto caotiche e tutte diverse fra loro, perché oltre a far musica, studio e
lavoro. In linea di massima, si potrebbe dire che passare una giornata con me potrebbe significare seguire delle lezioni in università, andare a fare foto e video per
un’agenzia immobiliare, lavorare in pizzeria come cameriera e passare ovviamente del tempo in studio o in sala prove (sì, non dormo tantissimo, ma per
ottimizzare i tempi sono in grado di farlo ovunque!).
Come nasce la tua passione per la musica?
Io canto da che ho memoria. Mia mamma era insegnante di danza e mio papà amava ballare. I miei
genitori sono separati ma, sia in una casa che nell’altra, sono sempre stata circondata dalla musica. Anche se oggi quello che faccio è un po’ diverso, sono cresciuta a pane e
cantautorato italiano, in particolar modo ho ascoltato tantissimo Lucio Battisti. Sono sempre stata affascinata in generale dal mondo dello spettacolo e ogni scusa era
buona per cantare, ballare e recitare. Quando ero più piccina, sognavo di diventare una performer a tutti gli effetti, anche se ho sempre messo l’arte del canto davanti a ogni cosa.

Ci racconti il tuo percorso musicale?
Come dicevo, canto da che ho memoria, ma le prime vere lezioni di canto ho iniziato a prenderle nel 2015. Ho cambiato tanti
insegnanti perché facevo fatica a trovare la connessione giusta, fino a quando la vita non mi ha messo sulla strada Valentina, la mia attuale vocal coach e
producer, e da lì è cambiato tutto. Nel 2020, spronata da lei, ho iniziato a scrivere, e in quel momento ho realizzato quanto questo potesse essere
davvero terapeutico. Inizialmente ho sperimentato un pochino, perché non avevo le idee chiare. Nel 2022 ho cominciato a scrivere su basi pop dalle
influenze punk, ed è con Vetri Rotti che il mio progetto attuale ha preso forma. Da allora, il mio percorso si sviluppa tra scrittura personale e
collaborazioni come autrice per altri artisti. Nell’agosto 2024 ho firmato con il management SorryMom!, e a febbraio 2025 ho avuto
l’opportunità di presentare il brano Respirare, durante la settimana del Festival di Sanremo, tramite interviste su diverse emittenti radiofoniche oltre che a Casa
Sanremo e a Casa Bontempi. Ad oggi, il progetto conta sedici brani all’attivo e tanta voglia di continuare questo splendido percorso. Non riesco a immaginare la mia vita senza
questo, per me si tratta proprio di un bisogno viscerale.
Quali sono gli artisti che per te sono stati di riferimento nel campo della musica? E perché?
Questa è una domanda molto difficile, perché la mia libreria musicale è sempre stata molto varia. Ho ascoltato molto cantautorato, ma anche tanto
rap, indie, pop e r&b. Il pop punk e il rock sono arrivati dopo. Se devo fare un nome, farei quello che c’entra meno con quello che faccio attualmente, ma che mi ha da sempre profondamente
ispirato: Lucio Battisti. Di lui ammiro tantissimo la capacità di raccontare le emozioni più complesse e profonde tramite parole semplici e d’impatto.

Cosa rappresenta per te la musica?
Per me la musica è fuga, evasione, ma anche riflessione, terapia. È il posto sicuro in cui rifugiarsi, qualunque cosa si provi, senza la necessità
di doversi giustificare. La musica non chiede spiegazioni: si tratta di puro sentire. Non puoi controllarlo, puoi solo viverlo e lasciarti trasportare dalle emozioni.
Qual è la canzone a cui sei più legata tra tutte quelle che hai pubblicato?
Sicuramente Respirare. Scrivere quel brano per me è stato terapeutico in un momento della vita in cui stavo lottando contro i disturbi
d’ansia. È la canzone più vera che abbia mai scritto, e parla esattamente di questo. Ancora oggi, spero che quel brano possa raggiungere chiunque abbia bisogno di
sentirsi un po’ meno solo a riguardo. So quanto possa essere difficile convivere con l’angoscia e la paranoia costante, so quanto possa essere invalidante a livello fisico,
mentale e sociale, ma so anche che è qualcosa che si può imparare a gestire. A volte i mostri non vanno combattuti, ma semplicemente
rassicurati, e talvolta abbracciati.

Chi sono le persone che ti sostengono di più in questa tua avventura musicale?
Ad oggi, penso di essere molto fortunata, perché so di avere il sostegno totale da parte della mia famiglia, del mio ragazzo e dei miei amici più
veri.
Però un ringraziamento speciale va inevitabilmente alla mia crew, che non solo ha creduto in me fin dal giorno zero, ma mi ha anche dato opportunità
incredibili e permesso grandi soddisfazioni: Valentina, Lorenzo, Mattia e Luca. E poi ancora i miei turnisti di fiducia, Nicole, Matteo, Simone e Danilo. Per me, tutte queste
persone sono molto più di una semplice squadra. A loro sarò grata per sempre. Nella vita, le vittorie più grandi vanno condivise per essere considerate tali: da soli si fa ben
poco. L’unione fa la forza, sempre. E io spero di continuare a condividere con loro tutto ciò che di bello questo percorso e questa vita hanno da offrirmi.
Paola Giannessi