La Ciclostaffetta: L'Agenda Ri-Trovata - Per Paolo Borsellino

 

Ci siamo quasi! Domani inizia la ciclostaffetta “L’Agenda Ritrovata” in occasione dell’anniversario dei venticinque anni della morte del giudice Paolo Borsellino.

 

L’agenda rossa è l’agenda in cui il giudice appuntava tutte le informazioni più importanti e gli fu rubata il giorno della strage di via D’Amelio dalla sua valigetta che era sul sedile posteriore della sua auto.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il fratello, Salvatore Borsellino, che da anni si batte insieme all’associazione delle Agende Rosse per fare luce sulla strage di via D’Amelio e fare emergere tutta la verità. Con lui abbiamo parlato di mafia e della ciclostaffetta organizzata grazie all’associazione L’Ora Blu e l’associazione delle Agende Rosse per le tappe di Ivrea/Novara e Novara/Bollate.

 

 

1. Cos'è la mafia?

Credo non ci sia migliore maniera per rispondere a questa domanda che adoperare le parole che usò Paolo nella sua ultima lettera, scritta alle 5 del mattino del 19 luglio, il giorno in cui lo uccisero, per rispondere alla stessa domanda che gli era stata fatta dai ragazzi di un liceo di Padova :

La mafia (Cosa Nostra) è una organizzazione criminale, unitaria e verticisticamente strutturata che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di "territorialità". E’ suddivisa in "famiglie" collegate tra loro per la comune dipendenza da una direzione comune (Cupola), che tendono ad esercitare sul territorio la stessa sovranità che su esso esercita, deve esercitare, legittimamente, lo Stato.
Ciò comporta che Cosa Nostra tende ad appropriarsi delle ricchezze che si producono o affluiscono sul territorio principalmente con l'imposizione di tangenti (paragonabili alle esazioni fiscali dello Stato) e con l'accaparramento degli appalti pubblici, fornendo nel contempo una serie di servizi apparenti rassembrabili a quelli di giustizia, ordine pubblico, lavoro etc, che dovrebbero essere forniti esclusivamente dallo Stato.
E' naturalmente una fornitura apparente perchè a somma algebrica zero, nel senso che ogni esigenza di giustizia è soddisfatta dalla mafia mediante una corrispondente ingiustizia. Nel senso che la tutela dalle altre forme di criminalità (storicamente soprattutto dal terrorismo) è fornita attraverso l'imposizione di altra e più grave forma di criminalità. Nel senso che il lavoro è assicurato a taluni (pochi) togliendolo ad altri (molti).
La produzione ed il commercio della droga, che pur hanno fornito Cosa Nostra di mezzi economici prima impensabili, sono accidenti di questo sistema criminale e non necessari alla sua perpetuazione.
Il conflitto inevitabile con lo Stato, con cui Cosa Nostra è in sostanziale concorrenza (hanno lo stesso territorio e si attribuiscono le stesse funzioni) è risolto condizionando lo Stato dall'interno, cioè con le infiltrazioni negli organi pubblici che tendono a condizionare la volontà di questi perchè venga indirizzata verso il soddisfacimento degli interessi mafiosi e non di quelli di tutta la comunità sociale.
Alle altre organizzazioni criminali di tipo mafioso (camorra, "’ndrangheta", Sacra Corona Unita etc.) difetta la caratteristica della unitarietà ed esclusività. Sono organizzazioni criminali che agiscono con le stesse caratteristiche di sopraffazione e violenza di Cosa Nostra, ma non hanno l'organizzazione verticistica ed unitaria. Usufruiscono inoltre in forma minore del "consenso" di cui Cosa Nostra si avvale per accreditarsi come istituzione alternativa allo Stato che tuttavia con gli organi di questo tende a confondersi.

 

 

2. Com'è cambiata la mafia nel modo di agire dagli anni '90 ad oggi?

La mafia è una organizzazione criminale che ha una estrema capacità di trasformarsi, è passata nel corso degli anni dal controllo del contrabbando di sigarette , al traffico della droga, al traffico di essere umani, alle speculazioni edilizie, al traffico di rifiuti pericolosi, allo sfruttamento di tutte quelle attività criminali che potessero aumentare il suo potere e gli immensi capitali che è riuscita ad accumulare. Dopo gli anni ’90 e dopo la scellerata trattativa condotta da pezzi deviato dello Stato che è costata la vita a Paolo Borsellino e ai ragazzi della sua scorta e dopo le stragi di via dei Gergofili e di Via Palestro, perpetrate per aumentare il prezzo della trattativa, è passata dallo scontro frontale con lo Stato, ancora una volta all’inabissamento si è trasformata in finanza, in infiltrazioni nelle amministrazioni pubbliche, in accaparramento degli appalti, in scambio dei voti a favore dei politici corrotti, in tutte quelle attività insomma che permettono di sfruttare e riciclare gli immensi capitali che con i traffici criminali è riuscita a d accumulare. Oggi le mafia, o meglio o la ‘ndrangheta che ha preso il sopravvento per la sua maggiore capacità di espansione ed infiltrazione, è estremamente più presente è pericolosa nel nord del nostro paese che nello stesso sud dove è nata, dove però riesce ancora in larga parte ad avere il controllo del territorio

 

 

3. Quanto è importante parlare di mafia nelle scuole?

Diceva un grande scrittore siciliano, Gesualdo Bufalino, che la mafia potrà essere sconfitta da un esercito di maestri elementari.

