
I sogni sono importanti, sono una spinta a vivere al meglio la propria vita, scegliendo il percorso che più ci emoziona.
Questo lo sa bene Maria Sutulova, in arte MAR!A, che sin da piccola voleva diventare una cantante. Ci sta provando (e riuscendo) con tutte le sue forze, tra casting, busking e serate live in cui condivide i suoi inediti e non solo. Ve la raccontiamo in questa intervista.
Presentati alle nostre lettrici e ai nostri lettori.
Sono una cantautrice torinese diciannovenne. Quando scrivo, in più lingue (perché parlo russo, italiano, inglese, francese e
spagnolo), mescolo il pop con diversi generi musicali, come blues, dance, r&b e influenze globali. I miei testi esplorano
la crescita personale, l'identità e l'esperienza umana, frutto del mio percorso di superamento delle sfide, adattamento a
nuove culture e ricerca della forza attraverso la creatività. Il mio obiettivo è quello di unire diverse
culture ed esperienze del mondo in un’unica esperienza musicale in cui la vulnerabilità incontra la forza.
Ci racconti come si svolge una tua giornata tipo?
Appena mi sveglio faccio skincare (che reputo essenziale), insieme a una doccia tiepida. Poi vado a scuola, per
ora, perché sono al quinto anno del liceo linguistico. Appena ho un po’ di tempo canto, partendo dal riscaldamento e arrivando alla
tecnica vocale: canto tutto il giorno, anche a scuola. Studio la teoria musicale, perché mi sto laureando in insegnamento di canto e musica pop.
Oltre a suonare regolarmente il pianoforte, mi piace anche ballare, ultimamente sto guardando delle coreografie da imparare (ho fatto diversi stili di ballo da
bambina e mi appassiona tutt’ora), e adoro disegnare. Dopodiché studio per la scuola (da persona ambiziosa devo esserlo dappertutto). Sto anche
cercando di imparare il coreano.

Come nasce la tua passione per la musica?
È nata a tre anni di età, quando i miei genitori (con una vasta cultura musicale) mi hanno introdotto a questo mondo, sia facendomi
ascoltare canzoni di tutti i generi, sia iscrivendomi alla mia prima scuola di canto. Fin da bambina ho capito di dover far parte del mondo dello
spettacolo, anche se inizialmente pensavo di diventare una ballerina classica o di latino-americano. Inoltre, guardare da piccola vari
contest, come The Voice, ha fatto emergere in me ulteriormente questa passione.
Ci racconti il tuo percorso musicale?
Inizialmente ho frequentato una scuola di musica, grazie alla quale ho viaggiato in tantissimi luoghi, soprattutto
extraeuropei, addentrandomi nel mondo dei concorsi canori internazionali, ho anche fatto parte del coro di quella scuola. Quando mi sono
trasferita a Torino, ho intrapreso una nuova formazione musicale, di tipo accademico e professionale, in cui ho lavorato sia sulla
tecnica vocale, sia sulla teoria musicale. Poi ho partecipato ai casting di Italia's Got Talent 2022 e X Factor
2023, due esperienze molto formative e interessanti. Ho avuto molte esperienze sul palco, grazie a festival come International Torino Festival, ai
contest e alle diverse serate live in cui ho cantato sia miei inediti, sia cover. A novembre 2025, sono andata ai
casting di San Marino Song Contest 2025-2026 per rappresentare San Marino all'Eurovision 2026, un'esperienza unica, che mi ha
fatto conoscere artisti molto in gamba. Attualmente faccio lezione con Monica Genesio e sto completando il mio percorso professionale al West London
College of Music LCME Levels, per potermi laureare in insegnamento di musica pop. Nella stessa scuola, Spazio & Ritmo, frequento anche
pianoforte e lezioni di musica d’insieme, dove imparo la gestione del palco e lavoro con la band. Infine, faccio busking (iniziato
grazie a una mia amica due anni fa), soprattutto in piazza Carignano il sabato; infatti, mi chiamano spesso "la ragazza di piazza Carignano". Colgo ogni
opportunità per imparare qualcosa di più sulla musica: recentemente ho partecipato a masterclass internazionali con personaggi molto influenti nel mondo musicale
e una con Mario Fanizzi.

