Alpenrose: intervista a Valentina ed Andrea Parmigiani

Leggere è l’unica dipendenza che non nuoce, ed è la miglior cura per l'anima.” DUMITRU NOVAC

E non solo per l’anima…

Oggi DONNEINGAMBA vi parlerà di due fratelli che, attraverso la loro passione, hanno deciso di aiutare le donne vittime di violenza. Valentina e Andrea, dopo due libri, pubblicano il terzo: la storia di una giovane donna nella frenetica Milano alle prese con la sua vita. I due autori vogliono devolvere i proventi della vendita all’associazione CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate.

Di seguito l’intervista.

Chi sono i fratelli Valentina e Andrea Parmigiani?

Siamo due fratelli ed entrambi abbiamo la passione per la scrittura. Abbiamo sempre fatto tutto assieme, anche i libri. Dopo una laurea in filosofia e una in lettere (Valentina) e una in economia (Andrea), ci siamo laureati entrambi in giurisprudenza. La nostra vera passione però rimane scrivere. Dopo il romanzo d’esordio “Delitto valtellino”, Macchione editore, che ha superato le duemila copie vendute in meno di due mesi, abbiamo autopubblicato con Amazon un altro giallo, “Nervi” che sta riscuotendo i consensi della critica.

 

Come vi siete appassionati alla scrittura e come mai avete deciso di lavorare assieme?

La scrittura è sempre stata la nostra passione. In famiglia ci hanno abituato sin da piccoli a leggere e ad esprimere le nostre idee. Ci hanno sempre sostenuto, anche quando sembrava impossibile realizzare il nostro sogno. Per noi poi, essendo molto affiatati, è normale lavorare assieme. Unendo le forze, collaboriamo e riusciamo a realizzare bei libri.

 

Parlateci un po’ del nuovo libro, chi è Francesca Alpenrose?

Francesca Alpenrose è una ragazza timida, impacciata, con un cuore grande. La sua vita è simile a quella di tante donne: vive da sola a Milano, città dove si è trasferita per lavoro. Cerca di affrontare le difficoltà quotidiane con il sorriso, comprese le lotte con la bilancia e con il proprio aspetto esteriore, ma, a volte, è davvero difficile. Il suo superiore è un tiranno e ha una collega insopportabile, che non perde occasione di denigrarla, però, al suo fianco ci sono gli amici, quelli veri. Con loro Francesca riesce a ridere sulle proprie sventure e ad andare avanti, passo dopo passo. Come in ogni rosa che si rispetti, compare anche un principe azzurro, più di uno in effetti. Francesca dovrà scegliere, ma la sua scelta coinciderà anche con un bilancio della propria vita e, parallelamente, con l’acquisizione di una nuova maturità e consapevolezza. Durante il corso del romanzo infatti, Francesca analizzerà criticamente diversi aspetti della sua esistenza, compiendo delle decisioni che porteranno ad un vero e proprio punto di svolta della sua vita. Il tutto raccontato in maniera brillante e briosa, con una buona dose di humor.

 

Come nasce la sua storia e quali sono le fonti di ispirazione?

Avevamo già in mente di scrivere un romanzo rosa. Complici la situazione delicata del momento in cui ci ritroviamo tutti a vivere e il desiderio di aiutare le persone in difficoltà, è nato Alpenrose.

Qual è la tematica principale del romanzo?

In Alpenrose è difficile parlare di una tematica principale. Sono molti infatti, i fili conduttori del romanzo, tutti intrecciati fra loro. Così come ogni essere umano è un insieme di relazione, così i motivi di Alpenrose sono legati gli uni agli altri. Accanto all’evoluzione interiore di Francesca, c’è l’amore, l’amore vero, ma anche il tema della violenza. Violenza che assume diverse forme: dal bullismo, alle molestie sessuali, alla grettezza di cuore, al desiderio di soffocare ogni gioia e felicità nell’altra persona, di spegnerla. Si parla dell’indifferenza e, per contrappunto, dell’empatia e del rispetto, fondamentali in ogni rapporto, non solo con gli altri, ma anche con sé stessi. Grande importanza è riservata all’amicizia, alla solidarietà e all’amore per gli animali.

 

Che cosa vuole trasmettere la storia della protagonista?

Sicuramente un messaggio di speranza e resilienza. Francesca non è un’eroina, una persona perfetta ed irraggiungibile: è una donna vera, in carne ed ossa, con i suoi pregi e i suoi difetti. Nonostante tutto, riesce a superare le difficoltà che incontra sul proprio cammino, senza farsi schiacciare da esse. Francesca rifiuta di scendere a compromessi, di tradire sé stessa e le proprie idee. Certo, ha la fortuna di avere accanto a sé Roberta, l’amica che ognuna vorrebbe avere e anche Luca, oltre ovviamente, all’amato gatto, ma, alla fine, dipende solo da lei se scegliere di cedere, venendo meno ai propri ideali e alle proprie convinzioni, o di andare avanti. Inoltre, dalle pagine di Alpenrose, compare un altro messaggio: ognuno, nel proprio piccolo, può fare la differenza e, uniti, tutto diviene più semplice. Non bisogna mai accettare la violenza, in tutte le sue forme, né abituarsi al male che ci circonda. A volte, si dà purtroppo per scontato che certe situazioni siano inevitabili, che non possa essere altrimenti. Il mondo va così, no? Quante volte, di fronte a molti atteggiamenti e contesti si è tentati di lasciar perdere, di “gettare la spugna” perché tanto è inutile. In realtà, non bisogna mai accettare l’indifferenza e bisogna sempre avere la forza di lottare per le proprie convinzioni, per i propri sogni.

