"La musica è sempre stata la mia valvola di sfogo", vi presentiamo Chiara Filippini, in arte Ømbra

Courtesy of Chiara Filippini
Courtesy of Chiara Filippini

Una passione nata per gioco e poi piano piano diventata importante, questa è la musica per Chiara Filippini, in arte Ømbra. Attraverso le sue canzoni, ha la possibilità di parlare di sé e affrontare i momenti difficili che, come a molti altri giovani, le sono accaduti nella vita. Sapere che le persone che ascoltano le sue canzoni, ci si possono rivedere e non si sentono più sole, per Chiara è una grande soddisfazione. Ve la presentiamo in questa intervista.

Presentati alle nostre lettrici e ai nostri lettori.
Buongiorno a tutte e a tutti, mi chiamo Chiara, in arte Ømbra. Sono una ragazza solare, un po' introversa e amante della musica in tutte le sue forme. Abito a Cremona e studio all’università di Brescia.

Come nasce la tua passione per la musica?
Sono nata in una famiglia da sempre legata alla musica, i miei genitori suonavano il piano e mia sorella li accompagnava con l’organo in chiesa, quasi ogni sera ci ritrovavamo davanti al piano ad aiutarla. 
Un giorno un mio amico ha portato una chitarra elettrica e scherzando abbiamo provato a scrivere una canzone, che ovviamente è venuta malissimo, però da lì mi sono posta come obiettivo quello di scrivere una canzone. Così ho iniziato a prendere delle basi da YouTube e a scriverci sopra, le prime erano di una banalità incredibile, ma poi con il tempo hanno iniziato a prendere forma. Continuando a scrivere, ho iniziato a crederci sempre più e ho deciso di prendere lezioni di canto per migliorare sotto ogni aspetto.
Grazie a questo ho imparato a controllare la voce e a sperimentare diversi stili, trovando quelli che più facevano per me.
Ero molto incerta se continuare o meno per via della mia timidezza, ma grazie a dei percorsi di musica di insieme e altri concerti a cui ho partecipato, ho capito che sarebbe stata la mia strada.

Courtesy of Chiara Filippini
Courtesy of Chiara Filippini

Quali sono gli artisti che per te sono stati di riferimento nel campo della musica? E perché?
Non credo ce ne sia uno in particolare perché amo la musica in tutte le sue forme, passo da ascoltare Mozart ai Blink in meno di due minuti.
Inizialmente mi ispiravo molto alla scrittura di Ëgo, un cantante che sta prendendo piede in questo periodo, a La Sad e a molti artisti che fanno pop punk italiano. Successivamente, quando ho iniziato a studiare canto, la mia insegnante mi ha indirizzata verso il pop. Ho cercato di prendere ispirazione dai suoi brani e ora sono innamorata dei ritornelli pieni di cori.

Cosa rappresenta per te la musica?
La musica è sempre stata la mia valvola di sfogo. Canto fin da piccola, ma quando ho iniziato a scrivere ho capito che mi aiutava nei momenti difficili e soprattutto, il fatto che qualcuno che ascolta ciò che scrivo e si rispecchi nelle mie canzoni, mi riempie di gioia. Mi piace sapere che qualcuno con la mia musica si senta meno solo.

Che temi affronti nelle tue canzoni?
Le mie canzoni hanno temi piuttosto vari, ma sostanzialmente racconto di me e di tutto ciò che succede nella mia vita. Ad esempio nella mia ultima canzone, Ho lasciato che il vento, parlo di questa amicizia che mi ha segnata molto e che purtroppo è svanita nel tempo.

Courtesy of Chiara Filippini
Courtesy of Chiara Filippini

Qual è la canzone a cui sei più legata tra tutte quelle che hai pubblicato?
Sono molto legata a Stringimi, un brano che è uscito l'anno scorso. Più che altro sono legata alla storia che nasconde dietro, che accenno lievemente nel testo e che solo la persona a cui è riferita può realmente capire. Parla di questo rapporto con una persona con cui purtroppo, o per fortuna, non potrò mai avere un legame, ma che in un modo o in un altro si è rispecchiata in me tanto da definirmi "la figlia che non ha mai avuto". Questo singolo parla di lei e di come si mostra ai miei occhi.

Chi sono le persone che ti sostengono di più in questa tua avventura musicale?
Fin da quando è iniziato questo percorso, ho avuto degli amici più gasati di me. Ci sono sempre stati quando avevo bisogno e mi hanno sempre aiutata nella realizzazione di video, pubblicità varie e grafiche. Oltre a loro, la mia famiglia mi supporta molto facendomi vergognare a Natale o a Pasqua quando mettono le mie canzoni a tutto volume. Un'altra figura importantissima è il mio ragazzo, che fin da quando ci siamo incontrati mi ha supportata moltissimo e ha iniziato a far girare la mia musica a chiunque incontrasse per strada.

Paola Giannessi