Amilu: Permacultura e Biodinamica

Continua il nostro viaggio insieme a Kate alla scoperta di Amilu. In questo post parliamo di PERMACULTURA, BIODINAMICA e di quanto è importate catturare il CARBONIO.

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INTERVISTA A KATE:

Non hai studiato agricoltura, non sei cresciuta in un ambiente agricolo. Oggi c'è tutta una generazione di giovani che sceglie l’agricoltura senza avere un minimo di background. Come sei riuscita a definire che tipo di agricoltura volevi sviluppare su Amilu?

 

Faccio parte della gente agnostica. Iniziando da zero senza pregiudizi ho capito che l’agricoltura attuale è sulla via sbagliata.

 

Volevo ripensare a come avrei potuto crescere e consumare il cibo, da zero. Meno

 

carne, più verdure, frutta e legumi. Non stavo cercando il metodo ideale o di

 

essere coinvolta nella comprensione degli ordini politici. Volevo iniziare e

 

imparare, facendo il meglio e trovando le risposte attraverso degli esperimenti

 

errori e ricerche. I primi due anni avevo il bisogno disperato di avere un terreno

 

vivo, sano e fertile. Nel corso della storia abbiamo visto che per sopravvivere le

 

colture avevano bisogno di avere un ecosistema circolare. Le colture che

 

rispettavano e nutrivano il loro suolo continuarono a vivere, quelli che lo

 

sfruttavano si estinsero.

 

Un ecosistema deve essere circolare per essere sano e sostenibile. Un suolo rigenerativo deve essere nutrito con metodi naturali, anzi si arriva ad un sistema circolare che funziona con la natura e preserva l’equilibrio.

 

Un sistema lineare con sofisticate monoculture produce grandi quantità di cereali

 

(mais principalmente usato per produrre plastica, dolcificanti e mangimi) che      

 

esauriscono il suolo, girando tutto con un aratro e poi pompano fertilizzanti       

 

chimici per rimettere i minerali persi. Questo sistema esaurisce il suolo e               

favorisce l’erosione, come un sistema industriale con input e output. Senza input  

non rimane nessuna vita.

 

Una formula o ricetta universale per organizzare un agrosistema ideale non         

 

esiste. Esiste solo gente consapevole che si pone le domande giuste e trova le       

risposte giuste che esistono già nella natura.

 

Ci vogliono tempo e pazienza, ma i risultati arrivano e danno coraggio. Il percorso è lungo, ma i risultati si vedono dopo solo due anni ad Amilu e siamo solo all’ inizio. E’ un percorso di rigenerazione. I terreni devono avere la biodiversità per fare un ecosistema circolare con un suolo vivo che si rigenera.

Che cos’è la permacultura?

E’ il neologismo derivato dalla fusione di permanente e agricoltura (agricoltura + permanente).

La permacultura nasce intorno al 1978 per opera di Bill Mollison e David Holmgren e si afferma con grande rapidità negli anni seguenti in tutto il mondo anglossassone.

Il punto di forza della permacultura è la sua capacità di andare oltre l'agricoltura sostenibile per proporsi come sistema per progettare insediamenti umani modellati sugli ecosistemi naturali, allo scopo di creare sistemi produttivi durevoli e sostenibili, ovvero in grado di automantenersi e rinnovarsi con un basso input di energia.

La permacultura integra idee e pratiche prese in prestito da molte altre discipline. In alcuni casi si tratta di pratiche agricole tradizionali, in altre di tecniche e applicazioni derivate da ricerche e studi scientifici molto recenti. L'unicità della permacultura risiede nel proporre un modello derivato dall’osservazione degli ecosistemi, ovvero delle comunità spontanee di piante e organismi animali, così come possono essere un bosco, una prateria, uno stagno o una palude.

Di carattere essenzialmente pratico, la permacultura si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a una grande azienda agricola o a intere zone naturali, così come ecovillaggi e insediamenti urbani.

Che cos’è l'agricoltura biodinamica?

 

Si tratta di un metodo di coltivazione basato sulla visione spirituale antroposofica 

 

del mondo. E’ stato infatti l’austriaco Rudolf Steiner (1861-1925) a idearlo con     

 

l’idea di iniziare a produrre alimenti stando in equilibrio con l’ecosistema              

terrestre.

 

Maria Thun (1922-2012) viene da una famiglia di coltivatori tedesca. E’ la creatrice del calendario biodinamico. Spinta dalla sua attenta osservazione dei cicli lunari per le sue scelte agricole, decide di creare un calendario basato sulle fasi lunari e sui movimenti e posizioni dei pianeti che contribuisca a facilitare e migliorare la coltivazione delle piante in relazione ai ritmi e alle forze cosmiche. I nostri nonni hanno già avuto fiducia nelle fasi lunari, ma con la biodinamica si può fare molto di più.

 

La biodinamica offre un modo semplice per nutrire il terreno sotto i piedi e           

 

riconnettersi con i cicli stagionali e ritmi naturali. È un modo sostenibile di             

coltivare cibo gustoso e di alta qualità che fa bene al corpo e all'anima e rimette    

più nella terra di quanto si è raccolto. La biodinamica ha una logica imbattibile      

basata su valori di agricoltura vecchio stile, familiari a molti già dal punto di vista  

di agricoltura biologica: terreno sano, autosufficienza, rimettendo più nella terra   

di quello che si estrae e lavorando con la natura anziché contro di essa. La              

differenza sta nell'uso dei preparati biodinamici. Nove rimedi basati su piante e     

minerali che apportano vitalità al suolo e al giardino, unici per la biodinamica. Il    

suolo migliora la sua struttura ed incrementa la sua attività biologica per               

l’aumento della biomassa microbica e dei lombrichi.

 

 

 

 

Quanto è importante catturare il carbonio? Perchè? Come può aiutare la lotta contro l'effetto serra ed i cambiamenti climatici?

 

“Il ruolo del suolo serve anche come un serbatoio di cattura del carbonio. La           

cattura del carbonio da parte degli ecosistemi terrestri può essere definita come    

la rimozione netta di anidride carbonica dall'atmosfera e la sua collocazione in       

serbatoi dove al carbonio viene assicurata una lunga permanenza.” (Andrea           

Giordano da sito www.aip-suoli.it)

 

 

 

Quanto c’e più carbonio organico nel suolo, tanto maggiore è la capacità di ritenzione idrica, quando c'è più acqua, c'è più CO2 all’interno del terreno per ettaro.

 

Quindi io posso fare la mia parte catturando carbonio nel suolo creando terreni vivi e sani pieni di carbonio organico, piantando alberi, portando materie organiche al terreno e applicando una buona gestione d’acqua piovana con “Keyline Design”.

 

L'idea centrale alla base della gestione dell'acqua "Keyline" è quella di rallentare coscientemente, affondare e diffondere l'acqua piovana alleviando la compattazione, aprendo lo spazio dei pori nel terreno compatto e distribuendo l'acqua in eccesso verso parti più asciutte del paesaggio. Ciò ha l'effetto di tamponare la concentrazione naturale dell'acqua verso le valli e ridurre le inondazioni.