 

Come mai la scelta di far svolgere la storia in un singolo giorno?

La scelta di svolgere la storia in un singolo giorno riflette la frenesia della vita di oggi. I ritmi sono intensi, compulsivi. Nell’arco di ventiquattro ore una persona si trova a dover far fronte a numerosi impegni, incombenze e problemi. Di conseguenza, secondo noi, i lettori devono poter aver in mano un libro veloce e piacevole da leggere. La violenza di genere e i femminicidi sono fatti all’ordine del giorno, perciò è importante sensibilizzare le persone e nel nostro piccolo, quotidianamente, combattere questo fenomeno. Voi lo state facendo devolvendo tutti i ricavi della vendita del libro alla Casa di Accoglienza delle Donne maltrattate. Parlateci di questa iniziativa e dell’associazione CADMI che supporta le donne vittime di violenze, a cui avete deciso di devolvere i proventi della vendita. La violenza sulle donne, purtroppo, è un fenomeno diffuso. Con il lockdown dello scorso marzo, complici le difficoltà economiche e psicologiche che le persone si sono trovate ad affrontare, tali fenomeni sono aumentati in maniera esponenziale. Spesso poi, la violenza sulle donne, si riverbera sui minori, colpendo così due volte. Per questo motivo, perdurando l’emergenza sanitaria e i periodi di chiusura forzata, diminuendo ulteriormente l’occupazione femminile e aumentando i malesseri e i disagi di natura psicologica, abbiamo deciso di contribuire, di fare la nostra parte per contrastare i femminicidi e dire no alla violenza sulle donne. Pertanto abbiamo scritto un rosa, un genere letterario per sua natura destinato principalmente, ma non solo, alle donne e di devolvere tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate (CADMI). Dal 1968 ad oggi, CADMI ha aiutato oltre 300.000 donne in difficoltà e, dal 1991 ad oggi, sono 700 le donne ospitate nelle loro case rifugio segrete. Solo nel 2020, l’associazione ha ricevuto e risposto a 860 richieste di aiuto. 530 sono state le donne, sempre nello scorso anno, che hanno avviato o proseguito il loro progetto di uscita dalla violenza e 26 sono le vittime ospitate nelle loro case rifugio (di cui tre sono minori). L’associazione, che è stata il primo centro antiviolenza in Italia, oltre ad essere stata co-fondatrice della rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re. (Donne in rete contro la violenza), offre supporto psicologico e legale alle donne vittime di violenza, violenza che può assumere diverse forme: fisica,sessuale, economica, morale. Fornisce ascolto ed accoglienza alle persone che si rivolgono loro per ottenere aiuto, garantendone l’anonimato. Tramite l’inserimento o il re-inserimento nel mondo del lavoro, CADMI favorisce l’indipendenza delle vittime, permettendo loro, in tal modo, di ricominciare una nuova vita, libera ed indipendente. Fin dalla sua nascita, la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate collabora con le istituzioni al fine di contrastare attivamente la violenza sulle donne e di diffondere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza. L’associazione inoltre, svolge attività di prevenzione nelle scuole, per sensibilizzare i giovani al problema della violenza e cercare di cambiare gli schemi di comportamento e pensiero. Perché il cambiamento deve avvenire su più fronti. Avete lavorato duramente per far uscire il libro prima del 8 marzo. Desideravamo molto pubblicarlo prima del 8 marzo, data particolarmente simbolica. Per riuscirci abbiamo scritto a ritmi davvero serrati.

Dove si può trovare il libro?

Alpenrose è in vendita su Amazon. Abbiamo scelto di autopubblicarlo su Amazon perché, purtroppo, le Case Editrici hanno tempi di valutazione molto lunghi e, con l’approssimarsi di nuove chiusure e, quindi, di nuove, probabili violenze, volevamo intervenire il prima possibile. Inoltre, chiunque, in tutta Italia e anche all’estero, può acquistare su Amazon e i tempi di consegna sono davvero brevi. Tra l’altro, in un periodo di difficoltà economica diffusa, abbiamo stabilito un prezzo davvero contenuto: 1,49 per l’e-book (gratuito per chi ha l’abbonamento Kindle Unlimited) e 7,49 per il formato cartaceo. Purtroppo, pubblicando con Amazon perdiamo tutta la rete dei librai e ci dispiace molto. Speriamo per il prossimo libro!

 

Per finire, un saluto ai lettori.

Desideriamo salutare tutti i nostri lettori e ringraziarli per la fiducia e per le manifestazioni di affetto che riceviamo. Un grazie particolare inoltre, a quanti, acquistando Alpenrose, contribuiranno ad affermare il proprio rifiuto ad ogni forma di violenza e ad aiutare concretamente le donne in difficoltà. Grazie di cuore!

 

Grazie per la disponibilità!

Grazie a Voi per averci permesso, intervistandoci, di parlare di Alpenrose e della nostra iniziativa contro la violenza sulle donne.

                                                                                       Mirela Rujan