Amori, scandali e riflessioni: perché Bridgerton ci piace così tanto?

Fonte: Elle.com
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Cari gentili lettori,

quest’autrice è certa che vi manchino le cronache della nostra amata alta società e che stiate attendendo con ansia l’arrivo della seconda parte della quarta stagione di Bridgerton, prevista per questo 26 febbraio

Tra vicende d’amore, di potere e scandali, è difficile non appassionarsi alle storie che vedono la luce nelle sontuose sale da ballo o negli altri luoghi di ritrovo delle giovani debuttanti e dei loro aspiranti pretendenti. Vi siete mai chiesti quale sia la ragione per cui questi episodi vi entusiasmano così tanto? Quest’autrice crede che i motivi siano più di uno e proverà a indovinarli qui di seguito. 

Incantevoli atmosfere ottocentesche

Fonte: Agapeviaggi.com
Fonte: Agapeviaggi.com

Così diversa dai giorni nostri, eppure così apprezzata: è l’estetica ottocentesca che contraddistingue l’epoca in cui è ambientata Bridgerton. Partendo dalle location, gli sfarzosi palazzi e gli ampi giardini fanno immergere il pubblico in un tempo che non si è mai vissuto e di cui ne si ammira l’eleganza. Stessa cosa per le feste, i balli, i momenti di socialità nell’alta società, visti come occasioni esclusive e uniche, ben differenti dalle feste – molto più informali – di oggi. Anche l’abbigliamento dei personaggi attira l’attenzione, basti pensare al ritorno nella moda contemporanea di corsetti, fiocchi, impalpabili tessuti e colori pastello

Passione travolgente tra le coppie protagoniste

Fonte: Comingsoon.it
Fonte: Comingsoon.it

Non solo le storie d’amore, ma anche i momenti di passione fanno parte della narrazione della serie. Un elemento più intenso nelle prime stagioni, che si è andato a ridurre – solo in quantità – nelle stagioni successive, in un’epoca in cui il tema della sessualità era considerato un tabù: è forse proprio il contrasto tra la passione travolgente che infiamma le coppie protagoniste e la morigeratezza dell’epoca in cui vivevano, che rende le vicende così avvincenti. Un argomento a volte ancora spinoso ai giorni nostri, che tocca temi importanti quali il desiderio sessuale in età più matura (con Lady Violet e la sua ormai iconica affermazione «sono io il tè che berrete») e il “culmine” del piacere femminile (che Francesca Bridgerton non riesce a raggiungere). E poi, come mai nell’ultima puntata Francesca si è emozionata all’arrivo della cugina del marito? Forse lo scopriremo nella stagione a lei dedicata. 

Forza e determinazione delle figure femminili

Fonte: Reddit.com
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Seppur soggette alle regole imposte dalla loro società, le protagoniste femminili di Bridgerton dimostrano forza e determinazione. Prima fra tutte Eloise, che rifiuta le convenzioni sociali dell’epoca e non sogna il matrimonio, ma anche le altre sorelle e coetanee che si sono sposate per amore e non per convenienza. Poi c’è Penelope, che con il suo lavoro di scrittrice ci guadagna in denaro, fama e reputazione. In questa quarta stagione si distingue invece Sophie, una moderna Cenerentola che incarna uno spirito combattivo e resiliente: risponde a tono alla matrigna quando discutono, trova da sola un impiego fuori città, difende una collega molestata sul lavoro e, nonostante tutte le avversità, ascolta e segue il suo cuore.

Inclusività veicolata in modo naturale

Fonte: Netflix
Fonte: Netflix

Una delle caratteristiche forse più apprezzate di Bridgerton è il fatto che si tratta di una serie inclusiva. Partendo dall’inclusività culturale data da personaggi protagonisti con origine africana, indiana o asiatica, molte sono le categorie rappresentate. Nella scorsa stagione, abbiamo potuto vedere un pretendente in carrozzina, ma anche una coppia di donne comunicare con la lingua dei segni, mentre in questa stagione ha fatto capolino Hazel, una domestica con dismetria agli arti superiori, senza contare la presenza di Lady Danbury con il suo bastone, la bisessualità di Benedict e il corpo curvy di Penelope, non nascosto o minimizzato, ma mostrato e vissuto senza limitazioni. Seppur in quel periodo storico la società non era così inclusiva, il pubblico – nella narrazione romanzata dell’epoca – può davvero credere che tutto questo sia naturale, perché questi elementi semplicemente esistono, non vengono enfatizzati in maniera forzata come qualcosa di eccezionale, fanno parte della società esattamente come gli altri. 

Format leggero, ma che fa riflettere

Fonte: Themarysue.com
Fonte: Themarysue.com

Tutte queste tematiche, insieme ad altre – come le differenze sociali, la competizione tra donne o le dinamiche di potere – sono protagoniste del racconto, ma non prendono una forma pesante o che vuole insegnare qualcosa. La cornice è volutamente leggera, divertente, un romance ambientato nel passato, che a uno strato di lettura più profondo fa però riflettere su molte questioni. Come diceva Italo Calvino: «Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore».

 

Alla prossima, 

La vostra Lady Whistled…

Alessandra Picciariello