Marirosa Fedele

 Marirosa     Fedele, talentuosa e giovane cantautrice, si racconta a Donneingamba. Ecco la sua intervista!

 

1 Quando e come ti sei avvicinata alla musica?

 

Ho iniziato ad amare la musica da piccola, grazie a mio padre. Ricordo che lei, la musica, mi faceva sorridere e per questo motivo l’ho scelta come compagna di viaggio. All’età di tredici anni poi costrinsi mio padre a comprare una chitarra e da quel momento ho iniziato a pensare di intraprendere il percorso musicale in maniera professionale.

 

 

 

2 Con i tuoi insegnanti di canto hai iniziato a sperimentare nuovi suoni e altre culture come quella celtica, quella portoghese, fino ad arrivare al soul, al jazz ed ad altri stili.

 

Si, grazie ai primi insegnanti di canto ho aperto i mei orizzonti musicali. All’inizio conoscevo solo la musica italiana ed inglese, non avevo mai ascoltato prima canzoni in lingua brasiliana o di altre origini e ricordo che fu una scoperta interessantissima. La prima artista che conobbi fu Mercedes Sosa, un’interprete argentina da sempre impegnata nella lotta per la pace e i diritti civili e ricordo che le sue canzoni, la sua voce, sin dal primo ascolto erano familiari, mi ricordavano qualcosa, ma non sapevo di preciso cosa…

 

Da quel momento è iniziato il viaggio alla scoperta di diversi generi e soprattutto il viaggio verso la scoperta della mia musica…!

 

 

 

3 Le tue origini italo-brasiliane come hanno influenzato la tua musica?

 

Le mie origini hanno influenzato ed influenzano molto la mia musica. I primissimi anni iniziai ad ascoltare tanta musica latino americana e ad imparare tantissimi brani, poi pian piano ho sviluppato anche un mio linguaggio musicale.

 

 

 

4 Scrivi la tua prima canzone a 15 anni. Cosa rappresenta per te la scrittura?

 

Scrivere per me vuol dire comunicare, comunicare un messaggio, un sentimento, una sensazione tratti da storie di tutti i giorni con uno sguardo diverso, delicato e diretto.

 

 

 

5 Studi scrittura creativa al C.E.T. di Mogol.

 

Si, ho studiato scrittura creativa al C.E.T di Mogol qualche anno fa ed è stata una delle esperienze più formative che abbia fatto in questi anni. Il C.E.T è una scuola che permette di sviluppare un nuovo linguaggio e di comporre, cucire e ricucire un testo fatto di emozioni e sensazioni semplici, che partono dal cuore e ritornano (come un riflesso ) al cuore dell’ascoltatore…!

 

 

 

 

 

6 Hai collaborato per realizzare le musiche del cortometraggio “Il fiume giovane”. Ci parli di questa esperienza?

 

Si, è stata un’esperienza molto interessante, conobbi il regista del cortometraggio per una pura casualità e nacque subito (dopo qualche breve scambio di idee musicali) il desiderio di collaborare al progetto filmico “Il fiume giovane” in cui protagonisti erano dei bambini che andavano alla scoperta di nuove terre e spazi inesplorati…!

 

 

 

7 Come hai fatto a trovare chi volesse promuovere il tuo primo album?

 

Non è stato facile, ricordo che cercavo persone disposte a credere in un progetto dal sapore nuovo e inusuale e l’etichetta precedente accolse questo pensiero ed il progetto tutto con grande entusiasmo.

 

 

 

8 Con chi e dove lo hai registrato?

 

Il primo EP è stato registrato in Irpinia, da musicisti irpini e anch’essi all’epoca sposarono il progetto precedente perché innovativo e stimolante.

 

 

 

9 Com’è nato “Burattini di Asterischi”?

 

Burattino di Asterischi è un brano nato per descrivere la storia di questo personaggio che fa il suo ingresso nella vita, ma essendo ancora poco maturo per affrontare la vita vera, si ritrova a non riuscire davvero a supportare il suo stesso peso e nasce quasi in una notte…!

 

 

 

10 Il tuo ultimo singolo è “Cuciti gli occhi”. Ce ne parli?

 

Cuciti gli occhi nasce dalla voglia di comunicare l’importanza di essere uniti oggi. La condivisione è un aspetto che molto spesso viene messa in secondo piano o per mancanza di tempo o per mancanza di voglia e il messaggio che vorrei trasmettere attraverso questo brano, ma anche nei cinque brani contenuti nell’EP uscito il sette aprile scorso è proprio questo: trovare un punto d’incontro per quell’attimo di condivisione perduto...

 

 

 

11 Grazie per esserti raccontata su Donneingamba.com

 

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata…!