Dimmi che pasta mangi e ti dirò chi sei: Le Casarecce

Buon San Valentino a tutti gli innamorati! Oggi il nostro Patrizio Avella in questo post ci parla di che carattere hanno le persone che amano mangiare come tipo di pasta "Le Casarecce", adattissime a San Valentino!

 

Solo è buona e unica la vera cucina casareccia fatta come Dio comanda!” diceva

 

Ippolito Cavalcanti nel suo libro “Cucina teorico-pratica.

 

 

 

La Sicilia è stata la prima regione d’Italia a produrre la pasta in modo commerciale, dal XII secolo, nella città di Trabia. Infatti, da secoli, la Sicilia era il granaio del mondo mediterraneo, inoltre dai suoi porti si poteva esportare la pasta in tutta Italia. Molte tipologie di pasta sono diventate famose e sono ancora attuali, si pensi alle busiate, ai cavatelli, agli ziti, al cuscus o alle casarecce. Come un antico papiro egiziano, la pasta chiamata casarecce ha una tradizione siciliana. Il nome evoca l’antica usanza casalinga di fare la pasta fresca in casa. È una pasta di semola di grano duro e acqua che ha forma liscia e arrotolata su se stessa, come una piccola pergamena incurvata verso le estremità. Questa forma evoca l’origine araba ottenuta con il bus, una sottile canna di una pianta con cui un tempo si avvolgevano i pezzetti d’impasto. Si trovano anche le penne casarecce con un taglio obliquo, a pennino, alle due estremità, di forma liscia e arrotolata. Un altro nome, più moderno, di questa pasta è i gemelli. Qualche volta abbiamo guerre di religione culinaria, solo per la scelta della forma della pasta per una ricetta tradizionale nella stessa regione italiana, come nel caso della pasta alla Norma. A Catania, per esempio, dicono che con questa ricetta si possono ammettere solo gli spaghetti, a Ragusa si parla di spaghettoni o ziti e a Palermo di maccheroni. A Napoli servono le penne rigate e i paccheri, a Roma i bucatini, a Messina, le casarecce o maccheroni freschi col ferretto. Tutti sono d’accordo sul tipo formaggio: niente parmigiano o pecorino, solo ricotta salata! Ah no, dimenticavo che a Messina vogliono solo la ricotta al forno stagionata. Non c’è pace per questa pasta messinese!

 

 

 

Allora, buongustai, andate a trovare la vostra anima gemella e arrotolate i vostri

 

sentimenti in una sensuale cena per San Valentino.

 

 

 

Le persone che amano mangiare come pasta le Casarecce amano vivere sentimentalmente con la loro anima gemella. Cercano sempre nel loro partner il loro doppio per ritrovare la stessa sensibilità profonda e fragile. Hanno così paura di soffrire per una persona con un’altra personalità che preferiscono trovare un gemello piuttosto che una persona diversa emotivamente. Hanno bisogno di essere coccolate, arrotolate, capite solo con uno sguardo romantico. Cercano sempre e dappertutto il loro partner tutta la giornata e lo toccano la notte nel letto dormendo per rassicurasi della sua presenza eterna accanto a loro. Soffrono molto della loro assenza anche per un minuto. Il sugo preferito rimane quello della tradizione della loro infanzia coccolata dalla nonna o dalla loro famiglia: alla norma, al ragù, alla carbonara, dipenderà della loro regione di nascita. Altri possono provare a mantecare questa pasta siciliana con sughi diversi e inventarne di nuovi. L’abbinamento diventerebbe allora un’altra consulenza! Potete ritrovare nel libro PASTA E CINEMA delle Edizioni Il Foglio Letterario scritto con Gordiano Lupi, specialista di cinema italiano, la vera storia delle altre forme di pasta e del vero cinema italiano.

 

 

                                                                           Patrizio Avella