Dimmi che pasta mangi e ti dirò chi sei: La Fregola Sarda

Oggi il nostro Patrizio Avella ci parla della Fregola Sarda. Che carattere hanno le persone a cui piace questa pasta?

 

«Su binu a su sabori, su grano a su colori!» Il vino si riconosce al suo gusto, ma il grano al suo colore, dice il proverbio paesano sardo.

 

La Sardegna seduce con i suoi paesaggi incontaminati e la singolarità della sua gastronomia tradizionale e genuina con tanti sapori inconfondibili. L’importante produzione di grano ha dato vita a una grande varietà di forme di pasta dai formati unici e particolari come gli «angilottus», i «cullurzone», i famosi «malloreddus», i «filindeu» o ancora la «fregola»; Questa forma di pasta si adatta perfettamente con ottimi piatti di pesce della tradizione peschereccia sarda con la bottarga o la buttariga, ancor più delicata. A partire dal decimo secolo, grazie alla vicina Catalogna, fu la cultura dell’Impero arabo-andaluso che portò, con le invasioni militari, una gastronomia nuova e originale. La creazione della pasta non è più laminata con il mattarello, come le tagliatelle, ma tagliata in piccoli cubi e manipolata con i palmi delle mani delle donne e con le dita, per creare una pasta graniforme come il cuscus. In Sardegna, le donne dei marinai crearono questa forma di pasta manualmente ed in modo irregolare, che mischiavano con le uova dei pesci in primavera, dandole il nome di fregula, che in altri dialetti sardi diventava feula. La parola proviene dall’italiano fregare e dal latino fricare, strofinare tra le mani, in un contenitore in terracotta sferica a forma di cono di origine araba, chiamato la scivedda. Adesso si può anche cuocere questa pasta con le vongole per esempio, come un risotto e si apprezzerà il gusto di nocciole della pasta con la prelibatezza del gusto delle vongole veraci sarde. Allora, buongustai, andate alla pesca di queste belle perle di

 

mare prima di fare la corte alla vostra donna del cuore in Sardegna.

 

Le persone che amano mangiare come pasta la Fregola Sarda hanno una grande personalità e un senso spiccato della loro regione di origine, ma anche della tradizione. Sono persone toste e tenaci che sanno cosa vogliono nella vita sentimentale, familiare o professionale. Come la gente insulana è fiera della sua cultura e gastronomia, ma anche dinamica e fa attenzione al cibo bio e genuino per darle dinamismo e forza per potere fare tutto il lavoro con qualità e competenza. Altri buongustai possono provare a mantecare questa favolosa pasta sarda con sughi diversi e inventarne nuovi, però l’abbinamento diventerebbe un’altra consulenza! Potrete ritrovare nel libro LA GRANDE ABBUFFATA delle Edizioni Il Foglio Letterario scritto con Gordiano Lupi, specialista di cinema italiano, la vera storia completa di questa pasta.