Le Ali della Prigione: intervista a Lucia Ventrone

Oggi Donneingamba.com vi presenta la storia di una mamma con un sogno nel cassetto, quello di diventare scrittrice, insomma “una Donnaingamba”.

Lucia Ventrone nasce nel 1972 con il seme della scrittura, un dono che matura con gli anni, ma purtroppo rimane rinchiuso nel recinto di un semplice hobby. Lucia cresce, diventa mamma e i suoi figli amano le storielle con cui lei è solita addormentarli. La fantasia dei suoi bimbi risveglia in lei la passione per la scrittura e così nasce “LE ALI DELLA PRIGIONE”, una storia inusuale e avvincente che parla di amore, amicizia, fiducia e soprattutto adolescenza ( l’età in cui la magia e onnipresente).

         

                       Mirela Rujan

 

Dove hai preso l’ispirazione per scrivere questo libro? Come nasce “Le ali della prigione”?

L’ispirazione per la stesura del romanzo è arrivata raccontando favole ai miei figli

e giocando con loro quando erano piccini. Da sempre è stato un sogno nel

cassetto quello di poter scrivere un romanzo, un racconto fantasy.

Quando ho iniziato a pensarci avevo in parte idea di quello che avrei scritto e dove l’avrei ambientato, ma volevo scrivere qualcosa di diverso da quello che l’editoria offre con il mondo fantasy. Poi un giorno guardando un video musicale di un gruppo rock che mi piace tantissimo è arrivata l’ispirazione per la storia e ogni personaggio ha avuto la sua giusta collocazione. Il titolo “Le ali della prigione” è legato a un sortilegio. Il mio romanzo è un fantasy, fantasy contemporaneo. Quindi si parla di magia, sortilegi ed esseri fantastici.

 

Nel tuo libro la magia ricopre un ruolo centrale, pensi che un pizzico di magia sia una componente necessaria anche della vita reale?

Credo che la magia sia una componente necessaria nella vita, intesa come sorpresa e meraviglia. Qualcosa che ti lascia meravigliosamente stupefatto, sognante. Del resto la vita stessa è pura magia.

 

Hai dato il nome dei tuoi due figli ai personaggi di Elisa e Luca, come mai ha scelto proprio questi due personaggi, ossia due giovani che soffrono per la fine della loro storia d’amore? Come hanno reagito i tuoi figli scoprendo che i due personaggi portano i loro nomi?

Ho scelto il nome dei miei figli perché volevo che in qualche modo fossero

presenti nel libro, poiché in un certo senso hanno contribuito con la stesura del

romanzo: Elisa con le sue favole e giochi di principesse ed esseri fatati, Luca con i

suoi mostri e supereroi. Quando hanno saputo che i loro nomi erano stati dati ad

alcuni personaggi del romanzo hanno esultato anche se, nel manoscritto, Elisa e

Luca sono due ex fidanzati. Sapere che il loro nome era scritto nel romanzo della

loro mamma li ha resi felici. Hanno solo discusso perché Elisa è la protagonista

mentre Luca ha un ruolo marginale.

 

Nel tuo libro si nota come tutto e tutti agiscono per un fine ultimo, il destino fa il suo corso. Credi fermamente nel destino?

Credo che ci sia una sorta di destino, ma molto dipende anche dalle nostre azioni

e scelte. Siamo noi che decidiamo il nostro futuro.

 

Quali sono le tematiche fondamentali trattate?

Le tematiche trattate sono prima di tutto l’amore sotto ogni forma: di coppia,

fraterno e di amicizia. E poi c’è l’adolescenza, l’amicizia e la fiducia. Quest’ultima,

ovvero la fiducia, tematica ormai sempre più in “disuso”. Ormai dobbiamo diffidare di tutto e di tutti. Nel romanzo la protagonista, cioè Elisa, deve fidarsi pur non potendo toccare con mano e non potendo constatare di persona. Deve fidarsi sulla parola “data” e su quello che le viene raccontato. Solo fidandosi riuscirà nel suo intento.

 

Questa è la tua prima opera pubblicata?

Sì, è la mia prima opera pubblica e spero che ce ne saranno altre, visto che sto

lavorando sul secondo romanzo.

 

So che hai ricevuto un premio.

Il premio ricevuto è un Premio Letterario Internazionale, X Edizione “Lilly Brogi –

La Pergola Arte”. Ho ricevuto un premio speciale per la mia opera “le ali della

prigione”.

 

Come nasce la tua passione per la scrittura? Qual è la prima storia che hai scritto?

La mia passione per la scrittura nasce dal fatto che sono una persona silenziosa, ovvero sono una di quelle persone che preferisce ascoltare ed osservare. Attraverso la scrittura riesco a dare spazio a tutte le parole non dette, a raccontarmi. La prima storia scritta oltre ai temi scolastici a traccia fantastica in cui emergevo, è stato un fumetto confezionato alle elementari. Aveva le vignette, con i suoi personaggi e una sua storia.

 

Pensi in un futuro di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro?

Sarebbe bello trasformare la passione per la scrittura in un lavoro. Potrei dire di aver realizzato appieno il mio sogno. Mi piace sognare ad occhi aperti, continuo per la mia strada e chissà, magari un giorno, la magia esaudirà il mio sogno.

 

Grazie per esserti raccontata su Donneingamba.com

Grazie a voi per avermi dato questa opportunità.