Quali sono gli artisti che per te sono stati di riferimento? E perché?
Sono molti gli artisti di riferimento per me: Barbra Streisand, Freddie Mercury, Sting, Tina
Turner, Eminem, Andrea Bocelli, Sade, Amy Winehouse, Madonna e Michael Jackson.
Hanno tutti portato qualcosa di innovativo nel mondo musicale e raccontato non solo la loro storia in modo originale, ma anche condiviso la loro
visione e creatività. Se prendessi in considerazione artisti più recenti, direi Rihanna, Ariana Grande, Adele,
The Weeknd, Kendrick Lamar, BTS, Laufey, Alicia Keys, Lana Del Rey e Sam
Smith. Sono riusciti ad adattarsi perfettamente al nuovo modo di fare musica, costruendo una propria identità.
Cosa rappresenta per te la musica?
La musica per me è vita, rifugio e identità. “Vita” perché mi dà la voglia di alzarmi al
mattino e di andare avanti, nonostante i fallimenti quotidiani. “Rifugio” perché, anche quando sto male, so che posso
contare sulla musica. “Identità” perché senza la musica non sarei ciò che sono, non avrei la stessa
sensibilità e voglia di conoscenza che ho. La mia musica non deve essere solo qualcosa che si ascolta, ma qualcosa che si sente nel proprio
cuore. Deve far riflettere le persone, indipendentemente dalla loro provenienza, dai loro valori, sentimenti e pensieri.
Qual è la canzone a cui sei più legata tra tutte quelle che hai pubblicato?
Sono molto legata a Più di noi, che ho già fatto uscire, ma in realtà lo sono ancora di più a una che non avete ancora sentito! Nella vita
accade di provare tanto amore, ma renderci conto che qualcosa si è rotto, non funziona più; quindi, c'è bisogno di lasciar
andare la persona, anche se si prova ancora qualcosa. Più di noi rappresenta questo sentimento e allo stesso tempo è un grido di speranza verso
il ritorno di questo amore. Le emozioni da noi dimenticate, spesso in modo forzato, anche se dolorose, sono
degne di essere vissute per andare avanti. Più di noi è molto importante per me, perché non parla di un solo un tipo di amore, ma ne tocca tanti, come
quello platonico o quello per la propria terra d’origine. Sono fiera di questa canzone perché, anche se non ha lo stesso suono ed effetto che
hanno le mie canzoni ora, ha un grande valore per me e per chi (come ho capito dai numerosi feedback) ne aveva bisogno e l’ha vissuta.

Ci racconti la prima volta che ti sei esibita davanti a un pubblico?
Non lo ricordo bene, perché ero piccolissima. Però ricordo bene le emozioni che ho provato quando a circa cinque
anni mi sono esibita davanti a più di duemila persone in Turchia per lo Unity Festival. È stata un’esperienza che mi ha
segnato molto, durante la quale ho provato all’inizio un po’ di paura ma poi, una volta trovato il coraggio e la
concentrazione, ho fatto un’esibizione bellissima. Ho vinto il primo premio e si sono congratulati in tantissimi con me. Le
emozioni che ho provato durante quel giorno me le ricorderò sempre, soprattutto il brivido nel vedere tutte quelle persone
attente a ciò che stavo facendo.
Chi sono le persone che ti sostengono di più in questa tua avventura musicale?
Direi i miei genitori, a cui sono eternamente grata per tutto l’appoggio dato dall’inizio della mia, per ora
piccola, carriera. La mia “MamaGer” mi fa da manager e mi accompagna nelle diverse avventure la maggior parte delle volte (non
che papà non lo faccia, anzi). Devo anche ringraziare i miei amici, che ormai hanno imparato le mie canzoni a memoria, e il
team che piano piano sto costruendo, come il mio arrangiatore Alex Canale, la mia make-up artist di fiducia Stella Grossu, con
la sua Royal Academy, e il mio graphic designer e fotografo Marco Lampis. Per ultimi, ma non per importanza, ringrazio per il supporto i
miei fan (giuro che esistono), a cui sono molto grata per le bellissime interazioni.
Grazie per esserti raccontata su Donneingamba.com
Grazie Donneingamba.com, e in particolare Paola, per avermi dato la possibilità di condividere un pezzo della
mia storia e dei miei pensieri in questa intervista.
Paola Giannessi