Nicoletta Di Bisceglie: la rivoluzionaria Rosa de “Il Paradiso delle Signore”, tra vita reale e set

Copyright P. Bruni ©
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Calde origini pugliesi, ma nata nella frenetica Milano, Nicoletta Di Bisceglie ci ha confessato che nella vita si sente a volte lontana, a volte vicina a Rosa Camilli, il suo personaggio interpretato nella fiction Il Paradiso delle Signore

Cresciuta in una famiglia molto unita, ha preso dai suoi cari il fatto di dimostrarsi molto affettuosa, il che risulta nell’essere una grande amica e amante della socialità, come spiegatoci da lei stessa: non per altro, il mestiere dell’attrice le si addice perfettamente. Amici, famiglia, passioni e aspirazioni sono solo alcuni degli argomenti che abbiamo toccato con Nicoletta in questa intervista, oltre ad alcune riflessioni sul suo personaggio nella serie che la sta vedendo protagonista in questi mesi. 


Chi è Nicoletta Di Bisceglie? 
Sono un’ex ballerina di danza classica, sono figlia d’arte, perché mio padre è un ex ballerino della Scala in pensione. Ho fatto quello per tredici anni, convinta che avrei fatto la ballerina da grande. Poi, a un certo punto, ho iniziato ad avere un po’ di difficoltà sia emotive, sia fisiche, per cui ho iniziato a capire che non era esattamente quello il mio posto. Nonostante tutto, la mia passione per la danza continua a esserci. Poi un po’ per curiosità, un po’ per confusione nella mia testa, a diciotto anni è iniziata a venirmi in mente l’idea di fare un corso di recitazione. Sono andata a Roma per l’open day del Centro Sperimentale con mio zio, che mi ha spronata tanto. Poi ho fatto il concorso per entrare ed è andata bene. Subito dopo, ho iniziato a lavorare con Luca Miniero, ho girato le tre stagioni di Le indagini di Lolita Lobosco, ho fatto un ruolo in Cops, sempre con lui, e poi vari piccoli ruoli fino all’arrivo de Il Paradiso delle Signore, che è stato un po’ l’exploit per me. 

 

Courtesy of Nicoletta Di Bisceglie

Oltre alla danza e alla recitazione, quali sono le tue passioni?
Amo cucinare, amo le cose molto terrene, quindi mi piace stare in compagnia. Amo anche viaggiare, che è forse la mia passione più grande. Se posso viaggio tanto, poi torno a casa quando riesco perché più si cresce e più si sentono le radici: a diciannove anni accusavo meno la distanza, adesso sento più l’esigenza di andare a vedere come stanno i miei genitori.


Che bambina e adolescente sei stata?
Sono cresciuta a Milano, una città in cui se si ha poco da fare ci si perde, anche in adolescenza, ma non se si è così tanto occupati come lo eravamo io e mio fratello. I miei genitori hanno sempre lavorato, poi hanno avuto una trattoria insieme per dieci anni; quindi, ci tenevano occupati tutta la giornata facendoci fare sport. Per indole, io e mio fratello non abbiamo mai dato grossi problemi, fortunatamente. Sono sempre stata molto curiosa, poi ho cercato da subito la mia indipendenza: ho iniziato a lavorare da ragazzina, anche se non c’era la necessità. Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alle persone, non stare in casa, uscire.

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Se ti piace la socialità, il lavoro dell’attrice è perfetto per te.
A me piace conoscere gente nuova: sono in grado di uscire da sola, beccare qualcuno al bar e mettermici a chiacchierare


È questo l’aspetto che ti piace di più del tuo lavoro?
Sì, soprattutto. A me poi piace tanto la diversità, in generale, ne parlavo anche con il mio ragazzo. Se vedo qualcuno che ha uno stile totalmente fuori di testa o è naif nei modi, a me piace, mi attrae, ho voglia di conoscere questa persona. 


Quando sei arrivata a Il Paradiso delle Signore, che ricordi hai dei tuoi primi giorni sul set?
I primi giorni tremavo, però ho avuto la grande fortuna di lavorare con Pietro Masotti e Pietro Genuardi, con loro abbiamo fatto da subito ambiente “casa Marcello”, quindi avevo un gruppo su cui potermi appoggiare e chiedere aiuto: se vedevano che ero agitata, mi dicevano qualcosa per tranquillizzarmi o per farmi sentire più sicura di me. Avevo già lavorato, non era stato il mio primo set, però è diverso quando arrivi su un set (come quello del Paradiso) in cui c’è un ritmo di lavoro molto serrato: se c’è la giornata piena, puoi fare anche otto o nove scene al giorno e questo ti mette in una condizione in cui devi essere sempre estremamente sul pezzo

