The Art of the Brick

Fino al 24 Febbraio 2019, la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino ospita la mostra “The Art of the Brick”, contenente più di 80 opere dell’artista americano Nathan Sawaya fatte esclusivamente in mattoncini Lego.

Nathan è stato il primo artista a portare i lego nel mondo dell’arte contemporanea.

 

Questa scelta si basa sull’accessibilità che i LEGO conferiscono all’opera perché sono un materiale molto comune al pubblico, in ogni casa ci sono i Lego, tutti ci abbiamo giocato, questo permette all’opera di arrivare ad un pubblico universale.

Questa esposizione ha girato il mondo negli ultimi 10 anni, ospitata dalle città di tutti i continenti e finalmente è arrivata a TORINO.

Nathan, attraverso i lego, realizza opere già esistenti per esempio la Monna Lisa di Leonardo, la Ragazza con l’Orecchino di Perla di Vermeer, il Bacio di Klimt e L’Urlo di Munch, passando poi a grandi opere come la Testa Moai, riproduzione fedele dei MOAI presenti sull’isola di Pasqua, un dinosauro a grandezza naturale, la Sfinge.

L’esposizione è formata anche da un’area riservata all’ANIMA, in cui si possono ammirare sculture affascinanti che trasmettono emozioni, sensazioni, esperienze… come per esempio la maestosa installazione denominata Division formata da tante mani che escono da un fiume rosso che si allungano verso un volo di corpi( potrebbe essere l’interpretazione dell’inferno e del paradiso).

Ogni opera è accompagnata da un cartellino in cui l’artista, attraverso brevi ed intense frasi, descrive il messaggio rappresentato dalla sua opera. Un esempio è la statua di un uomo e una donna entrambi in carne, anziani forse e poco affascinanti che si tengono la mano e di fianco il cartellino con scritto: “L’amore è eterno. Sopravvive alla giovinezza, ad una pancia piatta e ad una chioma folta. E questo è ciò che lo rende meraviglioso.” A questo punto l’immagine dei due vecchietti che si tengono la mano diventa il simbolo di un amore infinito e l’arte si trasforma nell’espressione della vita stessa.

A mio parere Nathan è riuscito davvero a parlare attraverso i lego e a farsi ascoltare da tutti.

                                                                                        MirelaRujan