Dimmi che pasta mangi e ti dirò chi sei: la pasta in brodo di pesce

 

Chi ha il mestolo in mano, fa la minestra a modo suo”, si dice in Toscana che “chi ha il potere fa sempre a modo suo!”.

 

La cucina pisana tradizionale è sempre stata un’arte della gestione degli avanzi da parte della popolazione contadina e marittima che navigava sul fiume Arno tra mare e montagna:

 

spaghetti alle arselle, trenette alla renaiola e per la parte dei pescatori dell’Arno la tradizionale zuppa del “Bordatino alla Pisana”. Sui barconi gli uomini mischiavano questa base di zuppa preparata dalle mogli dei pescatori con gli avanzi di pesce non venduto al mercato. Si aggiungeva del pane raffermo, della polenta o ancora della piccola pasta di brodo per dare consistenza alla zuppa e mantenere la pancia piena dei lavoratori sulle navi.

Le persone che amano mangiare come pasta la pasta in brodo di pesce amano le pietanze leggere e saporite ma squisite, da gustare con serenità in buona compagnia. Sono persone delicate e introverse che amano il silenzio di una cena davanti a un camino e una luce bassa per una serata romantica e calma. Fanno attenzione alla loro dieta, ma sono golose e apprezzano il gusto vero del pesce fresco e le vere verdure dell’orto genuino e bio. Il romanticismo di fare un viaggio su una barca con il loro amore sul fiume Arno leggendo poesie come faceva Virgilio a Mantova, dà a chi piace il brodino di pesce un piacere grande all’anima.

 

Potete trovare nel nuovo libro LA GRANDE ABBUFFATA delle Edizioni Il Foglio Letterario scritto con Gordiano Lupi, specialista di cinema italiano, le vere storie dei film mitici di Cinecittà e quelle delle altre forme di pasta!