La mafia infatti è la negazione della cultura ed è nelle scuole, nell’educazione, nella conoscenza che si combatte, ogni giorno e non soltanto nelle ricorrenze, la vera lotta alla mafia.

Come diceva Paolo:

La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti si abituassero a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

 

4. Quest’anno sono 25 anni che il giudice Paolo Borsellino è morto. Per questa ricorrenza avete organizzato l'evento "L' Agenda Ri-Trovata" con una ciclostaffetta. In cosa consiste?

La ciclostaffetta “L’Agenda Ri-Trovata” organizzata dal Movimento delle Agende Rosse insieme con l’Ora Blu, un’ associazione culturale e sportiva di Bollate, nei pressi di Milano, si propone di riportare idealmente l’Agenda Rossa da Milano a Palermo attraverso una staffetta ciclistica che percorrerà tutta l’Italia sostando ogni sera in una casa amica, l’alloggio che verrà offerto da uno dei gruppi del Movimento, intitolato ciascuno ad una vittima di mafia, esistenti e attivi per la ricerca della Verità e della Giustizia in ogni parte d’Italia.

 

5. Chi l’ha organizzata?

La ciclostaffetta è stata organizzata, appunto dal Movimento delle Agende Rosse e dall’Ora Blu, ma viene appoggiata da tante altre associazioni che hanno voluto partecipare a questo percorso ideale, la Feltrinelli, che pubblicherà in libro scritto de sette diversi scrittori, tanti quanti le regioni che verranno toccate dal percorso, La FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, le COOP, Radio Popolare che seguirà con le sue trasmissioni tutto il percorso ed altre organizzazioni che con entusiasmo stanno anche in questi giorni dando la loro adesione.

 

6. Per la ciclostaffetta ha voluto inserire la tappa di Ivrea. Come mai questa scelta? È molto legato a questa città?

Da Ivrea partirà il 17 giugno il prologo che porterà l’Agenda Rossa da Ivrea a Novara e l’indomani da

Novara a Bollate, dove è la sede dell’Ora Blu e dove io stesso consegnerò loro una copia dell’Agenda Rossa, l’Agenda che era stata stampata nel 1992 dall’Arma dei Carabinieri e che Paolo il 23 maggio tirò fuori dal cassetto per scrivere su quei fogli tutte le indagini che portava avanti sulla strage di Capaci, le rivelazioni dei collaboratori di Giustizia e quello che aveva scoperto sulla trattativa che gli costerà la vita.

Ivrea è la prima città dove sono stato dopo avere lasciato, a 27 anni, Palermo e dove è nato il mio primo figlio, Diego. Da Ivrea voglio partire per ritornare idealmente a Palermo per riportare a Paolo la sua Agenda Rossa

 

7. A distanza di 25 anni dalla morte di suo fratello, ci sono novità sui processi?

Si, c’è un’ importante novità, anche se è stata ignorata dalla stampa e coperta dal silenzio, nel Borsellino Quater, dopo ben tre processi viziati da un depistaggio ordito anche questo da pezzi deviati dello Stato, grazie anche al mio avvocato di parte civile, Fabio Repici, la Corte ha stabilito che un depistaggio c’è stato e ha criticato l’incompletezza delle indagini, in particolare sulla sparizione dell’Agenda Rossa, rimandando alla Procura, per un nuove indagini più approfondite, le carte del processo. Ci saranno quindi altri processi, speriamo più mirati al raggiungimento della Verità.

 

8. Arriveremo mai alla verità?

Non bisogna mai perdere la speranza, non bisogna mai abbandonare la lotta per la Verità e per la Giustizia, forse gli anni che mi restano da vivere non mi permetteranno di vederla, ma sono sicuro che alla fine la Verità sulle strage del ’92 e del ’93 verrà alla luce ed è per questo che impiego le forze che mi restato per incontrare soprattutto i giovani, per fare vivere la mia speranza, perché quando io non avrò più la forza per alzare l’Agenda Rossa e voce per innalzare il mio grido di RESISTENZA ci siano dei giovani che continuino a condurre questa lotta, perché sia mantenuta la promessa che, il giorno dopo la strage, ho fatto a mia madre quando mentre aveva ancora nelle orecchio il boato dell’esplosione che le aveva portato via il figlio, disse a me e mia sorella Rita: “Andate dovunque vi chiamino per parlare di Paolo, non fate morire il suo sogno, fino a quando ci sarà qualcuno che parlerà di Paolo vostro fratello non sarà morto”. E Paolo non morirà mai perché non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore e il sogno di Paolo era soltanto un sogno d’amore.

 

9. Grazie per averci dedicato il suo tempo.

Grazie a voi per l’aiuto che mi date a fare rivivere mio fratello.