Incantesimi, amore, dualità tra bene e male: questi gli ingredienti principali di uno dei balletti più amati e rappresentati, Il Lago dei Cigni, ancora una volta accolto dal teatro Alfieri di Torino, fino a stasera, domenica 11 gennaio.
Sempre in grado di far emozionare il pubblico, la vicenda è resa ancora più affascinante dall'intensa interpretazione dei ballerini e delle ballerine che, con la loro leggerezza e la loro eleganza – che nascondono le fatiche di questo mestiere – fanno immergere gli spettatori e le spettatrici nel mondo incantato dell’opera, insieme alla scenografia realizzata con l’intelligenza artificiale. Un’intuizione del regista e coreografo Luciano Cannito, che si è ispirato alla coreografia storica di Marius Petipa, aggiungendo un tocco di innovazione. Sul palco, la Roma City Ballet Company insieme a due étoile d’eccezione: Maria Yakovleva (Principal del Balletto dell’Opera di Budapest) e Dinu Tamazlacaru (Principal dello StaatsBallett Berlin), nei ruoli dei protagonisti.
Courtesy of ufficio stampa teatro Alfieri Torino
Una storia appassionante quella della principessa Odette (Maria Yakovleva) e del principe Siegfried (Dinu Tamazlacaru), in lotta contro il mago Rothbart (Manuel Paruccini), che ha lanciato su di lei un incantesimo o, meglio, una maledizione, trasformandola in cigno. E mentre a palazzo – sotto l’occhio attento della Regina Madre (Serena Cirillo) e del fidato Benno, amico del principe (Giovanni Spagnuolo) – si celebrano sontuose feste, Odette e le altre donne tramutate in cigno (Graziamaria Lamascese, Ai Ezoe, Giorgia Picca, Eleonora Scotto Di Perta, Silvia Accardo, Giorgia Marchi e Deborah Di Noto Marrella) durante la notte riprendono le sembianze umane per qualche ora, danzando sinuosamente nel bosco. È così che Odette cattura l’attenzione di Siegfried – che promette di liberarla – dando il via a una storia d’amore tormentata da agenti esterni, come l’inganno del mago con il Cigno nero, ovvero sua figlia Odile, che fa scambiare al principe per Odette. Tra i passaggi più iconici, danza spagnola (interpretata da Giovanni Spagnuolo, Silvia Accardo, Enrica Cornacchia, Mariagiulia Venanzi e Ai Ezoe), napoletana (rappresentata da Lorenzo Mosconi, Antonio Capasso, Cristian Colombo, Eleonora Scotto Di Perta, Giorgia Picca e Graziamaria Lamascese) e mazurka (eseguita da Elena Orsini, Giorgia Marchi, Giada Spicilli, Eleonora Ducceschi, Deborah Di Noto Marrella, Matteo Giudetti, Giuseppe Catalfamo, Alessandro Girardi, Alessandro Giorgio Scavello e Samuele Mansueto), ci sarà ovviamente un lieto fine.

Si fa parte integrante della narrazione anche una curiosa novità, inedita per un contesto tradizionale come il balletto classico: l’uso dell’intelligenza artificiale per la realizzazione delle ambientazioni, dal bosco, al lago, al castello. Non un mezzo che sovrasta i ballerini e le ballerine in carne e ossa, ma il risultato di un vero e proprio processo creativo che li accompagna durante tutto lo spettacolo, in perfetta armonia. Come affermato anche da Luciano Cannito: «In questa versione ho voluto esplorare come un linguaggio contemporaneo – quello dell’Intelligenza Artificiale – possa amplificare la dimensione poetica del racconto senza snaturarne la classicità». Prosegue il regista e coreografo: «L’IA non è un elemento decorativo, ma un nuovo strumento scenico capace di trasformare le emozioni in immagini e dare vita a un mondo che esiste tra sogno e realtà». Conclude: «La tecnologia non sostituisce, ma esalta l’umanità dei danzatori e la forza di un racconto che continua a parlarci attraverso i secoli».
Courtesy of ufficio stampa teatro Alfieri Torino
Una rappresentazione che, tra le emozioni della danza classica e delle nuove tecnologie, è lo specchio delle sfide nostro tempo, fatto di nuovi strumenti che – per quanto utili – non possono e non devono sovrastare l’essere umano. A proposito di emozioni, concludiamo con un pensiero del ballerino Dinu Tamazlacaru, condiviso con noi prima dello spettacolo: “Sono molto contento di essere qui con questo pubblico meraviglioso. Ci sono già stato l’anno scorso e anche per lo Schiaccianoci, è sempre un grande piacere essere qui per questo pubblico torinese”.
Alessandra Picciariello



