"Je so Accussì" Intervista a Serena Brancale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Care amiche e amici di Donneingamba, oggi vi presentiamo Serena Brancale, una donna con una grande passione: la musica. Il 25 marzo è uscito il suo album “Je so Accussì”. Abbiamo avuto il piacere di farle qualche domanda. Scoprite cosa ci ha raccontato in questa intervista.

Chi è Serena Brancale?

Serena Brancale è una cantaucentrica.

 

Quando nasce la tua passione per la musica?

Nasce da piccola. Sono cresciuta nella scuola di musica di mia madre, dove guardavo mia sorella studiare piano, cantavo con il coro e imparavo i musical. La musica a casa c’è sempre stata.

Tu sei un'artista polistrumentista. Qual è lo strumento di cui non puoi fare a meno.

Non posso fare a meno del pianoforte. Non sono una pianista ma mi viene facile trovare gli accordi e accompagnarmi subito al pianoforte rispetto alla chitarra.

 

Nella tua carriera hai avuto delle belle esperienze, qual è quella che hai più cuore?

Conoscere artisti e collaborare con loro è un’esperienza preziosa , tutte le porto nel cuore.

Il concerto anteprima dell’album al Bluenote con tutti gli ospiti del disco è stata per esempio una serata straordinaria.

 

 

Raccontaci la collaborazione che hai avuto che è stata più importante per la tua carriera

Non dimenticherò mai quel giorno di luglio in cui ho registrato con l’ospite del disco Richard Bona, ero molto emozionata e abbiamo cantato all’unisono varie parti di Je so Pazzo.

La sua voglia di sperimentare e giocare sulla cover quel pomeriggio sul brano mi ha aperto il cuore.

Il tempo che ha dedicato all’ascolto del brano e alla scelta dei giusti cori ed armonizzazioni da realizzare è per rari amanti della musica.

 

Il 25 marzo è uscito "JE SO ACCUSSI’”. Che album ci proponi?

Je so Accussì mostra una Serena più cosciente, responsabile delle sue scelte e della sua identità.

Io sono così dice il titolo, fuori dagli stereotipi musicali perché ho bisogno di sentirmi libera di scrivere musica senza pensare di che stile sia.

 

Un album dove si sentono molto le tue radici

Un album dove affronto la tematica sud in varie sfaccettature.

Non soltanto la Puglia con il nostro dialetto barese, suono delle mie radici, ma anche Napoli con un omaggio a Pino Daniele.

 

In questo disco raggruppi gli stili che ami di più

Per me gli stili sono contenitori inventati per ordinare i pensieri.

Etichettarsi in uno stile non aiuta alla creatività di un’artista, forse aiuta di più un ragazzo su Spotify alla ricerca della sua canzone preferita.

Questo disco ha me stessa nelle mille sfumature, le chiamerei cosi per non cadere nella trappola dei generi musicali.

 

                                                                                       Paola Giannessi