Quante volte sentiamo l’esigenza di condividere con il mondo i nostri pensieri, i nostri momenti felici o difficili, le nostre gioie e le nostre esperienze e non riusciamo a farlo. Sicuramente un mezzo importante può essere la musica.
Sono tanti i giovani e le giovani che attraverso quest’arte riescono a esprimere i milioni di sentimenti che attraversano il loro cuore. La musica è da sempre uno dei mezzi più potenti per comunicare la propria storia. Lo sa bene Asia D’Ambrosio che, come ci ha raccontato, ha scoperto fin da piccolissima che non poteva farne a meno e che l’avrebbe accompagnata durante tutta la sua vita. Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Asia. Ecco a voi la sua intervista.
Presentati alle nostre lettrici e ai nostri lettori.
Mi chiamo Asia, sono nata il 14 maggio 2007 a Torino. Sono una cantante e cantautrice e la musica è da sempre una parte fondamentale della mia vita. Rappresenta per me uno
strumento di espressione personale attraverso cui racconto emozioni, esperienze e frammenti di quotidianità.
Negli anni ho iniziato a trasformare questa passione in un vero percorso artistico, lavorando costantemente sulla scrittura e sull’interpretazione, con l’obiettivo di crescere e di
comunicare in modo sincero e diretto con chi mi ascolta.
Ci racconti come si svolge una tua giornata tipo?
Una mia giornata tipo è divisa tra lo studio e la musica. Dedico una parte importante del mio tempo alla scrittura, allo studio e all’ascolto musicale, cercando sempre di
migliorarmi e di coltivare la mia creatività.
Parallelamente frequento la scuola, dove seguo l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, a cui mi dedico con impegno.
Quando ho un momento libero, mi piace rilassarmi guardando serie tv, per poi tornare nuovamente alla musica, che resta il centro delle mie giornate.
Come nasce la tua passione per la musica?
La mia passione per la musica nasce quasi per caso. Durante una recita all’asilo, una mia maestra consigliò ai miei genitori di portarmi a lezione
di canto. Avevo solo tre anni e da quel momento ho iniziato un percorso di studio musicale.
Con il passare del tempo, però, la musica è diventata una presenza sempre più importante nella mia vita. Ho iniziato a partecipare a concorsi e a
fare le prime esperienze, tra cui la partecipazione a Le storie di Gipo su Rai Yoyo.
A distanza di anni, oggi che ho 18 anni, continuo a dedicarmi alla musica con la stessa passione.
Ci racconti il tuo percorso musicale?
Dopo aver iniziato le prime lezioni, già a tre anni ho partecipato a Seven Live TV durante un concerto di Natale, e poco dopo a
Le storie di Gipo su Rai Yo-Yo, successivamente ho preso parte a Castrocaro, arrivando fino alla finalissima, dove ho vinto un videoclip musicale visibile
online, cantando All’alba sorgerò.
Ho partecipato due volte al contest Una Canzone dal Cuore, conquistando sempre un posto sul podio.
Ho continuato con altri concorsi, tra cui Sanremo Junior, a cui ho partecipato due volte arrivando sempre in finalissima. Inizialmente
portavo solo cover, ma presto ho sentito il bisogno di raccontarmi in prima persona attraverso le mie canzoni. Così è nato il mio primo inedito, Bro, scritto per mio fratello durante un periodo
difficile legato alla sua salute. Grazie alla vittoria del contest Milano Sing Gala, Bro è stato trasmesso su oltre 100 radio, tra cui anche
Radio Jukebox.
Il 15 gennaio 2024 è uscito il mio singolo Perfetti Sconosciuti, accompagnato da un videoclip disponibile su YouTube. Questo brano nasce da una riflessione: parla di
quando due persone, un tempo inseparabili, diventano quasi estranee. È una canzone che esplora il dolore della separazione, ma anche la speranza di ritrovare momenti di luce.
Ho avuto l’opportunità di presentare il mio brano Perfetti Sconosciuti a Sanremo, nello stand di Webboh, un’esperienza
incredibile.