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Il tuo personaggio, Rosa Camilli, ha fatto una bella evoluzione: lascia la scuola per i suoi ideali, e da commessa diventa giornalista e poi scrittrice. 
È stata un’evoluzione rapida. Poi, a volte per me è complicato capire perché Rosa agisce in determinati contesti in quel determinato modo. Non sono così distante da questo personaggio, ma allo stesso tempo ci sono delle cose su cui siamo totalmente diverse; quindi, a volte ne parlo con il direttore artistico e con lui cerco di capire perché in quella circostanza Rosa reagisce in un certo modo. Rosa è un personaggio rivoluzionario, che ha degli ideali e dei valori molto forti, non scende a compromessi, se non lievi; anche nei vari rapporti, non cede mai. Io da Nicoletta, in alcuni momenti della mia vita, non dico che “mi sono data una calmata”, però capisco i ruoli che ho di fronte. 


Ti saresti comportata diversamente da Rosa in alcune occasioni? Se sì, quali? 
Sì, quando c’è stata la discussione con Marcello perché Rosa va a chiedere aiuto a Tancredi. Questa cosa io non l’avrei fatta, per quanto riconosco che il personaggio lo ha fatto per cercare di salvare l’uomo che ama da una situazione non piacevole in quel momento. Gli avrei parlato, magari ci avrei sbattuto la testa, ci avrei litigato per convincerlo a farsi aiutare. 

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Innamorandosi di Marcello, Rosa ferisce involontariamente Adelaide. Quanto è stato difficile per lei convivere con questo? 
È una cosa che ha creato tanti problemi anche a livello di coppia tra lei e Marcello, perché c’è sempre un sottofondo di amarezza, per quanto si possa pensare che sia giusto così. Rosa lo vive molto il senso di colpa nei confronti di Adelaide, tant’è che nei momenti in cui ci si incontra, lei cerca sempre di mantenere uno sguardo basso, si fa anche un po’ “mangiare” da questa donna. La cosa divertente è che, quando abbiamo dovuto girare determinate scene in cui lei doveva essere cattivissima con me, a volte non ci riusciamo, perché abbiamo un bel rapporto; quindi, allo stop iniziamo a ridere, perché lei mi guarda e dice: «Oddio, sono stata cattiva, vero?» e io le rispondo: «Sì, Vane!». Quest’anno lei ha un ruolo bellissimo, a me piacerebbe tanto poter interpretare nella mia vita un ruolo così spietato, a tratti cattivo, duro, una persona che ha subito qualcosa di molto forte. 


Nell’ultimo periodo, abbiamo visto un riavvicinamento di Rosa nei confronti di Tancredi, c’è mai stato un momento in cui lei ha ripensato ai momenti romantici che ha vissuto con lui? 
No, in questo periodo no. A volte può sembrare, perché io e Flavio lavoriamo molto bene insieme; quindi, a mio parere le nostre scene funzionano tanto, a volte anche più di altre. Adesso Rosa è innamorata di Marcello e Tancredi è una persona con cui lei lavora bene e con cui vuole il compromesso: nonostante si sia comportato male, si redime, lei questo lo vede e cerca di fidarsi

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Una parola per descrivere i tuoi colleghi e le tue colleghe del Paradiso con cui lavori di più.
Pietro (Marcello): Con Pietro siamo tanto sul set insieme e siamo molto amici, siamo pugliesi entrambi e c’è una forte connessione anche per questo. Pietro è forte, ma anche imponente, sanguigno.
Arianna (Odile): Arianna è dolcissima, è forse la persona più dolce che abbia conosciuto su questo set. 
Vanessa (Adelaide): Vanessa è la regina, è veramente la queen del set. È forte ed è dolce allo stesso tempo. 
Flavio (Tancredi): Flavio è il diplomatico per eccellenza: è il ragazzo composto, il ragazzo per bene, sempre, fuori e dentro il set. 
Gloria (Marta): Gloria è la sognatrice.

Courtesy of Nicoletta Di Bisceglie
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Una parola anche per Pietro Genuardi (Armando).
Per me è lo zio, sempre. Abbiamo vissuto dei bellissimi momenti insieme, poi ho iniziato a recitare sul set con lui; quindi, è stato uno zio in tutti i sensi, al di là del ruolo che interpretavamo, era un grande esempio un po’ per tutti; quindi, anche fuori dal set, lo chiamavo così. 

 

Alessandra Picciariello