Lalàgeatelier - Dispositivi vestimentari

 

Martedì 30 ottobre la Galleria Gliacrobati di via Luigi Ornato 4 a Torino ha ospitato la presentazione di Lalàgeatelier DISPOSITIVI VESTIMENTARI, un progetto creato da Sara Conforti in collaborazione con FRAGOLE CELESTI ( comunità che si occupa delle donne vittime di abusi, maltrattamenti e violenze).

 

l nome del progetto, Lalàge, ha preso spunto dal libro “ Le città invisibili” di ITALO CALVINO, un libro che descrive 50 città immaginarie a cui Calvino assegna 50 nomi di donne, una di queste e L’Alage.

 

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. È proprio intorno alla parola “leggerezza” che gira il progetto Lalàgeatelier, aiutando le donne vittime di violenza a ricollocarsi nella società e nel mondo del lavoro permettendo loro di acquisire un mestiere nel settore moda. Inoltre questo progetto dedica una grande attenzione all’ambiente e all’economia circolare puntando sul riutilizzo di capi e tessuti ( vengono utilizzati scarti industriali o surplus di produzione).

 

 

Sara Conforti è entrata a far parte della comunità di FRAGOLE CELESTI solo un anno fa, il primo approccio con le pazienti è stato durante una festa in cui tutti i partecipanti dovevano indossare un abito che ricordava loro la gioia, fu così che iniziò questo percorso. Le pazienti iniziarono a tenere un taccuino, una specie di diario di bordo, in cui annotavano ricordi, speranze, dolori… Nasce, però, anche l’esigenza di qualcosa di nuovo, di un futuro e di una nuova vita da costruire e così iniziarono a cucire a macchina degli abiti. Il gesto di cucire è un gesto simbolico e da qui l’importanza di conoscere da dove arrivano i fili e i tessuti, il percorso che hanno fatto per arrivare a noi; perché tutto ha una storia. Con questi tessuti si cuciranno degli abiti che ricopriranno la pelle di persone, ognuna con la propria storia. Storie che ricoprono altre storie.

 

La collezione che Lalàgeatelier creerà nei prossimi mesi sarà gender neutral, potrà quindi essere indossata sia da uomini che da donne in modo da abbattere le differenze tra i sessi, inoltre non avrà stagionalità. I capi avranno un’etichetta di filiera che descriverà le fasi produttive ed educherà il consumatore a fare attenzione a queste informazioni tessili. La prima linea verrà presentata il 7 marzo 2019 presso la Galleria d’Arte Gliacrobati e comprenderà 10 outfit gender-neutral in serie limitata e numerata.

 

La Galleria ospiterà anche una mostra che racconterà il percorso artistico svolto da Sara Conforti con le future fashion designer. Vi sarà anche un site specific della performance 13600HZ Concert for sewing machines/ X EDIZIONE con la collaborazione della pianista spagnola Sira Hernandez, la quale sostiene che “la musica è un modo di cucire le proprie ferite”. Questo concerto sarà formato dal suono delle macchine da cucire accompagnato dalla voce del pianoforte.

 

Lalàgeatelier DISPOSITIVI VESTIMENTARI nasce anche grazie ad una raccolta fondi iniziata nel 2017 e la serata del 30 ottobre avrà la stessa finalità in modo da garantire alle donne di Fragole Celesti di affermarsi nella società e di costruirsi una nuova vita.

 

La conferenza è stata moderata dalla storica d’arte ed art advisor Marzia Capannolo.

 

 

Al talk era presente oltre a Sara e alla pianista di fama internazionale Sira Hernandez, Mauro Rossetti, presidente di TESSILE E SALUTE, in rappresentanza delle tre aziende che hanno aderito a questo progetto: LANIFICIO GUABELLO, BOTTO GIUSEPPE E FIGLI SPA, LANIFICIO TG di FABIO SPA che sono i principali sostenitori di Lalàgeatelier.

 

 

Mauro Rossetti, tecnico di aziende tessili, vorrebbe che la città leggera di cui parla Calvino diventi realtà. La sua idea è quella di una moda sostenibile a 360°, si parla di sostenibilità chimica ed economica. Rossetti sostiene che le aziende debbano cambiare il modo di lavorare, NO allo sfruttamento ( soprattutto nei paesi sottosviluppati) e NO all’inquinamento ambientale. Ecco perché l’invito al consumatore a fare attenzione agli abiti che acquista e al percorso filiare del tessuto. Bisogna tener conto della tracciabilità e della trasparenza dei prodotti comprati ed evitare, per quanto possibile, l’acquisto di abiti economici prodotti però in paesi sottosviluppati per mezzo dello sfruttamento minorile. Questo è un modo per tutelare noi come consumatori, per cambiare la moda e per poter permettere alle donne di Sara di lavorare.

 

                                                            Mirela Rujan