Con Questa stupida foto sono arrivata in finale al Premio Mia Martini. Il brano è dedicato a mio nonno: racconta il legame con lui attraverso una
fotografia che, pur sembrando insignificante, custodisce tutto il suo sorriso e i suoi insegnamenti. È l’unico modo per mantenere vivi quei ricordi.
Tra le mie pubblicazioni online ci sono anche i brani Tanto Passa e Hasta el Amanecer.
Quali sono gli artisti che per te sono stati di riferimento nel campo della musica? E perché?
Gli artisti che hanno sempre rappresentato per me un punto di riferimento sono Vasco Rossi e Ultimo. Sono due musicisti che, attraverso le loro
canzoni, sanno raccontare la propria vita e il proprio vissuto, e questo è ciò che cerco di fare anche io: raccontare semplicemente la mia storia e le mie emozioni.
Ho avuto la fortuna di vedere entrambi i loro concerti dal vivo, esperienze che sono state un’emozione unica.
Cosa rappresenta per te la musica?
La musica per me è tutto. Quando penso a me stessa, la mia immagine è sempre quella di me con un microfono in mano, sul palco, dove riesco a
sentirmi veramente libera.
La musica ha sempre fatto parte della mia vita e mi ha accompagnata in ogni fase della mia crescita, aiutandomi a scoprire lati di me che altrimenti non avrei
conosciuto.
Grazie alla musica ho imparato a credere in me stessa, a superare le paure e a esprimere ciò che sento dentro.
Come ho scritto anche sul mio tatuaggio, “trovo me stessa solo sopra ad un palco”: è lì che la mia voce diventa un riflesso di chi sono, delle
mie emozioni e delle mie esperienze.
Qual è la canzone a cui sei più legata tra tutte quelle che hai pubblicato?
Questa è una domanda davvero difficile, perché ogni mia canzone racconta un pezzo della mia vita. Se devo sceglierne una a cui sono particolarmente legata,
direi sicuramente Bro, la mia prima canzone. Bro è uscita il 28 febbraio 2023 ed è nata in un momento molto difficile legato alla salute di mio
fratello.
Io e mio fratello Giorgio siamo sempre stati molto uniti, e quando ci siamo trovati a stare lontani per giorni e giorni, la musica è diventata
l’unico modo per fargli arrivare tutto l’amore che provavo per lui. Scrivere questa canzone è stato il mio modo di urlare al mondo quello che non riuscivo a esprimere a parole: trasformare
dolore, preoccupazione e paura in musica.
Quando ci si trova a rischio di perdere qualcuno che si ama, capisci subito quali siano davvero i problemi della vita e quanto sia prezioso il tempo
insieme...
Ci racconti la prima volta che ti sei esibita davanti a un pubblico?
La primissima volta che mi sono esibita davanti a un pubblico avevo solo tre anni, durante un concerto di Natale che poi è andato in onda in TV.
Ricordo ancora l’emozione e la paura: le gambe tremavano e il cuore batteva fortissimo.
Poi ho preso il microfono, e mentre cantavo, tutto è cambiato: sentivo il calore del pubblico, gli applausi, i sorrisi dei presenti… e in quel momento ho
capito quanto amassi stare sul palco.
Chi sono le persone che ti sostengono di più in questa tua avventura musicale?
La persona che sicuramente mi ha sostenuto fin dall’inizio e continua a farlo ogni giorno è mio papà. Ha sempre creduto in me, dal primo
momento in cui ha visto nascere la mia passione per la musica, e mi ha accompagnata in ogni concorso, ogni esibizione, ogni piccolo passo del mio percorso.
Ricorderò per sempre quel gesto che è diventato quasi un rito: ogni volta che scendo dal palco, corro da lui e c’è sempre
quell’abbraccio, quegli occhi lucidi dall’emozione, che mi fanno sentire amata e riconosciuta per ciò che sono.
Ci sono stati momenti in cui ero sconfortata, in cui non credevo più in me stessa, ma lui è sempre stato lì, con pazienza e amore, a ricordarmi di non mollare
mai.
Photo credit: Asia D'Ambrosio
Paola Giannessi