Perdersi (tra sogni, desideri e speranze) per ritrovarsi.

 

Prosegue la nostra rubrica “Ritrova te stesso”. L’argomento di oggi della dott.ssa Silvia Giannessi è “Perdersi (tra sogni, desideri e speranze) per ritrovarsi ”.

 

 

Buongiorno lettrici e letttori di Donneingamba, in questo articolo vi consiglierò come “perdervi”, si tratta di un passaggio necessario per potersi “ritrovare”.

 

Perdersi equivale ad aprirsi al nuovo, a mettersi e mettere in discussione, ad imparare a guardare le cose assumendo nuovi punti di vista.

 

Acquisterete una nuova capacità, quella che vi consentirà di guardare le cose da più finestre, immaginandone anche dove non ce ne sono, o di vedere cose diverse guardando dalla stessa finestra.

 

Creare nuovi modi di pensare noi stessi e la realtà che ci circonda, riattiverà le nostre energie.

 

Negli articoli precedenti abbiamo parlato: “di come educare al cambiamento attraverso la teoria dell’empowerment”, adesso vi dico che l’obbiettivo del processo d’empowerment è: “aprire al soggetto nuove possibilità.

 

Scoprirete possibilità prima impensate perdendovi tra i vostri sogni, desideri o speranze.

Non abbiate paura di perdervi, perchè solo dopo aver tirato fuori tutta la vostra energia, il “consulente dell’empowerment” vi aiuterà a compiere il passaggio dal mondo dei vostri sogni/desideri, a quello della realtà.

 

I nostri sogni saranno la scintilla che farà riaccendere la speranza, la quale sarà una compagna nella lotta della vita.

 

Sono un uomo di speranza. Così non voglio dire che attribuisca alla mia speranza il compito di trasformare la realtà, la mia speranza è necessaria ma non è sufficiente[…] , ma prescindere dalla speranza nella lotta per trasformare il mondo è fluida illusione”1.

 

 

 

I sogni ci mantengono vivi mentre lottiamo per raggiungerli, la speranza che riaccendono è più reale e vicina all’uomo, è un’amica che ci prende per mano e ci cammina accanto.

 

Attenzione, sperare non indica l’atteggiamento passivo di chi si limita ad immaginare il mondo, è quello “propositivo” di chi ha le energie per affrontarlo e lottare per trasformarlo. Perché sa sperare e trasmettere speranza, sogna e trasmette la capacità di sognare, ha desideri e sa suscitare ambizioni!.

 

Ritornando alla teoria dell’empowerment, si tratta quindi di un uomo empowered: ossia attore protagonista dalla sua vita.

 

 

             1 Paolo Freire, Pedagogia della speranza, Ega editore, Torino, 2008, p.28.

  

 

 

Per domande o consulenze potete scrivermi all’indirizzo: silviagiann73@gmail.com

 

Dott.ssa Silvia Giannessi